“Anche gli Archivi pagano un prezzo ‘salatissimo’ alla fretta con cui è stata portata avanti la Riforma Bonisoli. L’ennesimo svuotamento di un settore cruciale per la cultura italiana. Condividiamo in pieno le preoccupazioni che stanno venendo fuori dai Direttori degli Archivi di Stato”. Lo dichiara Giuseppe Nolè, Coordinatore nazionale Cisl Fp Mibac, commentando la lettera dei direttori di Archivio di Stato non dirigenziale – che AgCult ha potuto visionare - nella quale si sottolinea che il regolamento di riorganizzazione del Collegio Romano “presenta gravi criticità relative, specificatamente, all'ordinamento del sistema periferico degli Uffici statali che insistono sul territorio, in particolare nel settore dell'amministrazione archivistica”.

In particolare il Capo VI (Amministrazione periferica) del regolamento “introduce alcune sensibili modificazioni che andrebbero ad alterare l'attuale ripartizione delle competenze affidate, rispettivamente, alle Soprintendenze Archivistiche e Bibliografiche ed agli Archivi di Stato”. Tale alterazione, spiegano, non è “di scarsa portata: essa sancisce, di diritto e di fatto, la subordinazione degli Archivi alle Soprintendenze, senza tuttavia indicare l'entità delle funzioni esercitate dai due organi, né, tanto meno, la loro esatta ripartizione”.

CISL

“Abbiamo sempre fatto fatica a comprendere, dalle prime bozze della riorganizzazione del Ministro Bonisoli, come si sarebbe conciliata con la normativa archivistica generale, che gli Archivi di Stato sedi non dirigenziali siano diventate articolazioni delle Soprintendenze archivistiche, tanto più visto gli organici attuali delle soprintendenze”, sottolinea Nolè.

“A questo aggiungiamo, in ricordo di quanto avvenuto poco meno di un anno fa ad Arezzo, che ci saremmo aspettati maggior attenzione dal Ministro, non solo per la sicurezza, ma anche per la valorizzazione delle professionalità del settore archivistico, direttori, funzionari e tutto il personale tecnico e dei servizi al pubblico”.

 

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