E il Festival degli Incontri finì per trasformarsi in quello degli scontri. Può riassumersi così la giornata di polemiche e botta e risposta intorno alla manifestazione che si terrà il prossimo ottobre a L’Aquila, inserita nel calendario del decennale del terremoto e finanziata dal Mibac con 700mila euro. I protagonisti politici della vicenda si sono azzuffati principalmente sui sociali, con tweet e post nei quali non sono mancate accuse di censura ed ingerenze indebite.

A innescare la miccia è stata Silvia Barbagallo, direttrice artistica del Festival, che ha denunciato “l’invasione di campo” del sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi, esponente di Fratelli d’Italia, accusandolo di voler escludere dalla manifestazione lo scrittore e giornalista Roberto Saviano e il fumettista Zerocalcare.

Tra i primi a scendere in campo i vertici dei Beni culturali. “La cultura deve essere libera. Libera da pressioni e interferenze politiche. Sul programma del Festival degli Incontri de L’Aquila non può e non deve esserci alcuna intromissione né da parte del Mibac né da parte del Comune”, così il ministro Dario Franceschini in un tweet. Mentre il sottosegretario uscente, Gianluca Vacca, che ha sempre seguito da vicino le vicende abruzzesi e quelle relative alla ricostruzione post sisma avendo anche una delega alla ricostruzione del patrimonio culturale nelle zone terremotate, aveva poco prima ricordato: “Il Festival degli Incontri deve essere una manifestazione artistica, uno strumento per il rilancio della città attraverso la cultura nel decennale del terremoto, non certo una vetrina per la politica. Non si comprende quindi a quale titolo il sindaco Biondi pretenda di avere l’ultima parola sulla scelta degli artisti, minacciando o mettendo veti sui nomi sgraditi a lui o al suo partito. La sua è un’ingerenza grave e inaccettabile”.

La risposta del primo cittadino aquilano non si è fatta attendere. Prima, in una conferenza stampa convocata ad hoc, ha attaccato Franceschini e Vacca. Successivamente, con una nota, ha precisato la sua posizione. “Il Mibac sta avendo un atteggiamento ostile nei confronti de L’Aquila. Franceschini fa un tweet e non sa neppure di cosa stia parlando, mi sembra evidente che sia una presa di posizione politica”, le parole di Biondi che ha poi affondato il colpo: “Franceschini si è insediato da una settimana e ha già bloccato tutti i decreti attuativi della riforma Bonisoli e si è già studiato tutte le carte del Festival. Per quanto sia un fuoriclasse della politica, soprattutto delle giravolte, che abbia avuto tutto questo tempo per studiare…”. Velenosa anche la stoccata di Biondi a Vacca: “Non è stato confermato ancora nel suo ruolo di sottosegretario…”.

Il sindaco, attraverso un comunicato, ha inoltre spiegato: “Se qualcuno pensava di trasformare il decennale del terremoto dell’Aquila in un luna park privato della sinistra si sbaglia di grosso”. Le dichiarazioni “in cui mi si taccia di voler vietare la presenza in città di alcuni personaggi, sono quantomeno curiose se non addirittura false. Ad oggi, non esiste un programma definitivo, ma solo una bozza di location e presunti incontri pubblici e spettacoli”. Il Comune, ha ricordato Biondi, “ha sottoscritto un accordo con il Mibac nel quale si parla esplicitamente di promozione e condivisione congiunta degli appuntamenti legati al decennale del sisma. Come sindaco, pertanto, ho il diritto di conoscere gli eventi che verranno finanziati per complessivi 700 mila euro”. E a chi lo accusa di censura risponde: “Non sa di cosa parla ed evidentemente non mi conosce. L’Aquila, da quando sono sindaco, ha ospitato importanti eventi e iniziative con artisti di grande spessore, di qualsiasi sensibilità politica”.

Lo scontro ha finito per coinvolgere gli schieramenti di riferimento dei diretti interessati: Fdi a difesa di Biondi, Pd a sostenere le ragioni di Franceschini. “Io sto con il sindaco dell’Aquila” ha scritto su Facebook, Giorgia Meloni che, dopo aver bollato come “sfacciato e presuntuoso” Franceschini, ha ammonito le “sanguisughe” della sinistra: “Portate rispetto agli aquilani e se vi piace tanto la compagnia di Saviano invitatelo a cena. E pagate voi".

Sul fronte opposto da registrare le prese di posizione di Matteo Renzi ed Anna Ascani. “Non è giusto che un sindaco possa decidere le idee dei partecipanti a un festival - ha affermato il senatore Pd ed ex premier -. Il sindaco dell’Aquila appartiene a Fratelli d’Italia: prima o poi dovrà capire anche lui che la cultura non ammette censure”. La capogruppo dem in commissione Cultura alla Camera, ha invece espresso “solidarietà alla direzione artistica del Festival degli Incontri, in merito alle ingerenze provenienti dal sindaco” e ha elogiato il ministro Franceschini per aver ribadito “il valore dell'indipendenza artistica dei nostri festival".

E anche uno dei diretti interessati, Roberto Saviano, ha affidato ai social il suo commento. "Mettere frontiere, paletti, bilance alla cultura significa svilire L'Aquila e il suo spirito accogliente – ha postato lo scrittore -. Gli aquilani meritano che la loro sofferenza sia ancora, dopo dieci anni, condivisa da tutti gli italiani e questo è possibile solo se L'Aquila torna a essere quello che è sempre stata: un luogo di cultura e di dibattito, aperto a tutti e che tutti accoglie".

 

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