“Obiettivi prioritari del governo saranno la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale sul territorio”, ma anche “investire sulle imprese culturali e creative” e “ampliare gli accessi ai consumi culturali”. Con il risultato di “maggiore ricchezza e più ampia occupazione” per l’intera società. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo alla Camera dei Deputati per chiedere la fiducia al suo governo, ha affrontato anche il tema della cultura e del turismo. Il premier, tracciando le linee programmatiche che caratterizzeranno l’azione di governo in ambito culturale e turistico, ha sottolineato come quest’ultimo rappresenti “un settore chiave che contribuisce per più del 10% al nostro Pil”. Un settore che dovrà essere potenziato “anche attraverso una seria revisione della sua governance pubblica”. Conte ha poi sottolineato come occorra “promuovere i multiformi percorsi del turismo anche attraverso il recupero e la valorizzazione del nostro patrimonio naturale, storico, artistico, culturale. Con un’attenzione alle specificità di alcuni territori come quelli alpini”.

Richiamando i punti del programma di governo pubblicato la settimana scorsa, il presidente del Consiglio ha ribadito che “obiettivi prioritari dell’azione di governo dovranno essere la conservazione e la valorizzazione dello straordinario patrimonio artistico e culturale racchiuso nei nostri territori”. Inoltre, ha aggiunto Conte, “dobbiamo investire sulle imprese che si fondano sulla creatività, che generano cultura ampliando gli accessi ai consumi culturali. Da questi investimenti - ha proseguito il premier - l’intera società ne trarrà beneficio anche in termini di maggiore ricchezza e di più ampia occupazione”.

"Dobbiamo poi attuare la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni", ha sottolineato il premier.

ALL'ESTERO

Conte ha poi sottolineato la necessità della difesa degli “assi portanti” della nostra politica estera: essa – ha detto -, rispetto al passato, “non è più un automatismo, ma una scelta strategica ancora più consapevole, che va perseguita con coerenza e linearità anche al fine di conservare la massima credibilità al nostro ruolo internazionale”. In questo quadro, “anche sul terreno culturale dovremo, con ancor più determinazione, promuovere l’Italia nel mondo, anche valorizzando – attraverso gli Istituti di cultura – lo studio e la diffusione della lingua italiana, preparandoci nel modo migliore a celebrare il VII centenario della morte di Dante Alighieri, nel 2021”.

 

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