Il governo Conte bis ha incassato la fiducia del Senato con 169 sì, 133 contrari e 5 astenuti. L’esecutivo guidato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva già ricevuto il via libera dalla Camera lunedì scorso. A Palazzo Madama il dibattito ha tenuto banco tutta la mattinata fino alla lunga replica del premier in aula delle 15,30. Anche qui le posizioni sono rimaste le stesse di Montecitorio, anche se i numeri sono certamente più risicati rispetto alla Camera.

A sostegno del governo il Partito democratico, Liberi e Uguali e il Movimento 5 Stelle (anche se in ambito culturale ci sono molte posizioni meno granitiche, in attesa di vedere l’esecutivo, e in particolare il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, all’opera). Contrari, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

MOVIMENTO 5 STELLE

"Sono molto contenta che Conte abbia richiamato l'importanza del settore culturale. Parlare di valorizzazione e turismo per me significa parlare  fondamentalmente di tutela. Senza una tutela forte del nostro patrimonio artistico e culturale non si possono avere adeguate promozioni e valorizzazioni". Lo ha detto ad AgCult la senatrice del Movimento 5 Stelle Michela Montevecchi. Parlando a margine del dibattito al Senato sulla fiducia al nuovo esecutivo, Montevecchi è certa che "i presupposti per partire bene ci siano". E assicura, dal canto suo, "noi ce la metteremo tutta per essere costruttivi e per cercare di realizzare il più possibile la nostra visione sui beni culturali che abbiano già espresso nel programma di governo del 2018 e in questi 14 mesi". (leggi: Governo, Montevecchi (M5S): bene Conte, senza tutela non ci può essere una buona valorizzazione).

PARTITO DEMOCRATICO

"C'è un significativo cambiamento rispetto al primo governo Conte quando la cultura era stata completamente assente dal discorso programmatico. Oggi invece la cultura è un obiettivo prioritario del governo". Lo ha detto ad AgCult il senatore del Partito Democratico Roberto Rampi. In particolare, Rampi giudica "una grande strategia in termini di piano di sviluppo" il tema dei consumi culturali - "che io preferisco chiamare abitudini culturali" - cioè azioni "che incrementino la platea di chi partecipa alle attività culturali". (leggi: Governo, Rampi (Pd): cambio di passo di Conte, oggi cultura prioritaria).

LEGA

“Bravo Franceschini se stopperà i provvedimenti Bonisoli sulla riforma del Mibac e l’autonomia dei musei, sui quali non ero d’accordo. Male, invece, se fermasse lo slancio positivo preso dal settore cinema nell’ultimo anno”. È l’auspicio espresso ad AgCult dalla senatrice Lucia Borgonzoni (Lega), ex sottosegretario ai Beni culturali. (leggi: Governo, Borgonzoni (Lega): Franceschini fermi riforme Bonisoli). 

FORZA ITALIA

“Franceschini ai Beni culturali va bene, perché dopo Bonisoli non sarà difficile svettare e dare un senso politico al Mibac che con l’ex ministro che si era spento nell’inerzia”. Lo dice ad AgCult il senatore Andrea Cangini, responsabile Cultura di Forza Italia. “Franceschini però dovrà correggere gli errori della sua precedente esperienza di titolare del Collegio Romano – rileva Cangini -: l’eccesso di esterofilia nella scelta dei direttori dei musei; l’aver mancato di mettere in rete tutti i musei potenziandoli e mettendoli al pari per competitività con quelli francesi; essere più energico nella difesa dell’industria cinematografica e televisiva italiana minacciata dalle grandi piattaforme digitali, perché ne va dell’identità nazionale e di un’enorme quantità di posti di lavoro”. (leggi: Governo, Cangini (FI): Ok Franceschini dopo Bonisoli, ma corregga errori del passato).

FRATELLI D’ITALIA

“La legislatura era partita al grido di ‘cambiamento’ poi, soprattutto in ambito culturale, si è passati alla conservazione perché le decisioni assunte dall’ex ministro Bonisoli hanno tradito le dichiarazioni che lui stesso fece durante le prime audizioni in commissione. Adesso, con Franceschini, siamo passati alla restaurazione totale del vecchio sistema, dove le burocrazie ministeriali la fanno da padrone e questo per noi rappresenta un approccio sbagliato alle politiche culturali”. Lo ha detto ad AgCult il senatore Antonio Iannone (Fdi), membro della commissione Cultura. (leggi: Mibac, Iannone (Fdi): Con Franceschini burocrazie ministeriali la faranno da padrone).

 

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