“Come ha mostrato l’Anno europeo del patrimonio culturale, è la nostra cultura nella sua diversità che definisce quello che siamo in quanto europei. La nostra cultura è il terreno dei nostri valori comuni, della nostra volontà di mettere l’essere umano al centro”. Così Mariya Gabriel, commissaria europea designata per Innovazione e gioventù, in audizione al Parlamento europeo di fronte alle Commissioni per la cultura e l'istruzione e per l'industria, la ricerca e l'energia. La bulgara - che ha anche la delega per cultura, istruzione, ricerca e sport - ha elencato le sue “sfide principali” tra cui c’è anche quella culturale. “Tutelando il nostro patrimonio, sostenendo la creatività degli artisti e promuovendo l’innovazione tecnologica nei campi artistici, si contribuisce a costruire società europee più unite, serene e forti in un mondo sempre più imprevedibile”, sottolinea Gabriel.

UN PORTAFOGLIO “INNOVATORE”

“Il portafoglio che vorrebbe affidarmi la presidente eletta è essenzialmente innovatore - spiega Gabriel -: va dalla ricerca fondamentale, alla rappresentazione delle nostre culture, alla promozione dell’innovazione, all’istruzione e allo sport per tutti, ovviamente pensando alla gioventù europea, che è il nostro asso nella manica. Comprende programmi faro come Horizon Europe, Erasmus, Creative Europe, Discovery Eu, il Corpo europeo di solidarietà”. “Il denominatore comune di questi ambiti è che tocca i cittadini nella loro vita quotidiana, incarna l’Europa dei talenti ma anche l’Europa dei cuori – afferma ancora Gabriel -. Per la prima volta le politiche del triangolo della conoscenza sono riunite in un unico portafoglio. Istruzione, ricerca e innovazione sono le condizioni preliminari per la crescita e la sostenibilità”.

DALLA SCIENZA ALLA CULTURA: CREARE UNO SPAZIO EUROPEO

Gabriel, che nella scorsa legislatura ha ricoperto la carica di commissaria europea per l’economia e la società digitale, ha assicurato che “nelle prossime ore svilupperemo nuove idee e strumenti per i nostri ricercatori, università, docenti, atleti, giovani e artisti. Conto su di voi per cercare di arrivare agli stessi obiettivi: creare uno spazio europeo per la scienza, l’innovazione, l’istruzione, la cultura, lo sport che sia all’altezza delle aspettative dei nostri cittadini e dei giovani. Rimarrò fedele alla mia impostazione: i cittadini sono al centro delle politiche e nessuno dovrà essere lasciato indietro. Si tratta di avviare un nuovo partenariato duraturo e forte e lavorare per un’Europa più inclusiva”.

LE ALTRE SFIDE

Tra le altre sfide elencate da Gabriel c’è quella di “tutelare la posizione dell’Europa come leader della scienza; sostenere le imprese che fanno innovazione garantendo loro condizioni adeguate; coinvolgere cittadini e regioni; tessere legami con partner internazionali (dai Balcani all’Africa); tutelare la proposta per un bilancio significativo e un impegno costante per le donne”. Il patrimonio culturale, ha poi aggiunto la Gabriel, “è qualcosa di unico che abbiamo, l’Anno europeo del patrimonio è stato caratterizzato da un notevole successo, con milioni di persone e migliaia di eventi. Oggi dobbiamo chiederci come possiamo garantire un’evoluzione rispetto a quanto fatto finora. Al momento dell’Anno europeo si è creata una rete incredibile e abbiamo deciso di creare un forum sul patrimonio culturale che si riunirà la prima volta il 15 ottobre. Inviterò il Parlamento per vedere quali saranno i primi punti di riflessione”.

DIGITALIZZAZIONE

“Davvero necessaria poi è la digitalizzazione del patrimonio culturale: finora meno del 10 per cento è digitalizzato, ma su questo dobbiamo anche compiere degli sforzi con gli stati membri”.

RAFFORZAMENTO INCLUSIVITA’

“Cercherò poi di garantire l’accesso alla cultura per più persone, perché un terzo dei cittadini europei afferma di non partecipare ad attività culturali, e questo mi spaventa. Insisterò nell’ambito dell’azione culturale sul primo pilastro, il rafforzamento dell’inclusività. Questo passa attraverso il digitale ma anche attraverso nuovi partenariati”.

DIVERSITA’ CULTURALE

La diversità culturale, aggiunge la commissaria designata, “è la nostra bussola, è da lì che partiamo per definire tutte le azioni di cooperazione. Esistono dei progetti che sono volti all’integrazione delle culture dimenticate e delle lingue minoritarie, e anche lo strumento digitale può essere molto utile”.

AUDIOVISIVO

Per quanto riguarda il settore audiovisivo, “dobbiamo sincronizzare al massimo la nostre azioni con il commissario designato Goulard. Il bilancio di Creative Europe non è così alto, io cercherò di creare più sinergie con le possibilità che esistono nell’ambito di Horizon Europe”. 

 

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