“Questo restauro importantissimo e straordinario ha una storia lunga che comincia, oltre 20 anni fa, con un mio un grande predecessore, Adriano La Regina, che ha attraversato la direzione di tante soprintendenze importanti. E presentare la conclusione di questa attività è per me motivo di grande piacere”. Con un dovuto omaggio al lavoro di uno storico predecessore nel nuovo incarico di Soprintendente Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, Daniela Porro ha commentato con AgCult la riapertura del Mausoleo di Sant’Elena, il monumento simbolo di Tor Pignattara.

Ad duas lauros (Ai due allori) è la località che si trova sulla Casilina, al terzo miglio dell’antica via Labicana, che fu un tempo cimitero degli equites singulares, i cavalieri della guardia imperiale, ancora oggi sede delle le catacombe dei SS. Marcellino e Pietro, e che l’imperatore Costantino scelse come luogo per la costruzione della Basilica circiforme dedicati ai due martiri cristiani, di cui oggi non è rimasta traccia, e per il suo Mausoleo, poi dedicato alla sepoltura della madre Elena, conosciuta come  “la vera cristiana di famiglia”. 

“Il lavoro di recupero - spiega la Porro - non è soltanto un’attività di conservazione e tutela di patrimonio del suburbio, ma è anche un modo per far conoscere meglio la città alla collettività, attraverso il proprio patrimonio e restituirlo alla comunità. L’operazione comprende anche un’attenta attività di valorizzazione e di fruizione perché accanto al restauro del monumento, il Mausoleo di Costantino per la madre Sant’Elena, è stato realizzato un Antiquarium, dove sono  esposti i reperti che via via sono stati rinvenuti, che raccontano il recupero e la storia di questo complesso”.

Un luogo di aggregazione culturale e sociale che si unisce agli sforzi della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra che cinque anni fa ha aperto al pubblico le catacombe dei SS. Pietro e Marcellino, 18.000 metri quadri di cunicoli sotterranei impreziositi da 87 affreschi del IV secolo d.C., che fanno del cimitero cristiano una vera e propria pinacoteca dell’epoca, insieme al recupero del parco circostante, Villa De Sanctis. 

Un nuovo polo monumentale, con un definito percorso didattico, destinato alla conoscenza del patrimonio storico e archeologico dell’area è oggi a disposizione della cittadinanza, grazie al lavoro di un team multidisciplinare di esperti che ha consentito il ripristino della sicurezza strutturale e conservativa degli antichi apparati, migliorando al tempo stesso le  condizioni dell’edificio. 

 

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