Il ministro dei Beni culturali e del turismo Dario Franceschini è tornato in Parlamento a distanza di una settimana per rispondere alle domande dei membri delle Commissioni Cultura di Camera e Senato che erano rimaste aperte lo scorso 2 ottobre dopo l'illustrazione delle linee programmatiche del suo dicastero da parte dell'attuale titolare del Collegio Romano. Franceschini ha risposto punto per punto a tutte le questioni posta dai commissari spaziando dalla promozione della lettura agli archivi e biblioteche, dal copyright alle assunzioni al ministero, dai musei autonomi alla diplomazia culturale fino ai circhi, all'art bonus, alle fondazioni lirico-sinfoniche e FUS. Ecco punto per punto i temi afforntati dal ministro.

Ragionare su programma per adeguare archivi dal punto di vista delle strutture

“Il settore degli archivi è in una situazione problematica sia per un tema di personale che di sedi. Molti enti che per legge devono conferire chilometri di archivi non hanno più dei luoghi dove poter mettere questi materiali che è obbligatorio versare negli archivi. Penso che su questo bisogna fare un ragionamento per un programma che duri almeno per i prossimi 10 anni per adeguare il sistema degli archivi dal punto di vista delle strutture”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in audizione di fronte alle commissioni riunite Cultura di Camera e Senato. 

Obiettivo legislatura è ragionare su una legge sull’editoria

“La Legge sulla lettura è al Senato, penso che si possa in fretta ad affrontare e discuterla. Poi sarà il Senato a decidere se introdurre modifiche o confermare il testo della Camera”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in audizione di fronte alle commissioni riunite Cultura di Camera e Senato. “Io sono aperto a tutte le soluzioni, anche perché penso che uno degli obiettivi di questa legislatura debba essere ragionare su una legge sull’editoria – sul modello della legge sul cinema - che aiuti e sostenga tutta la filiera del libro e della lettura. Se si ritiene giustamente infatti che un film sia un prodotto culturale talmente importante da aiutare con la legge gli esercenti, i distributori, i giovani autori, il libro è quantomeno importante come il film e penso che si dovrebbe ragionare come aiutare tutta la filiera del settore del libro. Partire dalla legge sulla lettura ma poi ampliare il progetto a tutta l’industria del libro.  In questo c’è anche il tema delle biblioteche scolastiche che bisogna rafforzare”. 

Direttiva Ue sul copyright va recepita

“Sul copyright abbiamo degli obblighi, non nascondo che è un tema su cui tra i partner dell’attuale governo ci sono state posizioni di partenza diverse. È un tema che affronteremo all’interno della maggioranza, la direttiva va recepita”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in audizione di fronte alle commissioni riunite Cultura di Camera e Senato.

Priorità è personale, vacanti moltissimi posti

“In questo mandato è necessario lavorare molto sul personale: quota 100, turn over e la già pregressa anzianità di servizio rende vacanti moltissimi posti”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in audizione di fronte alle commissioni riunite Cultura di Camera e Senato. “La priorità -  e sto già provando ad avere qualche primo passo nella legge di bilancio di quest’anno, e ci aveva già provato Bonisoli nel mandato precedente – a mio avviso è questa”. 

Abbazia Trisulti: avanti con revoca senza esitazioni

Sull’abbazia di Trisulti “è stata avviata una procedura di revoca dal precedente governo che io intendo confermare assolutamente e procedere nella direzione tracciata senza esitazioni”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in audizione di fronte alle commissioni riunite Cultura di Camera e Senato.

Ripristinare cda musei

“I correttivi alla precedente riforma avevano eliminato i Consigli d’amministrazione nei musei. Io credo invece che i Cda siano una delle condizioni per garantire l’autonomia, sennò viene tutto troppo centralizzato, le decisioni strategiche dei singoli musei vengono assunte dalla direzione generale e dal ministero. Penso che questo vada ripristinato”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in audizione di fronte alle commissioni riunite Cultura di Camera e Senato. 

Obiettivo è salvaguardare autonomia Appia Antica, Villa Giulia e Accademia Firenze

“La soppressione di tre dei musei autonomi era avvenuta sostanzialmente per ragioni di recupero di dirigenti di II fascia da utilizzare poi in altre funzioni nel ministero. Sto cercando di fare in modo che quelle funzioni vengano affrontate con ruoli di dirigenti, senza arrivare alla soppressione dell’autonomia dei tre Istituti - Appia Antica, Museo Etrusco di Villa Giulia e Accademia di Firenze, che sono estremamente importanti. Spero di riuscire a risolvere il problema dei dirigenti salvaguardando l’autonomia dei 3 Istituti”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in audizione di fronte alle commissioni riunite Cultura di camera e Senato. 

Diplomazia culturale

“La diplomazia culturale va rafforzata, è un grande strumento nelle relazioni diplomatiche con gli altri paesi. Il lavoro normale della nostra diplomazia va accompagnato con un’azione specifica sul campo dell’offerta culturale”. Il ministro ha risposto anche sul tema dei prestiti delle opere. Richiamando la vicenda dei Bronzi di Riace da trasportare a Milano in occasione dell’Expo, Franceschini ha chiarito: “Tengo presente un punto che tronca inevitabilmente ogni discussione: di fronte alla valutazione scientifica se un’opera è trasportabile o meno che possono fare solo gli esperti, anche se ci sono delle cose di valore che rientrano nel campo delle relazioni diplomatiche, la politica si deve fermare e io mi fermerò sempre. Così ho fatto per l’Uomo Vitruviano, caso in cui gli esperti hanno detto di sì al trasporto, mentre hanno detto no al trasferimento di altre opere”.

Art Bonus

Negli anni l’Art Bonus “è stato esteso, è partito con beni culturali poi via via si è allargato. Ovviamente ogni allargamento costa e ogni volta è una trattativa col ministero dell’Economia. Si potrebbe provare a compiere alcuni passi per un suo allargamento ulteriore: ad esempio per gli istituti italiani di cultura che non usufruiscono dell’art bonus se hanno contributi - come spesso hanno - da aziende o altri enti. Quella è una cosa quantificabile facilmente e con un costo contenuto”. 

“Così come in prospettiva si potrebbe andare verso l’utilizzo dell’art bonus per le attività culturali, ma qui cambiano completamente le dimensioni e il rischio è di un allargamento all’infinito. Bisogna individuare pertanto dei passi graduali per poter via via estendere gli enti che possono usufruire dell’art bonus”.

Digitalizzazione

Nell’idea di Franceschini c’è quella di proseguire il lavoro fatto dal precedente governo e di arrivare alla “costruzione di una grande digital library che nel tempo digitalizzi tutto il patrimonio, ma che sia in grado di avere un’interlocuzione anche con chi è interessato ai dati degli archivi di stato per avere un interlocutore unico”.

FUS

Per quanto riguarda il fondo unico per lo spettacolo, Franceschini ha ricordato “la legge delega” in Parlamento e che “nei collegati della legge di bilancio è stato aggiunto un disegno di legge spettacoli, industrie culturali e creative, codice dei beni culturali e turismo. Una delega omnicomprensiva che ci consente di discutere insieme al Parlamento come si può affrontare una modifica del FUS conservando le cose buone che ci sono state nella precedente riforma e cosa va modificato”.

Fondo Rievocazioni storiche

Franceschini si è detto d’accordo col rifinanziamento del Fondo triennale per le rievocazioni storiche attivato presso il Mibact e ora in scadenza. “Come ministero abbiamo già chiesto di rifinanziarlo”.

Velia e Paestum

Rispondendo alla domanda del deputato Casciello di Forza Italia, il ministro ha richiamato il caso del sito archeologico di Velia e del Parco Archeologico di Paestum. “Bisogna tenere presente un elemento: il museo autonomo ha caratteristiche diverse dai Poli regionali dove sta dentro tutto”, le aree interessate “devono avere o un collegamento fisico o un legame forte di materia che consente di superare anche il dato di vicinanza geografica. Ma se noi spostiamo una struttura da un polo museale regionale a un museo autonomo perché quello funziona meglio, non è un elemento oggettivo”. Pertanto, il tema Velia e Paestum che “ha pro e contro perché ha un’affinità ma sono distanti geograficamente” andrà “affrontato con molta apertura”.

Piccoli comuni

I piccoli comuni per Franceschini sono “una priorità. Non si tratta più di un’opportunità di distribuire turismo - ha detto il ministro rispondendo a Vanna Iori -, ma di un’esigenza. O noi riusciamo a vendere nel mondo i luoghi minori (borghi, cammini, bellezze naturali) oppure non ce la facciamo a reggere l’impatto di un turismo in crescita. È normale che un turista che viene in Italia una volta nella vita voglia vedere il Colosseo, San Marco o gli Uffizi, tuttavia o noi lavoriamo per moltiplicare gli attrattori di turismo internazionale o non ce la facciamo, sono luoghi fragili”. Un “bel tema” su cui ragionare anche col Parlamento è quello dei ticket o delle misure di regolazione per l’ingresso nelle città d’arte perché “ci sono problemi reali di fragilità” da affrontare “con delle misure, ma anche moltiplicando gli attrattori. L’Italia da questo punto di vista ha possibilità infinite per attrarre turismo intelligente, colto, rispettoso, di alto livello”.

Autonomia differenziata

Sull’autonomia differenziata “ci sono diversità di impostazione” rispetto al predecessore Alberto Bonisoli. “Il governo sta lavorando e lavorerà sul tema dell’autonomia con un’interlocuzione molto aperta e non ideologica soprattutto con le Regioni che hanno avviato questo percorso” ha spiegato il ministro che ha aggiunto come riflessione: “Mentre dal punto di vista delle attività culturali, ad esempio una parte del Fus, sono aperto, sono molto più prudente sul trasferimento dei singoli beni culturali alle Regioni. Perché il problema è piuttosto la gestione e la valorizzazione, ma non capisco perché trasferire la proprietà di un bene dallo Stato a una singola Regione. Ma è un tema da approfondire”. 

Tutela

“Il modo per rafforzare l’azione di tutela è sia dare strutture e mezzi, ma anche renderla più moderna. Ad esempio, penso che le soprintendenze debbano occuparsi molto di più dei beni immobili, cosa che già fanno meritoriamente, e magari potrebbero occuparsi un po’ meno del tipo di gazebo che viene messo in una piazza affidandolo di più ai comuni”. In questo modo “non si indebolisce la tutela”. 

Fondazioni lirico-sinfoniche

Sulle fondazioni lirico-sinfoniche, Franceschini ha ricordato che “la Legge Bray va via via ad esaurimento ma esiste un problema complessivo del loro trattamento”. Sono “un grande valore del paese, ma hanno anche molti problemi che vanno risolti, in particolare quello del pregresso del debito”.

Animali nei circhi

Franceschini è intervenuto anche sull’allontanamento degli animali dai circhi. “C’è stata una norma approvata dal Parlamento nella scorsa legislatura e io sono per discuterla in maniera non ideologica. C’era un’opinione condivisa per andare al superamento degli animali nei circhi, vediamo come arrivarci in modo intelligente, ma di arrivarci”.

Scuola del patrimonio

Sulla Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività culturali, il ministro ha ricordato come sia stata creata nella scorsa legislatura e “va valorizzata e su cui bisogna investire. Senza sovrapporci al sistema universitario, abbiamo bisogno di formare professionalità specifiche”.

Venezia e le Grandi navi

Sul passaggio delle grandi navi nel centro di Venezia “non ci devono essere esitazioni. Non c’è nulla contro il turismo delle grandi navi, ma non possono passare dove passano oggi. Tutto il mondo ci guarda, l’Unesco ha avviato delle procedure e chiunque sta lì seduto in piazza San Marco ha paura a vedere passare questi giganti di 20 piani. Ci sono varie soluzioni studiate, mi impegno - anche se non è una competenza solo mia - affinché entro questo mandato sia risolto definitivamente il problema del passaggio delle navi davanti alla Giudecca”. 

Periferie

Il recupero delle periferie “è una delle grandi sfide che abbiamo davanti - ha spiegato Franceschini -. Per una serie di ragioni ci siamo occupati positivamente e molto negli ultimi 70 anni della tutela dei centri storici, una battaglia vinta dall’Italia anche se con qualche ferita. Adesso nei prossimi decenni abbiamo la sfida delle periferie che vuol dire rigenerazione, riqualificazione e anche tutela. Con la regola dei 70 anni, gli edifici costruiti fino al 1949 possono essere già tutelati e non è tutto brutto. Bisogna avere un approccio nei confronti delle periferie che va dalla rigenerazione alle risorse - ad esempio rifinanziando il progetto delle periferie. Periferie dove vivono tante persone che hanno diritto ad avere le stesse attenzioni che hanno avuto gli abitanti dei centri storici”. 

 

Articoli correlati