Si terrà dal 20 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020 presso il Museo Hendrik Christian Andersen di Roma la mostra “Wang Hongliang. Cercando l’eternità” a cura di Maria Giuseppina Di Monte e Gabriele Simongini. L’esposizione, a cura del Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, in collaborazione con la Fondazione per l’Arte Cinese in Italia e l’Accademia di Arti e Design dell’Università Tsinghua di Pechino, è stata presentata sabato a Roma alla presenza, fra gli altri, dell’artista Wang Hongliang, del Consigliere culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Xu Rong, della direttrice del Museo Hendrik Christian Andersen, Maria Giuseppina Di Monte e dell'assistente del presidente della Fondazione per l’Arte Cinese in Italia, Arianna Di Sante. 

DI MONTE

“Wang è un artista emerso negli anni ‘90 che si è affermato nel suo paese ed anche all’estero, proprio perché ha voluto rimarcare la necessità di un dialogo con l’Occidente”, ha sottolineato Maria Giuseppina Di Monte. “Wang ha esposto in molti musei importanti, è un artista che sta sperimentando nuove tecniche coniugando gli aspetti tradizionali della cultura cinese con la ricerca della sperimentazione. Questa mostra vuole sottolineare anche il rapporto tra Italia e Cina e auspico che sia l’inizio di una serie di relazioni più strette tra i due paesi, relazioni non solo commerciali ma anche culturali”.

WANG HONGLIANG

“Spero di riuscire nell’intento di usare la scultura per esprimere la lunga storia e l’eccellente cultura della nazione cinese e in tal modo plasmarne la storia”, ha spiegato Wang Hongliang. “Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della fondazione della Repubblica popolare cinese, mentre il prossimo ricorre il cinquantesimo anniversario dell’instaurazione di relazioni diplomatiche tra Cina e Italia. In questo momento speciale, su invito della direttrice del Museo Andersen, la mostra acquista un significato particolare”.

L’Italia, ha proseguito, “è la culla del Rinascimento, Roma è un museo a cielo aperto di fama mondiale, le sculture e le opere d’arte abbondano. L’antica Roma, l’Egitto antico, la Grecia antica e la Cina antica sono famose per il loro contributo al progresso dell’umanità. L’arte contemporanea basandosi su illustri radici si evolve e rinnova continuamente. Sono grato al Museo Andersen per aver promosso questa mostra. Spero che questa mostra possa migliorare l’amicizia tra gli artisti dei due paesi e promuovere lo scambio e lo sviluppo della cultura e dell’arte tra Cina e Italia”.

“Sono felice e orgogliosa di inaugurare la mostra dell’artista a Roma, nel paese che ha una storia artistica eccezionale”, gli ha fatto eco Xu Rong. “A questo evento seguiranno nel 2020 altri eventi artistici”.

LA MOSTRA

Wang Hongliang è uno scultore cinese di grande notorietà oltre ad essere un insigne professore di Scultura nell’Academy of Arts & Design, Tsinghua University. Lontani nel tempo e nello spazio, due scultori come Hendrik Christian Andersen e Wang Hongliang in realtà sono accomunati da una ricerca figurativa sulla centralità del corpo umano, dal culto del pacifismo e dalla tutela di valori morali e affettivi, oltre che da un’indiscutibile sapienza tecnica. Il dialogo ideale fra questi due artisti sembra inserirsi pienamente nella vocazione internazionalista e pacifista di Andersen che ha aperto la strada all’idea di una comunicazione allargata, transculturale e transnazionale, soprattutto con la progettazione di una “Città mondiale” (“The World Communication Centre”), come grande laboratorio internazionale di idee nel campo delle arti, delle scienze, della filosofia e della cultura fisica.

Con le opere esposte al Museo Andersen, Wang Hongliang fa compiere al visitatore un viaggio al centro dell’uomo e della storia culturale oltre che spirituale del suo paese dando vita anche ad una riflessione sulla profondità immemorabile eppur attualissima della scultura e con essa della tradizione. Ecco allora la Cina imperiale con l’Imperatore Wu, quella filosofica e spirituale con Laozi e Confucio, quella rivoluzionaria e politica con Maozedong e poi il popolo, gli operai, i lavoratori, un uomo in trench, due malinconiche figure di donne. Né vanno dimenticate le opere su carta, connotate da una notevole raffinatezza abbinata ad una poetica intensità evocativa. Tutte le sue opere sono caratterizzate dalla compostezza, da una solenne austerità, dalla “gravità” nel duplice senso morale e fisico, per una permanenza responsabile nel mondo. Pur così lontani l’uno dall’altro, sia Hendrik Christian Andersen che Wang Hongliang danno forza alla centralità del corpo e della figura evidente nelle loro sculture con una linfa utopica che quasi le colloca in una dimensione senza tempo.

L’ARTISTA

Wang Hongliang è un artista assai noto in ambito nazionale e internazionale: protagonista della generazione degli artisti emersi negli anni Novanta, ha contribuito fortemente al rinnovamento dell’arte cinese dell’ultimo ventennio con mostre di grande importanza fra le quali ricordiamo quella al Museo Nazionale d’Arte Contemporanea di Pechino, inaugurata dal Ministro della Cultura Cinese nonché alcune rilevanti personali a Singapore, in Egitto e Svezia. Scultore e professore di Scultura presso l’Accademia di Arti e Design dell’Università Tsinghua di Pechino, Wang Hongliang è membro dell’Associazione Nazionale degli Artisti Cinesi. Da diverso tempo effettua ricerche e sperimentazioni sulla scultura figurativa senza tralasciare l’ambito dell’arte astratta.

Se i suoi primi lavori erano inclini a esprimere il rapporto tra spirito umano e natura, negli ultimi anni si è dedicato alla scultura di soggetto storico. Molti musei in Cina gli hanno commissionato lavori come quelli per il Memorial Hall of Anti-Japanese War, Memorial Hall of Liu Hulan, Memorial Hall of Shashiyu.

 

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