“Non ho individuato un solo argomento per cui la contrarietà, che avevamo già compreso nel passato, del Gruppo della Lega Nord alla ratifica della Convenzione di Faro dovrebbe in qualche modo modificarsi se noi, ulteriormente, dopo aver già sospeso inutilmente, per quasi un anno, questa ratifica, dovessimo questa mattina sospenderla ancora”. Così il senatore Roberto Rampi (Pd) ha replicato in Aula di Palazzo Madama - nel corso del dibattito sulla Convenzione di Faro - al senatore della Lega Luca Briziarelli (Lega) che aveva annunciato la presentazione della questione pregiudiziale e sospensiva sul disegno di legge di ratifica (leggi).

“Se noi la sospendessimo, non si capisce perché, miracolosamente, tutte le paure evocate negli ultimi dieci minuti di intervento dovrebbero risolversi”, spiega il senatore dem. “Dico paure non per caso perché l'intervento era denso di una islamofobia terrorizzante e pericolosa e di una nuova categoria che si aggiunge all'islamofobia che è la Montifobia”.

“Devo dire che non ho trovato una argomentazione, se non queste due fobie insieme ad una terza, cioè il provincialismo. Infatti abbiamo ascoltato la citazione irrispettosa di un certo numero di Stati europei che probabilmente il collega conosce molto poco e che vengono elencati come se fossero una rappresentazione. Siccome non sono quelli noti, quelli alla moda, quelli dove si va prevalentemente in vacanza, allora non sono importanti, e invece quegli Stati hanno la loro dignità”.

“Tra l'altro, bisognerebbe almeno leggere la Convenzione prima di proporre di sospenderla o non approvarla. Peraltro non ce lo chiede l'Europa, visto che è una Convenzione promossa dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa che non ha nulla a che fare con l'Unione europea (sono due cose diverse). Dopo un anno e mezzo di sospensione bisognerebbe avere almeno una vaga cognizione dell'argomento di cui stiamo parlando”.

“A riprova di questo, che ci azzeccano le statue coperte durante la visita di Rohani, dato che all'epoca la Convenzione di Faro non era neanche stata ratificata? Stiamo dicendo che un evento del passato, quando la Convenzione non era ancora stata ratificata, avrebbe qualcosa a che vedere con quella stessa Convenzione? Magari è esattamente il contrario. Magari dovremmo iniziare ad usare la testa e a svolgere il nostro ruolo di grande superpotenza culturale all'interno del Consiglio d'Europa. In tal modo diventeremmo i promotori della ratifica da parte dei grandi Paesi, perché saremmo il primo dei grandi Paesi a ratificare tale Convenzione. Una volta tanto saremmo i primi; non prima gli italiani ma prima l'Italia a ratificare la Convenzione di Faro”.

“Quando parliamo di tradizione, cultura e difesa dell'identità dobbiamo avere almeno una vaga idea di ciò di cui stiamo parlando. Infatti, non nasce nel prato di Pontida e sicuramente non indossa gli elmi con le corna. Non so se anche in Umbria hanno iniziato a mettere gli elmi dei vichinghi, oppure si ricordano che sono la terra e la culla di San Francesco d'Assisi, perché qui sta la differenza".

L’intervento di Briziarelli, ha concluso Rampi, “è stato straordinario perché ha argomentato molto bene le ragioni per cui non solo non dobbiamo rinviare la ratifica in oggetto, ma è anche urgente che ci occupiamo di recuperare il patrimonio culturale dell'Italia e rieducare una parte del Paese e anche di questo Parlamento sulla nostra tradizione culturale e sul patrimonio culturale che sono anzitutto dentro le teste di ognuno di noi e che dobbiamo difendere”.

 

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