Le biblioteche dell’Afam “rappresentano un bene unico da tutelare e salvaguardare. Una piena attuazione del processo di riforma dei Conservatori di musica italiani, previsto dalla legge di riforma n. 508 del 1999, non può prescindere dal riordino e dalla trasformazione delle biblioteche di questi Istituti in vere e proprie infrastrutture della ricerca e della produzione artistica”. Lo sottolinea il responsabile del settore degli insegnamenti musicologici della Società italiana di musicologia (Sidm), Antonio Caroccia, a proposito della risoluzione - in discussione presso la commissione Cultura della Camera - presentata dal deputato Michele Nitti (M5S) relativa al potenziamento delle biblioteche dei conservatori e degli archivi dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica.

“Le biblioteche dell’AFAM – spiega Caroccia - necessitano di risorse umane e finanziarie per la tutela del loro patrimonio, l’aggiornamento degli strumenti bibliografici e la riqualificazione dei servizi necessari alle nuove esigenze di questo settore strategico per lo sviluppo artistico-musicale. Il patrimonio custodito nelle biblioteche musicali italiane è strumento essenziale per la formazione dei futuri musicisti e parte importante del patrimonio culturale e identitario del nostro Paese; in quanto tale esso va salvaguardato e sostenuto con risorse adeguate".

“Custodi di un patrimonio musicale unico al mondo, stimato complessivamente in oltre 3 milioni di unità bibliografiche, documentali e audiovisive, le biblioteche dei Conservatori di musica necessitano di risorse umane e finanziarie per la tutela del posseduto, l’aggiornamento degli strumenti bibliografici e la riqualificazione dei servizi necessari alle nuove esigenze dell’AFAM”.

“Il docente di bibliografia e biblioteconomia musicale (CODM/01), specialista in materie bibliotecarie e musicologiche cui storicamente tali importanti giacimenti culturali sono stati affidati, dovrebbe assumere il compito di responsabile principale di queste infrastrutture della ricerca e della produzione artistica dell’area musicologica dell’AFAM. Accanto a questa figura principale va contemplata la necessità di attivare in ogni Conservatorio di Musica diversi profili professionali di personale bibliotecario, con competenze specialistiche adeguate alla ricchezza e importanza dei patrimoni custoditi e al numero dei docenti e studenti dell’istituzione, è essenziale per la nuova collocazione dei Conservatori fra le istituzioni di Alta Cultura e non può più essere rimandata”, conclude.

 

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