A Vienna "andrò per l'opera lirica, per il teatro, per gli amici; non è che ora non andrò mai più in territorio austriaco. Ma dal punto di vista professionale la questione è chiusa. Io sono radicato qui, e credo che questo lo si veda molto bene". Così il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt ha risposto a chi gli chiedeva se la "questione austriaca" fosse conclusa. Il direttore ha anche risposto alla domanda su come si sentisse dopo l'avvenuta riconferma: "A livello personale è fantastico: amo l'Italia, amo Firenze. Però ora bisogna che la Fiorentina vinca...", ha poi scherzato. 

GALLERIA ACCADEMIA DI FIRENZE

Il direttore degli Uffizi è intervenuto sui temi di attualità a margine della presentazione della prima mostra monografica in Italia sul pittore tedesco Neo Rauch, ospitata a Palazzo Pitti fino al 12 gennaio 2020. Per la Galleria dell'Accademia, ha chiarito Schmidt, "è prevista la restituzione dell'autonomia, intanto noi siamo chiamati ad amministrare l'accademia nel quotidiano e infatti questo lo stiamo facendo dal 22 agosto". 

SECONDO MANDATO AGLI UFFIZI

Nel mio prossimo mandato, ha poi aggiunto il direttore, i "capisaldi per quanto riguarda la programmazione di mostre saranno l'arte contemporanea e l'attenzione alle donne artiste". Già ora “abbiamo un terzo delle mostre che offriamo al pubblico dedicate all’arte contemporanea, perché è importante mettere in relazione l'arte di oggi con l'arte del passato che conserviamo per le future generazioni. Continueremo su questa strada per il futuro; e sarà molto importante anche il tema delle donne artiste. Da tre anni abbiamo un dittico di mostre all'anno dedicato alle donne artiste. Voglio ricordare che agli Uffizi abbiamo la collezione più grande di opere di donne del passato". Sul fronte degli "allestimenti il prossimo passo sarà una decina di sale dedicate al primo Cinquecento, e questo inverno in bassa stagione, le sale degli autoritratti".

 

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