Accolto con entusiasmo dal Pd, silenzio dal Movimento 5 Stelle (con l’eccezione di Luca Bergamo di Roma Capitale), critiche dall’opposizione. È un bilancio abbastanza prevedibile quello delle reazioni politiche al ritorno al Ministero dei Beni Culturali di Dario Franceschini che ha sempre giudicato quello del collegio Romano un dicastero ‘di peso’ (“il più importante ministero economico”, lo ha sempre definito). Il suo ritorno porta in dote (questo sì, molto apprezzato da più parti) la delega al Turismo, anche se questo passaggio sarà tutt’altro che immediato visti i tempi tecnici che comporterà il trasferimento delle competenze dal Ministero delle Politiche agricole dove era arrivato di fatto solo qualche mese fa. 

PARTITO DEMOCRATICO

“Sono molto felice di questa nomina che significa riconoscere alla cultura il peso che aveva in precedenza. Sono sicura che in ambito culturale riusciremo a fare buone cose forti anche di una tradizione di collaborazione che abbiamo sempre esercitato in Commissione Cultura, sia in questa legislatura come nella passata”. Flavia Piccoli Nardelli, esponente Pd della Commissione Cultura di cui nella passata legislatura ha ricoperto il ruolo di presidente, commenta con entusiasmo il ritorno di Dario Franceschini a ministro dei Beni culturali e del Turismo.

Anche l’esponente dem Silvia Costa, relatrice in Parlamento europeo del programma Europa Creativa 2021-2027 commenta con soddisfazione il ritorno di Franceschini: “Anche dall’Europa si attendono una linea di continuità con il lavoro fatto insieme. Sono felice di questo e spero che si corra ai ripari rispetto ad alcuni ritardi che ci sono stati con l’Europa. In ballo c’è infatti il negoziato sul raddoppio dei fondi di Europa Creativa, l’implementazione post Anno europeo del patrimonio culturale e i rapporti internazionali dell’industria audiovisiva”.

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, giudica “positivo il rientro di Dario Franceschini al Mibact perché con lui in Toscana abbiamo lavorato bene”. 

MOVIMENTO 5 STELLE

Non passa inosservato invece il silenzio del Movimento 5 Stelle sul ritorno di Franceschini al Mibac. Che il rapporto tra i pentastellati e il ministro della Cultura dei governi Renzi e Gentiloni non fosse tra i migliori si sapeva e forse i cinquestelle hanno bisogno di qualche giorno per digerire una nomina che non è tra le più auspicate, anche perché in questo modo hanno perso un ministro, Alberto Bonisoli, espresso dal loro partito. Nei giorni scorsi non sono mancate tra i grillini prese di posizioni critiche nei confronti dell’eventuale ritorno di Franceschini alla Cultura. 

Nota da segnalare le dichiarazioni aperturiste del vicesindaco di Roma e Assessore alla Crescita cutlurale Luca Bergamo che augura buon lavoro al neo ministro auspicando “una forte sinergia” tra Roma Capitale, Mibact e Miur. “Considero positivo il ritorno della competenza sul turismo al MIBACT - dice Bergamo -, condizione essenziale perché le politiche nazionali di promozione del turismo agiscano nel quadro di una più ampia politica che vede nel patrimonio e nella cultura una leva fondamentale per lo sviluppo della qualità della vita nelle città e in generale sul territorio italiano. Faccio gli auguri di buon lavoro al governo guidato da Giuseppe Conte e a Dario Franceschini, nel momento in cui si appresta ad assumere il dicastero dei Beni e Attività Culturali". 

OPPOSIZIONE

“Non è per noi una buona notizia, Franceschini ha avuto a disposizione delle chance e le ha giocate malissimo nella scorsa legislatura, ma siamo pronti a dare comunque il nostro contributo di opposizione patriottica, se lui vorrà collaborare noi metteremo le nostre competenze a sua disposizione”. Così il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (Fdi) commenta la nomina di Dario Franceschini a ministro dei Beni culturali e del Turismo. Sulla stessa linea il deputato di Fratelli d’Italia capogruppo in commissione Cultura e responsabile Cultura del partito, Federico Mollicone: “La nomina di Dario Franceschini al dicastero dei Beni Culturali non ci sorprende. Quando mai aveva lasciato i corridoi del Mibac? La nostra linea di opposizione sarà dura ma leale, sempre difesa del comparto dello spettacolo e della nostra visione di valorizzazione dei beni culturali". 

Meno critica la posizione del senatore di Forza Italia Francesco Giro: "Franceschini di nuovo alla guida del Collegio Romano da un lato è una garanzia perché conosce l’ambiente, ma dall’altro potrebbe essere un problema. Mi auguro infatti che corregga alcune forzature del predecessore Bonisoli che ha approvato un regolamento del Ministero con il Segretario Generale trasformato in un supereroe pieno di super poteri, cosa ridicola se non fosse tragica".

Per Vittorio Sgarbi, deputato del gruppo Misto e membro della commissione Cultura della Camera, la nomina di Dario Franceschini al Mibact “è un bellissimo scherzo del destino. Ora si apre il tema della ‘controriforma’ sui beni culturali e ci sarà da divertirsi”. Sottolinea Sgarbi che “la cosa ancora più paradossale è che ora Franceschini dovrà fare una mossa di stampo leghista: ridare l’autonomia ai musei abolita dal centralismo di Bonisoli”. In pratica, rileva Sgarbi, “abbiamo il seguente quadro: un ministro Pd che agirà come un autonomista salviniano essendo nel frattempo alleato di quel M5S che è stato fautore del centralismo museale da eliminare. Un vero e proprio spettacolo tutto da gustare”.

 

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