L’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo ospiterà dal 23 al 25 ottobre, presso l’Angleterre Cinema Lounge, la retrospettiva dei film di Mario Martone nell’ambito della Settimana della lingua italiana nel mondo. Saranno proiettati in tutto quattro film, distribuiti in tre giorni, iniziando dai suoi più recenti lavori, per finire con i primi successi degli anni 90’ che l’hanno consacrato come regista cinematografico.

Martone infatti nasce come uomo di teatro, e lui stesso si definisce “un teatrante con la vocazione per il grande schermo”. Nato a Napoli, città con una delle più importanti e vivaci tradizioni teatrali di tutta la nazione, ha fondato le compagnie teatrali Falso movimento e Teatri Uniti, nelle quali ha avuto modo di lavorare con attori del calibro di Antonio Neiwiller, Andrea Renzi e Toni Servillo. Si rivela al grande pubblico con il film Morte di un matematico napoletano (1992), nel quale si racconta la vita di Renato Caccioppoli, famoso matematico napoletano morto suicida. Il film segna inoltre l’esordio di Toni Servillo come attore cinematografico.

Martone continua la sua attività con Rasoi (1993), mediometraggio in cui si avvale ancora una volta della collaborazione di Servillo, e due anni dopo realizza il suo secondo film L’amore molesto (1995), in concorso al Festival di Cannes e vincitore del David di Donatello. Nel 1998 gira il lungometraggio Teatro di guerra con Andrea Renzi, in cui viene affrontato il problema del conflitto Jugoslavo. Successivamente l’attenzione di Martone si sposta a Roma, dove gira il film L’odore del sangue (2004) con Michele Placido e Fanny Ardant. Nel 2010 il regista realizza uno dei suoi film più importanti, Noi credevamo; Ambientato nel Risorgimento, il film narra la storia di tre amici che si uniscono alla Giovine Italia di Mazzini, animati da ideali patriottici e repubblicani.

I suoi ultimi lavori sono Capri-Revolution (2018), presentato al Festival di Venezia, e Il sindaco del rione Sanità (2019), adattamento in chiave moderna della pièce di Eduardo De Filippo, ispirato alla sue rappresentazione teatrale del 2017 per la regia dello stesso Martone.

 

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