Il 12 settembre del 1919 Gabriele D'Annunzio occupava con duemila suoi legionari la città di Fiume per annetterla all'Italia. A 100 anni dall’“impresa di Fiume” sono state presentate presso la Camera dei deputati una serie iniziative culturali per ricordare l’evento. Si va dal numero di settembre del magazine CulturaIdentità interamente dedicato all’impresa capeggiata da D’Annunzio, fino allo spettacolo teatrale “Fiume 1919, città di arte e di vita” di Leonardo Petrillo, passando per il libro “Il Poema di Fiume” di F.T. Marinetti.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione delle iniziative sono intervenuti Federico Mollicone (Fdi), deputato componente commissione Cultura; Francesca Barbi Marinetti, responsabile Lazio CulturaIdentità e nipote di Filippo Tommaso Marinetti; Alessandro Sansoni, direttore CulturaIdentità; Leonardo Petrillo, autore dello spettacolo teatrale “Fiume 1919, città di arte e di vita”; Alessandro Amorese, editore Eclettica Edizioni; Nuccio Bovalino, curatore del libro "Il Poema di Fiume" di F.T. Marinetti; Emanuele Merlino, curatore del libro “Il Poema di Fiume” di F.T. Marinetti.

“Si tratta di una serie di iniziative variegate, libere nello spirito e nella forma. L’impresa di Fiume non appartiene alla retorica, perché fu tutto tranne che retorica: fu arte, coraggio militare e libertà, rappresentò un unicum nella storia italiana”, ha sottolineato Mollicone. “Obiettivo non è quello della rivendicazione, ma quello della diffusione, della rottura di tutti gli steccati culturali e dei pregiudizi; far conoscere la grandezza di D’Annunzio e Marinetti serve non per mettere bandierine ma anzi per ricreare quella sintesi meravigliosa tra le diverse culture che si creò a Fiume”.

“Dal settembre del 1919 al dicembre dell’anno successivo – ha aggiunto Alessandro Sansoni - Fiume fu il luogo di incontro delle innumerevoli suggestioni culturali, ideologiche e politiche che prendevano forma nell’Italia e nell’Europa sconvolte dalla Grande Guerra e che avrebbero caratterizzato la Storia del Novecento. A Fiume non si sperimentarono solamente simboli, rituali, idee e tecniche di propaganda che sarebbero poi confluite nel Fascismo, ma vennero elaborate anche teorie e posizioni da cui sarebbero scaturite le culture antifasciste e post-fasciste che avrebbero caratterizzato il dibattito pubblico del nostro paese nei decenni a seguire. Ricordare quell’impresa, studiandola, serve dunque a conoscere meglio anche l’Italia di oggi“.

 

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