Sono continuate per tutto il weekend le verifiche dell’Unità di crisi attivata dal Mibac a seguito della scossa di terremoto che ha colpito, sabato notte, le regioni dell’Umbria, delle Marche e del Lazio. Al momento non si sono riscontrati danni al patrimono culturale. È quanto si è appreso da fonti del Collegio romano. Nella notte di sabato infatti il terremoto è tornato a far paura nell'area appenninica tra Umbria, Marche e Lazio devastata dal sisma di appena tre anni fa. Lo ha fatto con una prima scossa di magnitudo 4.0. La scossa, secondo i testimoni, ha avuto una durata di 8-10 secondi. Il sisma è stato seguito da molte repliche meno intense. Lo sciame sismico Grande ha generato ansia soprattutto tra i turisti, non abituati a una serie così lunga di scosse: tra le 2.02, quando si è verificata la scossa più forte di 4.0, e le 4.28, nel sottosuolo della cittadina umbra la terra ha tremato ben 38 volte. Tra i centri più vicini all'epicentro anche Accumoli e Amatrice. 

 

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