“La lingua italiana è viva ed è una grande risorsa per il nostro paese”. Lo ha detto il presidente della Società Dante Alighieri aprendo a Palazzo Firenze la Presentazione della XIX Settimana della Lingua italiana nel mondo. Il tema scelto per quest’anno, “L’italiano sul palcoscenico”, mette in evidenza la presenza della nostra lingua nell’opera, nel melodramma, nella commedia dell’arte, nella canzone popolare, ieri come oggi. Presentati anche i nuovi dati statistici relativi alla diffusione dell’italiano nel mondo e una prima analisi dei Piani Paese, documenti richiesti alle Sedi diplomatico-consolari dopo gli Stati Generali della Lingua dell’ottobre 2018.

LA DANTE

L'esperienza recente della Dante Alighieri, ha poi sottolineato Riccardi, “è stata segnata dal Congresso di Bueno Aires ‘L’italiano ci unisce’ che ha aperto un orizzonte vasto, quello di un ‘mondo in italiano’. Non solo gli italiani d'Argentina, gli italnostalgici del nostro Paese, ma una realtà italiana che è una componente essenziale dell'identità argentina”. 

Il lavoro della Dante in questo periodo, ha aggiunto Riccardi, “ha registrato un numero crescente di soci e di studenti. Da 12mila del 2017 a 134 mila del 2018. I certificati Plida nel 2019 stanno andando oltre i diecimila del 2018”. È un dato significativo, ha spiegato, “espressivo della vitalità della nostra società ma anche espressivo della domanda di italiano nel mondo”. Tuttavia, a fronte di una domanda crescente c’è anche l’emergere di alcune criticità: “carenza di docenti (molto grave in alcuni aree) e il problema di una politica linguistica in molti contesti dove la scelta dell’italiano come seconda o terza lingua trova resistenze per la forte influenza di altri paesi”, ad esempio in Albania con il tedesco. “Siamo consapevoli che queste criticità vanno affrontate insieme, ognuno con la propria responsabilità. Questo è lo spirito del programma di potenziamento della promozione della lingua e cultura italiana nel mondo”. 

COOPERAZIONE CON IL MAECI

La cooperazione con il Maeci “è per noi essenziale. Qualche anno fa una delle cose più problematica era la scarsa collaborazione a livello locale”. Questo atteggiamento, ha spiegato Riccardi, “è passato. Tutti ci rendiamo conto della necessità di fare sistema”. 

Un altro grande tema, ha proseguito il presidente della Dante, “è l'apertura al mondo delle imprese. Ci siamo sforzati nel far comprendere che il marchio italiano non si regge se non si impasta anche di lingua e cultura. Può sembrare poco pratico alle imprese ma alla lunga è premiante. Continueremo su questa linea”.

 

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