In una notte non precisata tra il 12 e il 18 ottobre 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo, a Palermo, viene rubata la Natività del Caravaggio. Il furto sembra dapprima ad opera di balordi, ma il metodo usato – la tela viene asportata dal telaio ligneo posto a 6 metri di altezza, tramite una lametta, un taglio molto preciso e rispettoso – fa quasi subito pensare ad un furto su commissione. E’ l’opera in assoluto più ricercata a livello internazionale, nell’elenco di capolavori inestimabili delle Forze dell’Ordine di tutto il mondo; la tela su cui si sono inseguite narrazioni, racconti di pentiti, fantasmagoriche ipotesi, individuazioni finite nel nulla.

A cinquanta anni esatti dal furto, gli Amici dei Musei Siciliani che gestiscono l’Oratorio di San Lorenzo, organizzano dieci giorni di eventi, convegni scientifici, spettacoli e mostre perché non si spenga l’attenzione sul Caravaggio scomparso.

Il programma di CARAVAGGIO#50 verrà presentato lunedì prossimo (7 ottobre) alle 11 all’Oratorio di San Lorenzo (via Immacolatella 1) dal sindaco Leoluca Orlando, dall’assessore comunale alle CulturE, Adam Darawsha, dal dirigente generale Dipartimento Beni culturali della Regione Siciliana Sergio Alessandro, e da Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente degli Amici dei Musei Siciliani. Saranno presenti padre Giuseppe Bucaro, responsabile dei beni della Diocesi, Ivan Scinardo, direttore del Centro sperimentale di cinematografia – Sicilia, Rosario Perricone, direttore del Museo Internazionale delle Marionette “Pasqualino”, il giornalista Riccardo Lo Verso, autore del libro “La tela dei boss” (Novantacento ed.), lo storico Giovanni Mendola, i responsabili del Nucleo di Tutela patrimonio artistico.

 

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