Giunto alla XV edizione, torna il 3 e 4 ottobre a Lucca Lubec, l’incontro internazionale dedicato allo sviluppo e alla conoscenza della filiera dei beni culturali. Il tema di questa edizione è il legame tra sviluppo sostenibile e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio, quale leva imprescindibile per il raggiungimento della sostenibilità sociale cui puntano l’Agenda Europea della Cultura e l’Agenda 2030. 

Alla presentazione dell’iniziativa a Roma presso la sede della Stampa Estera c’erano il presidente di PromoPa, Fondazione che organizza l’evento, Gaetano Scognamiglio, il direttore di Lubec Francesca Velani, l’assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Lucca, Stefano Ragghianti, e il direttore generale Musei del Mibact, Antonio Lampis. 

Quindici anni fa, Lubec partiva - ha spiegato Scognamiglio - con l’intento di “parlare di valorizzazione dei beni culturali legati alla promozione turistica e alla tecnologia per la fruizione. Col tempo si è allargato ai modelli di gestione del patrimonio e quest'anno il tema della sostenibilità. La caratteristica di Lubec è dare la parola agli operatori. Si tratta di un momento in cui dicono la loro, raccontano esperienze e si scambiano informazioni”. Con l’obiettivo finale anche di “portare gli amministratori pubblici ad adottare piani strategici per la cultura che possono diventare poi anche dossier di candidatura al bando per la Città italiana della cultura”. Un bando che, ha anticipato il presidente di PromoPa, “sembra imminente, dopo che per vari mesi non se ne era parlato”. 

Tra gli obiettivi prioritari c’è anche quello di “combattere ‘l'urbanicidio’ - ha spiegato Scognamiglio -, che consiste nell'’espulsione’ dei residenti a favore di una predilezione per l'ospitalità turistica”. Un tema che ha interessato molto la platea composta per lo più da giornalisti di testate internazionali, molto attenti alle tematiche della gestione dei flussi turistici e dei carichi che le città d’arte come quelle italiane sono in grado di sopportare. Oltre agli strumenti che dall’incontro di Lubec potranno trovare spazio nella riflessione pubblica.

E questi e altri risultati 'dal basso' che emergeranno da Lubec, nelle intenzioni degli organizzatori, dovranno essere tradotti “in proposte da sottoporre al Mibact per farli recepire nella prossima legge di Stabilità”.

Infine, il paese ospite d’onore all’incontro del 3 e 4 ottobre prossimi sarà gli Emirati Arabi. “L’anno prossimo ci sarà l’Expo Dubai 2020 - ha concluso Scognamiglio - e le delegazioni presenti a Lubec potranno anticipare quale sarà il taglio culturale all'evento del prossimo anno e il direttore del padiglione Italia ci racconterà come sarà organizzato lo spazio italiano”.

Felice di presentare l’evento anche il direttore generale Musei del Mibact Antonio Lampis che ha ricordato come Lubec sia stato, anche per lui, “sempre un luogo di ispirazione sul modo di fare cultura. È necessario - ha spiegato il dg Musei - rinnovare il racconto museale utilizzando filoni di innovazione avanzati che Lubec ha sempre saputo divulgare”. Lampis ha poi ricordato come la sua Direzione abbia approvato in questo anno “un piano triennale sulla digitalizzazione dei musei e delle linee guida su come deve essere ripensato il racconto museale”. Iniziative che puntano sull’utilizzo del digitale per le nuove generazioni, “ma anche per le tante ‘persone coi capelli grigi’ che incredibilmente sono appassionate di innovazione molto di più di quanto si possa ritenere. Ogni volta che introduciamo sistemi di innovazione ci aspettiamo orde di ragazzini, vediamo invece tante persone con più di 50 anni appassionarsi al nuovo modo di raccontare”.

Importante per Lampis quindi “che ci sia un luogo focalizzato su questi temi che sono quelli che più dovranno entrare in un sistema museale ripensato a un allargamento del pubblico che sia veramente fratello dei giovanissimi ma anche di grande sostegno per chi ha voglia di imparare dentro i musei, per chi ha voglia di esperienze di conoscenza di alto profilo”.

 

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