Si terrà il 15 ottobre presso l’Istituto italiano di cultura di Tokyo la conferenza "Piero Manzoni. Vuoto, impronta, eccesso" e la proiezione del documentario "Piero Manzoni and ZERO". 

Piero Manzoni (1933-1963) è stato uno dei maggiori artisti europei del secondo dopoguerra. Gli eventi si inseriscono nella Quindicesima Giornata del Contemporaneo, iniziativa di AMACI (Associazione Musei di Arte Contemporanea Italiani) in collaborazione con Mibact – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

In questa prima serata, lo storico dell’arte Tadashi Kanai (Shinshu University) tiene la conferenza “Piero Manzoni. Vuoto, impronta, eccesso”, seguita dalla proiezione del documentario Piero Manzoni and ZERO, ideato, scritto e curato da Francesca Pola, in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni, e realizzato da Zenit Arti Audiovisive, alla presenza dell’autrice.

Piero Manzoni. Vuoto, impronta, eccesso - Conferenza di Tadashi Kanai

Piero Manzoni (1933-1963) è il mago italiano che negli Anni Cinquanta e primissimi Sessanta destò sensazione sulla scena artistica europea sovvertendone brillantemente le regole e anticipando il linguaggio e le posture dell’arte contemporanea. Questa conferenza ricostruisce la traccia lasciata dall’opera di Manzoni, in via di riscoperta in questi anni, il suo retroterra, il suo contesto e la sua decisiva influenza su movimenti successivi quali l’Arte povera.
La conferenza è in giapponese senza traduzione.

Tadashi Kanai è oggi docente presso il Department of Humanities della Shinshu University, dopo essere stato curatore al Toyota Municipal Museum of Art. I suoi progetti principali sono “Arte povera” (Toyota Municipal Museum of Art, 2005), “Vanishing Points” (National Gallery of Modern Art, Nuova Delhi, 2007), “Aichi Triennale 2016” (co-curatela, Aichi Prefectural Museum of Art et al., 2016). Tra i suoi scritti, Simbolismo femminile (curatela, Arina Shobō, 2015), Le lettere di Giorgio Morandi (co-autore, Misuzu Shobō, 2011), Le questioni della scultura (co-autore, Topofil, 2017) e Art since 1900 (co-traduttore, Tokyo Shoseki, 2019). Nell’a.a. 2017-18 è stato visiting professor presso il Dipartimento di filosofia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Piero Manzoni and ZERO - Documentario di Francesca Pola

Il documentario Piero Manzoni and ZERO presenta la ricchezza e il valore delle relazioni fra artisti in Europa alla fine degli Anni Cinquanta e nei primi Sessanta, ruotando intorno alla figura centrale di Piero Manzoni.

Uno dei protagonisti e catalizzatori di quel rivoluzionario contesto creativo che lasciava l’informale per addentrarsi in nuove forme di creatività, internazionalmente noto come movimento ZERO, Manzoni è il precursore e l’inesausto messaggero di una nuova geografia di relazioni. I suoi continui viaggi e la sua attività segnano una nuova prospettiva transnazionale: una visione alternativa rispetto all’arte nordamericana, ma anche lontana dagli ambienti parigini. ZERO opera secondo una geografia nuova: attraversa Milano, Roma, Losanna, Berna, Basilea, Düsseldorf, Monaco, Francoforte, Londra, Rotterdam, Amsterdam, Anversa, Copenhagen e Zagabria, su diverse direttrici e con vari criteri, e producendo un impressionante scambio di lettere, opere, mostre, pubblicazioni. Questi artisti stabilirono nuovi parametri creativi e metodologici, nonché nuovi punti nevralgici che adottano questi parametri, amplificandone ed espandendone gli effetti.

Il  film è il ritratto corale del movimento internazionale ZERO, attorno a uno dei suoi fulcri – Piero Manzoni – e tramite una pluralità di voci. In costante contatto gli uni con gli altri, questi artisti non lavoravano come un gruppo chiuso, ben stabilito e con un programma chiaro, ma piuttosto come un grande laboratorio e catalizzatore internazionale, dove la messa in comune delle esperienze permetteva la nascita e lo sviluppo di nuove idee.

Il film è dedicato a quello che potrebbe essere definito il momento germinale della formazione di questa neoavanguardia europea chiamata ZERO, e alla sua maturazione teorica e pratica che sarebbe stata di vitale importanza per i decenni a seguire. In questa innovazione delle idee e in questa nuova geografia delle relazioni, Manzoni fu un precursore e un instancabile promotore, nonché una fonte di collegamenti e di creatività: come lo sentirete descritto nel film, un vero ‘corriere diplomatico per artisti’.

La colonna sonora originale include la prima registrazione di Achrome (suite per pianoforte), un ritratto sonoro contemporaneo degli Achrome di Piero Manzoni, composta da Andrea Cavallari ed eseguita da Ciro Longobardi. Il brano verrà eseguito dallo stesso Longobardi nella seconda serata dedicata alla figura di Manzoni, il 17 ottobre.

 Francesca Pola è storica, curatrice e saggista specializzata in arte italiana, Fulbright Distinguished Lecturer, e insegna all’Università Cattolica e presso IES Abroad di Milano. Specializzata nell’arte italiana e internazionale degli Anni Cinquanta e Sessanta, ha prodotto pionieristiche pubblicazioni su Piero Manzoni quali Manzoni Azimut (Gagosian Gallery, Londra e Fondazione Piero Manzoni, Milano 2011) e Una visione internazionale. Piero Manzoni e Albisola (Pesci Rossi, Electa, Milano 2013). È il membro italiano dell’International Scientific Advisory Board and Research Group della ZERO foundation di Düsseldorf fin dalla sua creazione e ha partecipato a diversi progetti collegati, mostre e pubblicazioni.

 

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