Dopo la lunga pausa imposta dalla crisi di governo agostana, il Parlamento ha ripreso questa settimana la propria attività ordinaria. Al Senato, tra i vari provvedimenti che a breve dovranno iniziare il loro percorso, c’è anche quello sulla promozione della lettura. Proposta già approvata alla Camera senza nessun voto contrario, la pdl sulla lettura prende le mosse da una proposta della deputata Pd Flavia Piccoli Nardelli che ha accolto, integrandola, i contributi di tutti i gruppi parlamentari grazie anche al lavoro di mediazione condotto dalla relatrice Alessandra Carbonaro (M5S). 

Il testo è già stato assegnato alla commissione Cultura di Palazzo Madama, ma deve appunto ancora iniziare il proprio iter. Un iter che, a quanto apprende AgCult, nelle previsioni iniziali era stato concepito per consentire un ‘transito’ agevolato al Senato e permettere alla legge di entrare in vigore il 1 gennaio 2020, come prescritto dal testo stesso. A conferma di queste intenzioni, c’è l’assegnazione alla 7a Commissione in “sede redigente” (avvenuta il 23 luglio scorso) che prevede l'esame e la deliberazione in commissione dei singoli articoli di disegni di legge da sottoporre all'Aula per la sola votazione finale. Una ‘semi blindatura’ che velocizzerebbe non poco l’esame del provvedimento.

UN NUOVO GOVERNO

Tuttavia, dal 16 luglio, giorno di approvazione alla Camera, le novità politiche non sono state poche. A cominciare proprio dal cambio di governo e dal ritorno al Collegio Romano di Dario Franceschini. Lui a dare al settore una legge quadro ci aveva già provato - senza successo - nella passata legislatura, quando Flavia Piccoli Nardelli (oggi prima firmataria della proposta in esame) sedeva sulla poltrona di presidente della commissione Cultura della Camera e che tanto si era impegnata per far approvare una nuova legge quadro sul libro e la lettura. Il mantra che si ripeteva allora alla filiera del libro era che per procedere ‘si deve essere tutti d’accordo’, convergenza che evidentemente non si realizzò.

LA FILIERA

Ma anche oggi l’unanimità nel settore manca. Da un lato le associazioni dei librai e gli editori indipendenti e dall’altro i grandi editori e poi ancora la grande distribuzione e l’online. Un quadro abbastanza frammentato che difficilmente potrà ricomporsi nell’immediato. A quanto si apprende, l’auspicio dei sostenitori della legge è che si proceda all’approvazione del testo all’esame del Senato e che poi si pensi a interventi ulteriori, magari in Finanziaria, per integrare alcuni aspetti del provvedimento. 

FRANCESCHINI

A dire il vero Franceschini sulla necessità di andare avanti si è già pronunciato proprio in occasione della cerimonia per i 150 anni dell’Associazione Italiana Editori (Aie) dove ha detto che occorre mettersi “da subito al lavoro per approvare la legge che interviene su tutta la filiera del libro” perché “la lettura è emancipazione, ricchezza per la persona e la comunità. Apre la mente, fa navigare la fantasia, ci rende migliori”. 

E anche il suo attuale capo di gabinetto, Lorenzo Casini, in occasione della sua audizione alla Camera sul progetto di legge Piccoli Nardelli aveva sottolineato quanto fosse “necessario e urgente investire risorse sulla lettura e sul libro, anche per recuperare il ritardo italiano rispetto agli altri Paesi. Non è più rinviabile, per l’Italia, dotarsi di una legge all’altezza della nostra storia e del nostro patrimonio culturale, anche immateriale”.

Urgente approvare quindi la legge che non si era riusciti a far passare nella passata legislatura. Un’esigenza riconosciuta dallo stesso Franceschini un anno e mezzo fa all’indomani delle elezioni politiche. Nel maggio del 2018, a margine del Salone del Libro di Torino, Robinson di Repubblica aveva pubblicato una conversazione tra Giuseppe Laterza e il ministro della Cultura uscente in cui Franceschini sottolineava come “la consapevolezza di quanto [la lettura] sia un tema strategico ha animato la nostra azione di Governo e spero che in questa nuova legislatura che parte travagliata e incerta non si disperda questa riconquistata centralità. E' tempo di una legge organica”. E ancora, più avanti: “Non c'è dubbio che i tempi sono maturi perché si arrivi ad una legge per il libro e la lettura organica e di sistema che, come per i provvedimenti approvati per il cinema e lo spettacolo dal vivo, sostenga l'intera filiera”.

Leggi lo Speciale di AgCult sulle audizioni alla Camera sulla Lettura:

speciale lettura AgCult

 

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