“E’ stato un grande onore e una profonda emozione poter essere il volto e la voce dell’Europa nel mio Paese”. Inizia così il saluto di Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, per la conclusione del suo mandato. Covassi, in un video pubblicato sui social, ripercorre alcune delle sfide che si è trovata ad affrontare dal 2016, da quando rappresenta l’Europa in Italia: “anni complessi e difficili”, afferma riferendosi al terremoto che ha colpito il Centro Italia, ai fenomeni migratori, al cambiamento climatico e alla Brexit. Ma sono stati anche “anni entusiasmanti: con il mio team e con le reti europee presenti sul territorio abbiamo lavorato ogni giorno per portare l’Europa sempre più vicina ai territori e ai suoi cittadini. Siamo stati vicini ai terremotati, ai giovani e alle periferie con iniziative concrete. Abbiamo viaggiato in lungo e in largo la Penisola portando l’Europa della cultura - e in particolare penso a Matera capitale europea della Cultura - e delle opportunità concrete”.

DIPLOMAZIA CULTURALE

Dopo aver ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per “aver indicato sempre l’Europa come orizzonte imprescindibile”, e i governi che si sono succeduti in questi anni “per l’ottima collaborazione”, Covassi rivolge un pensiero agli ambasciatori dell’Unione europea, che “hanno saputo dimostrare come la diplomazia culturale non sia una parola vuota, ma l’espressione di un’appartenenza a un’unica grande famiglia”. Covassi, inoltre, ringrazia “soprattutto i cittadini, i veri protagonisti: l’Europa non è solo Bruxelles, l’Europa siamo noi, è nel territorio dove ci troviamo. Ora - conclude - lo sguardo è rivolto al futuro, nelle parole della presidente von der Leyen l'Europa deve essere più ambiziosa, sostenibile e offrire opportunità a tutti. Abbiamo bisogno di un’Europa che non lasci indietro nessuno, che realizzi la piena parità tra uomini e donne, e che diventi campione nella lotta al cambiamento climatico. Questa è la prospettiva futura, sono certa che insieme ci riusciremo”.

 

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