Felici che il turismo sia tornato al Mibac, ma l’urgenza ora (come prima) è una legge che regoli il settore delle guide turistiche che manca da sette anni. L’Associazione Guide turistiche Abilitate (Agta) accoglie con favore il ritorno al Collegio Romano di Dario Franceschini che riporta con sé la delega al turismo, per 14 mesi transitata al Ministero delle Politiche agricole senza troppa fortuna (complici anche i lunghi tempi di trasferimento delle competenze da un ministero all’altro). In un’intervista ad AgCult la presidente di Agta, Isabella Ruggiero, richiama i punti essenziali per una nuova legge di settore e confida nel fatto che il ministro Franceschini riprenda quanto prima in mano la questione. Sperando sempre che, prima o poi, al Turismo venga concessa la dignità di un ministero dedicato.

BENE IL TURISMO AL MIBAC

Innanzitutto, spiega Ruggiero, “siamo felici che il Turismo sia tornato ai Beni Culturali. La scelta di spostarlo al Mipaaf all’inizio aveva fatto sperare in una spinta sul settore, ma in realtà si è ritrovato ad essere una “appendice” estranea al Ministero dell’Agricoltura e non ha goduto di quella valorizzazione che l’unione con il “made in Italy” aveva promesso. Inoltre, si creava un’ulteriore complicazione delle procedure burocratiche e delle decisioni, visto che per tante cose occorreva comunque il coinvolgimento anche del Mibac”. 

UN MINISTERO AD HOC

In realtà Agta pensa che il Turismo “abbia necessità di essere - tornare ad essere - in futuro un Ministero a parte, per le sue peculiarità: da una parte è legato al Beni Culturali, perché quelli sono il “luogo” in cui il turismo opera, dall’altra però la sua connotazione ‘economica’ ha logiche e dinamiche diverse da quelle del MIBAC, per il quale l’obbligo della tutela (tra i tanti scopi) non sempre si sposa con l’obiettivo dei numeri e delle presenze”.  Coniugare i principi di questi due colossi - Beni Culturali e Turismo - “sarà ancora una volta il difficilissimo compito del Ministro Franceschini e della sua squadra”.

LA LEGGE SULLA PROFESSIONE

Dal nuovo ministro, naturalmente, tutta la categoria delle guide si aspetta la legge sulla professione, di cui è priva da 7 anni. “Nel Ministro Franceschini - aggiunge Ruggiero - riponiamo però speranze fondate sul pregresso. Sotto di lui si era finalmente arrivati a un risultato con la previsione di 'guida base’ con abilitazione su tutto il territorio nazionale e di 'guida specializzata' per alcuni siti particolarmente rilevanti. Per quest'ultima figura erano stati emanati anche i Decreti attuativi. Purtroppo, tutto è stato annullato con un ricorso”.

Per Agta, Franceschini è anche il ministro che non ha firmato “l’Intesa che le Regioni volevano imporre: un testo pessimo, scritto senza consultare la categoria, inaccettabile nei contenuti, che le Regioni volevano far passare sopra le nostre teste e imporci dall’alto. Di questo gli siamo particolarmente grati. Speriamo che il Ministro riprenda subito in mano la questione. Sappiamo quanto è difficile e frustrante lavorare in un settore in cui manca la concordia e l'unità”. 

Per questo, “facciamo un appello a tutte le parti in causa a mettere da parte il passato e a guardare solo all’obiettivo principale per tutti che è la legge. Dobbiamo pensare al futuro. I soggetti in campo sono tanti: noi guide, suddivise in varie associazioni e sindacati con posizioni diverse, le Regioni, il MIBACT, il Dipartimento delle Politiche Europee. Nessuno può pensare di prevalere su tutti gli altri e di far passare la propria linea, come se questa fosse una gara”. 

Per Agta, è fondamentale “arrivare a una buona legge, che tenga conto delle istanze di tutte le parti; una legge, nel più breve tempo possibile. Serve per abilitare con norme serie le guide dei prossimi anni e per portare legalità e ordine a tutto il settore. Il vuoto normativo infatti si porta dietro il problema dell’abusivismo che affligge il settore; non si può lottare efficacemente contro l’abusivismo senza avere norme ben definite”. 

QUALITA’, PREPARAZIONE, PROFESSIONALITA’

“Da parte nostra - prosegue Ruggiero -, senza ripetere quanto già detto tante volte, vorremmo sottolineare tre elementi: qualità, preparazione, professionalità. Tanto più ora che il Turismo è tornato al Mibac, non è pensabile che le figure preposte alla illustrazione dei monumenti non siano professionisti laureati, esaminati in modo serio, passati attraverso un training pratico e poi dopo con un continuo aggiornamento non solo sui contenuti ma anche sulle tecniche. Si può essere preparatissimi annoiando pesantemente l’uditorio, così come si può risultare estremamente simpatici dicendo una serie di stupidaggini; la guida deve evitare entrambi questi errori”. Per questo Agta chiede che “il livello culturale e professionale delle guide future si alzi e che ci siano criteri e prove di accesso molto serie. Ci auguriamo che si apra il tavolo per il testo della legge non solo per incontri una tantum ma per un dialogo costruttivo”.

I MUSEI

Naturalmente ci sono altre questioni particolarmente urgenti per la categoria, che Agta porta avanti da tempo e che “speriamo di poter esporre allo staff del ministro: prima fra tutte, la ‘preclusione’ di alcuni musei e monumenti alle guide. Tra le limitazioni dovute ai concessionari, a quelle decise dai direttori, a quelle determinate dalle proprietà varie, l’esercizio della professione viene sempre più limitato. Avere di nuovo un unico referente al Mibact speriamo che possa aiutare a risolvere queste criticità”.

Infine gli auguri di buon lavoro “al ministro, al segretario generale Nastasi e alle sottosegretarie Anna Laura Orrico e Lorenza Bonaccorsi”

 

Articoli correlati