Tornano dopo la pausa estiva gli incontri organizzati al Planetario delle Terme di Diocleziano dalla Direzione generale Musei del Mibact, per promuovere la conoscenza del Sistema museale nazionale, rete dei musei italiani. All’appuntamento del 20 settembre, coordinato e introdotto dal Direttore generale Antonio Lampis, hanno partecipato tre direttori di diverse realtà museali per condividere la loro esperienza, lasciando in esposizione al Planetario opere rappresentative della propria collezione: sono intervenuti Gabriel Zuchtriegel (direttore del Parco archeologico di Paestum), Peter Aufreiter (Direttore del Polo museale delle Marche) e Angelika Fleckinger (direttrice reggente della Ripartizione Musei della provincia autonoma di Bolzano).

Lampis

“Il Sistema museale nazionale è forse uno dei pochi esperimenti di reale collaborazione fra Stato, regioni ed enti locali, perché appunto è un sistema della nazione e non dello stato", ha ricordato Lampis aprendo l'incontro. "Viene gestito centralmente ma insieme alle regioni, insieme ad Anci e Icom, che da sempre ha avuto un ruolo importantissimo nell’individuare questi livelli di qualità che porteranno i musei italiani ad un livello di efficienza molto alto. Il Sistema nazionale serve a far circolare buone pratiche, a scambiare metodi di formazione ed informazione, a dare alla cittadinanza un’idea di connessione, rendendo così l’Italia unica al mondo perché un sistema così vasto non esiste da nessuna parte”.

In questi anni, ricorda Lampis, “i musei sono cresciuti in modo incredibile, con un +40 per cento di maggiori incassi e +25 per cento di maggiore frequentazione. Non c’è paese al mondo, e soprattutto in Europa, che ha un sistema di crescita così forte”. Dagli studi più recenti, aggiunge, “emerge che i musei stanno contribuendo al Pil nazionale in modo incredibilmente sensibile, tanto che solo i musei statali si avvicinano quasi al Pil dell’agricoltura. Parliamo di più di 30 mld di euro di indotto”. Inoltre dagli ultimi dati di Bankitalia “emerge che dei 24 mln di turisti che arrivano in Italia, uno su cinque dichiara che il primo motivo del viaggio è la visita a un museo statale”.

Il direttore della Dg Musei ricorda infine “che pochissime istituzioni hanno contribuito in questi anni allo sviluppo della cultura come i musei, che hanno saputo avvicinare così tante persone”.

Paestum

Il parco archeologico di Paestum, iscritto dal 1998 nella lista del patrimonio mondiale Unesco, conserva, studia, comunica e gestisce un patrimonio eccezionale di monumenti e collezioni, inserito in in contesto paesaggistico dalle caratteristiche uniche. Seppur considerata la città meglio conservata della Magna Grecia, Paestum è ancora in gran parte da scoprire. Alcuni aspetti legati alla vita quotidiana e rurale, come anche certi dati relativi alla struttura della città, attendono ancora un’indagine approfondita. Con un ricco programma di ricerche, oggi si cerca di colmare queste lacune nella storia del sito archeologico di Paestum con nuovi scavi stratigrafici, indagini archeometriche e con lo studio dei materiali archeologici conservati nei depositi del museo.

Polo museale delle Marche

Il Polo museale delle Marche gestisce, tutela e valorizza nove luoghi della cultura di proprietà statale. Il Polo comprende sei musei a carattere archeologico: il Museo archeologico nazionale delle Marche, l’antiquarium statale di Numana, il museo archeologico statale di Arcevia, il Museo archeologico statale di Ascoli Piceno, il Museo Archeologico statale di Urbisaglia e il Museo archeologico statale di Cingoli. C’è poi l’architettura fortificata (la Rocca Rovaresca e la Rocca demaniale di Gradara) e il Museo tattile Omero, uno spazio unico e “senza barriere”

Ripartizione musei della Provincia autonoma di Bolzano

La nascita del panorama museale altoatesino è riconducibile all’impegno di alcuni cittadini alla fine del XIX secolo. In questo modo sorsero a Merano e Bolzano le prime associazioni pro museo. Più tardi si aggiunsero alcune organizzazioni ecclesiastiche, musei locali, civici e privati. Con l’istituzione dei Musei provinciali, la provincia autonoma di Bolzano ha fornito un contributo essenziale alla crescita del panorama museale. Dal 2010 tutti gli ambiti della promozione e dello sviluppo museale all’interno dell’amministrazione provinciale sono concentrati nella Ripartizione Musei. L’associazione musei altoatesini, fondata nel 2004, rappresenta gli interessi di circa 50 musei privati, civici e locali

 

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