Il Tar del Veneto ha sospeso il prestito dell’Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre (conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia) per la mostra che comincerà a Parigi il 24 ottobre prossimo per celebrare i 500 anni dalla morte del genio dai natali italiani. Il tribunale amministrativo ha anche disposto l’abbreviazione dei tempi per la trattazione cautelare affinché la decisione venga assunta il 16 ottobre (fissando per quella data la camera di consiglio) invece del 24 ottobre come inizialmente previsto. Il ricorso sulla decisione assunta dal ministro Dario Franceschini era stato presentato dall'associazione Italia Nostra

Si legge nel dispositivo del tribunale amministrativa che alla luce del fatto che “la prima camera di consiglio utile alla trattazione collegiale nell’osservanza dei termini ordinari avrebbe luogo il 24 ottobre 2019 (in concomitanza con l’inizio dell’esposizione al Louvre)” e visto che “nel frattempo l’esecuzione degli atti impugnati avrebbe effetti irreversibili”, il Tar - vista la rilevanza degli interessi nazionali sottesi alla controversia - ha ravvisato “l’opportunità di una preventiva ponderazione collegiale nel contraddittorio delle parti, previa abbreviazione dei termini”. 

Il pronunciamento del Tar sospende contemporaneamente anche il "Memorandum d'Intesa tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo della Repubblica Italiana e il Ministero della Cultura della Repubblica Francese riguardante il partenariato per il prestito di opere di Leonardo da Vinci al Musée del Louvre e delle opere di Raffaello Sanzio alle Scuderie del Quirinale, firmato dai rispettivi Ministri in data 24 settembre 2019, per la parte in cui viola il principio dell'ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo, da un lato, e di attuazione e gestione dall'altro". 

LA REPLICA DEL MIBACT: SOSPENSIVA INCOMPRENSIBILE

“Da una prima lettura delle anticipazioni stampa risulta del tutto incomprensibile il riferimento a una presunta violazione del 'principio dell'ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall'altro' nello scambio di opere tra i musei italiani e il Louvre".Così l’Ufficio stampa del Mibact rende nota la posizione dell’Ufficio legislativo del ministero. "L’accordo firmato a Parigi è stato esclusivamente il riconoscimento da parte dei Ministri di decisioni e atti tutti presi, per parte italiana, dai competenti uffici tecnici del MIBAC. Il prestito di ogni opera italiana risultava già autorizzato al momento della sottoscrizione dell’accordo che prevede, peraltro, che lo scambio di opere avvenga secondo le specifiche prescrizioni di tutela dettate dai singoli musei. Una semplice lettura dei documenti dimostra facilmente tutto ciò e all’udienza del 16 ottobre tutto questo emergerà con assoluta chiarezza e trasparenza”.

 

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