Dagli interventi di restauro in situazioni di crisi (da Notre Dame all’Aquila) fino alla formazione di competenze specialistiche nella gestione del patrimonio culturale. È su questi due filoni che si muove la presenza della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali alla XXVI edizione del Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali, appuntamento internazionale dedicato al patrimonio culturale che si tiene dal 18 al 20 settembre a Ferrara. Competenze trasversali, approccio multidisciplinare, metodologie consolidate e condivise in ambito internazionale per la gestione delle urgenze e delle situazioni di crisi. La gestione del patrimonio è una materia complessa. Ed è da questa “complessità” che prende le mosse la riflessione che la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali propone nella città estense. 

“Le problematiche relative alla gestione del patrimonio sono sempre più caratterizzate da interrelazioni fra discipline diverse e campi eterogenei”, spiega Carla Di Francesco, direttore della Fondazione istituita dal Mibac per offrire, a livello internazionale, un modello formativo innovativo e di eccellenza negli ambiti della gestione dei beni e delle attività culturali. “E questa complessità - prosegue il direttore della Fondazione - richiede una specifica formazione multidisciplinare per affrontare le sfide legate alla gestione, al restauro, alla conservazione e alla fruizione del patrimonio, anche in caso di emergenze o di eventi eccezionali”.

GLI INTERVENTI IN SITUAZIONI DI CRISI

Alla “Complessità degli interventi di restauro in situazioni di crisi” è dedicata la prima giornata di studi proposta dalla Fondazione (19 settembre, ore 14.00 presso la Sala Europa), che prende in esame un caso particolarmente significativo e di grande risonanza mediatica, il recente incendio che ha devastato la cattedrale Notre-Dame di Parigi. Ad aprire l’incontro, Enrico Cocchi (Direttore Agenzia per la ricostruzione Sisma 2012 Regione Emilia Romagna), Cristina Ambrosini (Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara) e Carla Di Francesco (Direttore della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali).

Tra gli ospiti internazionali, Benjamin Mouton, già Architetto Capo di Notre-Dame e professore emerito della École de Chaillot, che farà il punto sulle problematiche connesse alla ricostruzione della cattedrale parigina. Giovanni Carbonara, professore emerito di restauro architettonico all’Università Sapienza di Roma, affronterà “Il tema dei centri cosiddetti minori: un problema aperto”, con particolare riferimento al patrimonio urbanistico italiano.

Spazio anche ad alcuni significativi casi di emergenza che hanno interessato negli ultimi anni il patrimonio architettonico italiano. Luisa Papotti, Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Torino, proporrà “La cappella della Sindone: dalla distruzione alla conoscenza”, prendendo in esame il caso della cappella barocca di Guarino Guarini, distrutta da un incendio nel 1997 e riaperta lo scorso anno dopo un lungo lavoro di restauro.

Alla ricostruzione del centro storico de L’Aquila, a dieci anni dal terremoto del 2009, è dedicata la relazione di Alessandra Vittorini, Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per la città dell'Aquila e i comuni del Cratere, con l’intervento “Après Notre-Dame... L'Aquila 2009-2019: il tempo, il restauro, la ricostruzione”. Maria Teresa Jaquinta, Liaison Officer per la cooperazione con l’Italia di ICCROM, illustrerà “L’azione internazionale sui beni culturali in situazioni di crisi: l’esperienza del Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali”.

Infine Alessandro Bozzetti, dello Studio Croci e Associati, porterà il caso di studio di “San Giuseppe dei Falegnami: dalla prima messa in sicurezza, riconoscimento, recupero e catalogazione degli elementi del cassettonato ligneo dorato alla ricostruzione-integrazione delle attività nel rispetto delle indagini probatorie del Pubblico Ministero”.

FORMAZIONE, RICERCA E STUDI AVANZATI INTERNAZIONALI

Grande spazio anche ai temi della formazione, della ricerca e degli studi avanzati di livello internazionale, che costituiscono lo scopo statutario della Fondazione. A quali nuove sfide sono chiamati i professionisti del patrimonio culturale? Come rispondere alla crescente complessità nella gestione dei beni culturali? E le professioni legate al patrimonio riguardano gli ordinamenti dei singoli Paesi o devono essere trattate in una dimensione europea? Il secondo incontro (20 settembre, ore 9,30, presso la Sala America) si propone di mettere a confronto i modelli europei di formazione di competenze specialistiche e trasversali per la gestione del patrimonio culturale. Un tema di grande attualità per il mondo della formazione alle professioni del patrimonio, al quale la Fondazione diretta da Carla Di Francesco - particolarmente aperta al confronto di livello internazionale - ha voluto dedicare un’attenzione speciale. 

Dopo i saluti introduttivi della Fondazione, interverrà Christian Hottin, Direttore accademico dell’Institut National du Patrimoine, il prestigioso istituto francese per la formazione alle professioni del patrimonio culturale.

A seguire, Martina De Luca, Responsabile formazione della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, proporrà una riflessione sul tema “La formazione al patrimonio culturale: sfide ed opportunità”. 

Daniela Esposito, Direttore della Scuola di specializzazione in beni architettonici e del paesaggio all’Università Sapienza di Roma, farà il punto su “Una specificità italiana nell'alta formazione per la gestione del Patrimonio culturale. Le Scuole di specializzazione nel settore dei Beni culturali”, mentre Alessandra Pattanaro, Direttore della Scuola di specializzazione in beni storico-artistici all’Università degli Studi di Padova, interverrà su “Scuola di specializzazione e tirocinio”. 

“Le competenze soft come bene manageriale” sono l’oggetto del tema trattato da Maurizio Decastri, Professore ordinario di organizzazione aziendale all’Università Tor Vergata di Roma e Coordinatore Area didattico-scientifica Management pubblico e innovazione digitale, SNA Scuola Nazionale dell’Amministrazione. 

Infine, a chiudere la giornata di studio, l’intervento di Francesco Scoppola, Direttore generale Educazione e Ricerca del Mibact.

 

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