Arriva il Decreto legge che dà il via libera al riordino di competenze dei ministeri all’indomani della nascita del governo Conte bis. Il provvedimento prevede, come noto, tra le altre disposizioni anche il passaggio dal Mipaaft al Mibac delle competenze relative al settore del Turismo. E “al fine di semplificare ed accelerare il riordino dell'organizzazione”, il decreto legge approvato dal Cdm autorizza in particolare il ministro dei Beni culturali (e quello delle Politiche agricole) - di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa delibera del Consiglio dei ministri - ad adottare entro il 15 dicembre 2019 una procedura semplificata per “i regolamenti organizzativi del ministero, ivi inclusi quelli degli uffici di diretta collaborazione”. Vale a dire, come già fu nel caso della riforma voluta da Bonisoli, l’adozione di uno o più dpcm che modifichino l’organizzazione interna attraverso il voto in Cdm e con solo il parere preventivo della Corte dei Conti senza un passaggio obbligato alle Camere. Inoltre il ritorno al Ministero dei Beni culturali del Turismo porterà in dote alla struttura ministeriale due dirigenti di livello generale e quattro di livello non generale in più rispetto alla pianta organica che Dario Franceschini aveva lasciato al Collegio Romano al termine del suo primo mandato da ministro della Cultura. 

Per quanto riguarda il turismo, il prossimo passaggio consisterà nel capire se Franceschini vorrà ritornare alla formula della direzione generale (adotatta al Mibact fino al 2018) o prevedere anche lui - come fece nel passato governo Gian Marco Centinaio al Mipaaft - un Dipartimento dedicato al Turismo. Il via libera da parte del Cdm al decreto è solo un primo atto (anche se pienamente operativo), visto che il provvedimento dovrà comunque essere convertito in legge dalle Camere entro 60 giorni e potrebbe subire variazioni nel corso dell’iter parlamentare.

PERSONALE

Nel decreto varato dal Cdm si legge: “Con decorrenza dal 1° gennaio 2020, il Dipartimento del turismo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo è soppresso e i posti funzione di un dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello non generale sono trasferiti al Ministero per i beni e le attività culturali. Presso il Ministero per i beni e le attività culturali sono altresì istituiti i posti funzione di un dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello non generale. Agli oneri derivanti dal presente comma, nel limite massimo di 530.000 euro annui a decorrere dall'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 354, della legge 28 dicembre 2015, n. 208”. 

La norma prevede anche il ritorno del personale non dirigenziale che era stato trasferito al Dipartimento del Turismo del Mipaaft: “A decorrere dal 1° gennaio 2020 sono ritrasferite dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo al Ministero per i beni e le attività culturali le risorse umane, strumentali e finanziarie individuate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 novembre 2018”. E ancora: “La dotazione organica del Ministero per i beni e le attività culturali è incrementata in misura corrispondente al personale non dirigenziale assegnato alla data del presente decreto al Dipartimento del turismo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo, fatta eccezione per quello relativo alla Direzione generale per la valorizzazione dei territori e delle foreste, con contestuale riduzione della dotazione organica del personale del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo”.

I DIRIGENTI DI LIVELLO GENERALE

Già nel primo trasferimento del 2018 (quello dal Mibact al Mipaaf), il Collegio Romano aveva di fatto ‘guadagnato’ una posizione dirigenziale di livello generale. L'allora ministro, Alberto Bonisoli, per non perdere la posizione che era stata ricoperta fino a quel momento da Francesco Palumbo (Turismo), aveva voluto conservare un dg dovendo però rinunciare in quel caso a qualcosa. Per mantenere inalterato l’allora numero massimo di venticinque uffici dirigenziali di livello generale (previsto dal dlgs n. 300 del 1999, che invece l’attuale DL va a modificare), la dotazione del ministero era stata incrementata di un posto di funzione dirigenziale di livello generale. Ma, come detto, non era stata un’operazione indolore: i maggiori oneri derivanti da quella previsione erano stati compensati dalla soppressione di un numero di posti di funzione dirigenziale di livello non generale equivalenti sul piano finanziario.

Il nuovo decreto porta ora a 27 il numero massimo di dirigenti di livello generale assegnati al Mibact, facendo salire di due unità il tetto previsto dal dlgs n. 300 del 1999.

RISORSE FINANZIARIE

Il decreto riguarda ovviamente non soltanto la dotazione organica ma anche le risorse finanziarie e strumentali che meno di un anno fa erano state trasferite dal Mibact al Mipaaf. Una cifra che si aggira attorno ai 45 milioni di euro (come aveva quantificato Alberto Bonisoli rispondendo a un’interrogazione alla Camera poco dopo il trasferimento delle competenze sul turismo) e che ora dovranno fare ritorno nelle casse del Collegio Romano. 

L’ENIT

Anche l’Enit - l’Agenzia Nazionale del Turismo - è interessata dal trasferimento. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, infatti, lo statuto dell'Enit dovrà essere modificato al fine di prevedere la vigilanza da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Nessun riferimento invece al Club Alpino italiano che nel precedente passaggio era transitato dal Mibact sotto la vigilanza del Ministero delle politiche agricole. 

 

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