"Il patrimonio culturale è un grande campo di cooperazione che si apre alla Grecia e all'Italia, soprattutto su scala mediterranea. In questo campo, entrambi i paesi hanno un lascito importante e possono cooperare anche sul campo della creazione contemporanea". Lo ha detto il ministro della Cultura greco, Lina Mendoni, inaugurando a Roma, insieme al ministro Dario Franceschini, la mostra "Pompei e Santorini: l'eternità in un giorno" allestita alle Scuderie del Quirinale fino al 6 gennaio 2020. La conferenza stampa dei due ministri è stata introdotta dal presidente di Ales, Mario De Simoni.

La mostra su Pompei e Santorini, ha aggiunto il ministro ellenico, è "un'occasione eccezionale per promuovere e rafforzare le politiche delle due nazioni in ambito internazionale". Ognuno dei nostri paesi, ha aggiunto Mendoni, "può contribuire e collaborare a livello europeo. La civiltà greco romana è la pietra angolare della civiltà europea".

Per il ministro greco, "i musei e gli spazi archeologici sempre più si socializzano e si inseriscono nella nostra quotidianità e si inseriscono sistematicamente nell'industria del tempo libero di sempre più gruppi sociali. Costituiscono una leva di sviluppo economico e l'istruzione e la formazione sono leve di sviluppo sociale".

Mendoni ha poi confermato quanto anticipato dal ministro Franceschini su "un ottimo colloquio bilaterale sulle iniziative che possiamo assumere a livello europeo e mediterraneo". Senz'altro "il tema del traffico delle opere d'arte per alimentare reti terroristiche riguarda tutti i paesi in cui si sono sviluppate antichissime società". 

Un altro campo di collaborazione tra i due paesi è "il sostegno ai giovani creatori culturali e alle industrie culturali e creative. Un tema che ci interessa - ha detto il ministro - nell'ambito della collaborazione tra i nostri due paesi. 

Il tema della mostra distruzione di due abitati è anche un'occasione per esporre iniziative del governo greco sulle conseguenze dei cambiamenti climatici sul patrimonio culturale. "Le forze della natura indomabili hanno sempre modellato e continuano a modellare il nostro pianeta".

"Quando venne alla luce Pompei il mondo rimase sorpreso e sgomento di fronte a come si erano fermati i momenti di una città fiorente. L'insediamento di Santorini ha permesso anch'esso di conoscere le terribili conseguenze di quell'evento sugli abitanti. Anche se ci sono 1700 anni di distanza tra i due eventi, entrambi sono esempi eloquenti della lotta impari dell'uomo contro la natura. Oggi possiamo capire perché questi due eventi hanno così tanto ispirato l'arte moderna".

E infatti, oltre ai reperti di eccezionale qualità, l'interesse della mostra sta anche nella presenza di opere moderne che riprendono quel messaggio.

 

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