Un lungo applauso ha salutato l’approvazione da parte dell’Aula della Camera della mozione a prima firma Paolo Lattanzio (M5S) – e co-firmata da tutte le forze politiche - concernente iniziative di competenza volte a onorare la memoria di Antonio Megalizzi, tragicamente scomparso a seguito dell'attentato terroristico dell'11 dicembre 2018 a Strasburgo. Presenti in Aula anche la mamma e la fidanzata di Antonio, Anna Maria Cutrupi e Luana Moresco. I voti favorevoli sono stati 352, nessun contrario e nessun astenuto.

“Il sogno che ha dato vita all'Unione – ha sottolineato Vincenzo Amendola, Ministro per gli Affari europei - ha i volti di chi ha combattuto l'odio e l'intolleranza nella storia del nostro continente, ma il futuro dell'Unione non potrà prescindere da chi ha creduto e vissuto l'appartenenza ad una comunità di destino, da italiano e da europeo. Nel ricordare Antonio con questa nostra mozione, il Parlamento indica a noi del Governo un lavoro comune, che è rispettoso della memoria ma è soprattutto forte di un convincimento di civiltà, di lotta all'intolleranza e all'odio e dei valori di pace e di convivenza”.

Come Commissione cultura, ha spiegato Alessandra Carbonaro (M5S), “abbiamo sentito il bisogno di tradurre con un gesto concreto l'eredità che Antonio Megalizzi ci ha lasciato, dando esempio di fattiva collaborazione, al di là delle appartenenze politiche e degli steccati, uniti in un comune intento che onora il ruolo di questo Parlamento”.

"E' impossibile in questa occasione – ha evidenziato la deputata dem Flavia Piccoli Nardelli - non parlare del suo impegno di studente, giornalista, sostenitore appassionato dei valori europei. Il Partito democratico sostiene questa mozione per diversi ordini di motivi: in primo luogo il dovere di custodire la memoria di Antonio, con molteplici iniziative sia a livello europeo dove si è intitolata la sala radio del Parlamento europeo di Strasburgo a suo nome e del suo amico e collega polacco, sia a livello nazionale quando l'ordine dei giornalisti gli ha conferito il tesserino da giornalista iscrivendolo con la data dell'11 dicembre 2018, il giorno dell'attentato, fino alle università che hanno deciso di sostenere il progetto radiofonico di Eurofonica il programma radio che unisce le università europee, ed infine a livello locale dove è nata la Fondazione Antonio Megalizzi che ha cominciato a maggio scorso la sua attività di formazione e informazione nelle scuole e nella società”.

Questa mozione, ha aggiunto Nicola Fratoianni (LeU), “rappresenta una bella pagina per la politica di questo Paese e per il Parlamento italiano. Una mozione sottoscritta da tutti i gruppi presenti in VII Commissione, promossa dall'onorevole Lattanzio, a cui vanno anche i miei ringraziamenti, che svolge due funzioni entrambe importanti e, a mio avviso, fondamentali in casi come questi: una è quella doverosa, ha a che fare con l'esercizio della memoria nei confronti di una vittima, Antonio Megalizzi, vittima italiana, una giovane vittima italiana di un brutale atto di terrorismo di matrice islamista, come è stato ricordato; vittima dell'odio, che vorremmo cancellato nella costruzione di un'altra idea dell'Europa, della società, in cui vivere e far vivere i nostri figli e le nostre figlie”.

“Alla sua mamma e a Luana, che oggi sono qui in tribuna, un ringraziamento per permetterci anche di condividere il loro dolore, che dalla loro casa è sceso nelle strade e sono certa che si trasformerà in tante iniziative che collegheranno luoghi e persone, da un punto all'altro del Paese e del nostro spazio europeo”, ha dichiarato Emanuela Rossini (Misto).

Megalizzi, ha sottolineato Gabriele Toccafondi (IV), “credeva nell'Europa, lo faceva con entusiasmo, motivando e argomentando le sue ragioni. Il lavoro che aveva scelto e il luogo stesso del suo lavoro dimostrano questa scelta, questo entusiasmo, ma anche la volontà di costruire. Tanti giovani si muovono così, si svegliano presto, parlano inglese, viaggiano e lavorano all'estero; non stanno fermi, si sentono europei, non filosoficamente, ma nel quotidiano”.

Per Alessandro Fusacchia (Misto) “questo gesto simbolico di istituzione di una borsa di studio è un gesto importante, perché ha a che fare con le tre dimensioni che più afferivano, dal mio punto di vista, ad Antonio Megalizzi, che sono, da un lato, l'istruzione, la ricerca, l'università, dall'altro, l'informazione e la terza dimensione, che è trasversale, ed è l'Europa”.

LA MOZIONE

La mozione approvata alla Camera impegna il governo ad intraprendere ogni iniziativa di competenza per rinnovare il ricordo di Antonio Megalizzi, in particolare attraverso l'istituzione di una borsa di studio in suo nome presso una scuola di giornalismo di una delle università pubbliche italiane per il praticantato di giornalista professionista, destinata a giovani desiderosi di diffondere un'informazione chiara, corretta e diretta.

La mozione chiede inoltre al governo di sostenere l'impegno della Conferenza dei rettori delle università italiane nell'incentivare la realizzazione negli atenei pubblici italiani di azioni ed attività dedicate alla memoria di Antonio Megalizzi, che possano concretizzarsi in premi e riconoscimenti destinati agli studenti più meritevoli, in borse di studio e nella denominazione in suo onore di aule destinate alle attività di web radio e media communication.

 

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