Ritorno in Parlamento, da ministro dei Beni culturali, per Dario Franceschini che ha illustrato alle commissioni Cultura riunite di Camera e Senato le linee programmatiche del suo dicastero. Al termine dell’audizione, AgCult ha raccolto le impressioni di vari parlamentari presenti alla seduta. 

M5S

GALLO - Per il presidente della Commissione Cultura della Camera, Luigi Gallo “è stata un’audizione che ha portato tanti contributi come del resto è poi ricco il nostro Paese di cultura territoriale e nazionale con uno sguardo all’innovazione e ai giovani per cercare di rinfrescare il panorama. Il dettaglio Franceschini lo definirà bene nella prossima audizione perché oggi è intervenuto per titoli”. In particolare il presidente della VII Commissione ha apprezzato il riferimento al “lavoro che si potrà fare sulle biblioteche, sugli archivi. Positivo anche ragionare sulle imprese creative come strumenti che aprono al rinnovamento e all’innovazione tecnologica e digitale per aumentare la possibilità di diffondere la cultura”. Ovviamente, ha spiegato Gallo, “dovremo aspettare la replica del ministro nella prossima audizione per avere maggiori dettagli su cui auspichiamo sicuramente convergenze”. 

GRANATO – La capogruppo M5S in commissione Cultura del Senato, Bianca Laura Granato, afferma “di aver apprezzato che Franceschini abbia accennato all’importanza di sostenere la tutela. Ora vediamo quali azioni seguiranno a questo annuncio”. Granato, inoltre, esprime l’auspicio che “per valorizzare il patrimonio culturale si dia spazio alle competenze specifiche”, perché “serve promozione e non strumentalizzazione a fini di marketing”. 

PD

PICCOLI NARDELLI - La capogruppo del Partito democratico in Commissione Cultura della Camera, Flavia Piccoli Nardelli ha sottolineato: “Il ministro ha recuperato tutti i temi nodali del ministero, ma con uno spostamento dell’attenzione dal passato al futuro. Una scommessa importante se si intreccia anche con il quadro europeo dell'impresa culturale e creativa che negli altri paesi d’Europa è riuscita a sviluppare speranze e potenzialità e che qui è invece rimasta bloccata”. Franceschini ha fatto poi riferimento al tema delle biblioteche, degli archivi e degli istituti culturali. “Queste strutture della conoscenza - ha commentato Piccoli Nardelli - sono alla base di tutto il resto. Sono quelle che dobbiamo tutelare a tutti i costi perché sono le più difficili da finanziare e può essere solo lo stato a farsene carico. Biblioteche, patti locali per la lettura che sulle biblioteche si incardinano, sono le uniche realtà in grado di dare omogeneità a un paese ancora diviso, e gli archivi che sono una memoria collettiva e condivisa di cui non possiamo fare a meno”.

VERDUCCI - Il senatore del Partito democratico e membro della Commissione Cultura di Palazzo Madama, Francesco Verducci, ha commentato: “C’è una grande forza politica da parte del ministro nel voler fare della cultura un settore cruciale per il nostro Paese, un moltiplicatore enorme di sviluppo, di economia. E lo deve diventare sempre di più per i nostri territori”. Ci vuole, ha aggiunto Verducci, “una progettazione unitaria della valorizzazione culturale perché ci sono troppo differenze tra i territori. C’è bisogno di diffusione e di fruizione. Ci vuole attenzione al lavoro e al personale, abbiamo bisogno del riconoscimento delle figure professionali e di evitare che ci sia un abuso del volontariato. C’è poi il tema di sostenere le produzioni indipendenti ed emergenti in un mondo in cui la rivoluzione tecnologica invece di aprire spazi sta stringendo sempre il mercato intorno a degli oligopoli. Questo è pericolosissimo”. 

LEGA

BELOTTI - Il deputato Daniele Belotti, capogruppo della Lega in commissione Cultura alla Camera, osserva: “In tutto il suo intervento Franceschini non ha minimamente accennato al problema dell’autonomia differenziata di cui il suo predecessore, Alberto Bonisoli, è stato uno dei più tenaci oppositori. Il ministro cosa vuole fare davanti alle richieste di Lombardia, Veneto e anche della sua Emilia Romagna? Questo silenzio è un brutto segnale”.

FORZA ITALIA

CANGINI - Il senatore Andrea Cangini, responsabile cultura di Forza Italia, dichiara: “Da questo primo incontro con Franceschini non è venuto fuori granché. Il ministro ha detto poco, si è limitato a dare dei titoli di programma. Speriamo che quando ci rivedremo per la prosecuzione dell’audizione, le sue risposte siano più esplicite di quanto siano state le premesse. Il ministro ha accennato all’importanza della valorizzazione, al voler mettere in rete biblioteche e archivi e fare del turismo un’industria. Messa così siamo d’accordo su tutto, il problema è che non si è entrati nel merito sul nulla”. L’esponente azzurro su un punto specifico sollecita Franceschini: “Spero che tenga in considerazione l’industria dell’audiovisivo e quella cinematografica per le quali siamo conosciuti nel mondo, ma dove investiamo la metà di quanto faccia la Francia”.  

FRATELLI D’ITALIA

MOLLICONE – Per il deputato Federico Mollicone, capogruppo Fdi in commissione Cultura alla Camera, “il prestito dell’Uomo vitruviano di Leonardo al Louvre è un atto di vassallaggio culturale che Fratelli d’Italia imputa a questo governo. L’Italia presta un’opera iconica, che una perizia definisce fragile, mentre la Francia, con una stessa perizia interna, ha dichiarato inamovibile la Gioconda. Con la scelta di Franceschini, si creerà il paradosso che il 500esimo anniversario di Leonardo, genio italiano, venga celebrato da Parigi che si ritroverà assieme la Gioconda e l’Uomo vitruviano”.

Nel corso dell’audizione, Mollicone ha sollevato altri temi prioritari per Fdi: “La questione del Fus, che va riformato strutturalmente; il rifinanziamento orizzontale dell’Art Bonus; il ticket culturale con cui si può fare lo scarico fiscale con biglietti personalizzati; lo smantellamento della sciagurata riforma interna del Mibact che assegna al segretario generale del Collegio Romano più poteri del ministro; l’irregolarità del bando del Festival degli Incontri de L’Aquila”. 

LEU

FRATOIANNI - Il deputato di Liberi e Uguali e membro della Commissione Cultura della Camera, Nicola Fratoianni: “Mi pare saggio e sacrosanto riaffermare, come già peraltro fatto in passato, la centralità della cultura come leva di investimento per il Paese. I titoli che il ministro ha indicato come traccia del suo programma di lavoro mi sembrano tutti condivisibili, ma di titoli ancora si tratta. E i titoli hanno bisogno poi di uno svolgimento”. Ed entrando nel merito l’esponente di Leu ha subito chiesto al ministro “a che punto siamo nella revoca della concessione dell’Abbazia di Trisulti alla Fondazione sostenuta da Steve Bannon. Una procedura avviata positivamente dal precedente governo, peraltro dopo una raffica di interrogazioni che personalmente ho presentato. Mi auguro che si vada in continuità, almeno su questo punto”.

 

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