Si è conclusa negli scorsi giorni la 38esima edizione del “Vancouver International Film Festival” (VIFF) che dal 26 settembre all’11 ottobre ha incantato gli spettatori di Vancouver. Vancouver, anche soprannominata la “Hollywood del Nord”, vanta di ospitare il più grande ed importante festival cinematografico canadese, dopo quello di Toronto, e uno tra i cinque più rilevanti del Nord America. Deve la sua celebrità alla proiezione, ogni anno, di oltre 300 pellicole originarie da più di 80 Paesi diversi, godendo pertanto di una cospicua affluenza di spettatori appassionati (nel 2018 sono stati circa 130.000).

Il festival ha la particolarità di portare sugli schermi film di qualsiasi genere (dai documentari, alle commedie, fino agli horror) acclamati a livello internazionale, così come pellicole e cortometraggi di registi meno conosciuti, ma non per questo di minor spessore.

L’Italia è tornata ad essere protagonista sugli schermi, anche quest’anno, con il “Focus on Italy”, una sezione speciale dedicata esclusivamente a pellicole italiane e a coproduzioni internazionali. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività volte a promuovere e a valorizzare la cultura cinematografica italiana in Canada. I film proiettati quest’anno nell’ambito del “Focus on Italy” sono stati: “Santiago” di Nanni Moretti, “Dafne” di Federico Bondi, “The Disappearance of my Mother”di Beniamino Barrese e “Sole” di Carlo Sironi.

Sono stati presentati, inoltre, diversi film e cortometraggi di coproduzione e di ambientazione italiana, come: “Amare Amaro” di  Julien Paolini (regista presente alla proiezione del film e che ha risposto alle domande del pubblico), “Dolce fine giornata” di Jacek Borcuch, “Marghe and her mother” di Mohsen Makhmalbaf, ed il cortometraggio “Turns”di Mariano Sosa.

 

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