Dall’arte raccontata dai bambini alle biblioteche nei boschi, dalle letture condivise nei quartieri ai laboratori di lettura per i più piccoli (0-3 anni). Sono alcune delle esperienze messe in campo dalle coop aderenti ad Alleanza delle Cooperative italiane e raccontate all’interno di Book Pride 2019 nell’incontro dedicato, appunto, alle “Buone pratiche di lettura nel mondo della cooperazione” che si è tenuto domenica mattina a Genova. Il racconto è stato introdotto da Lucetta Paschetta di Doc Libris e ha visto la presenza anche della copresidente di Alleanza delle Cooperative Comunicazione Irene Bongiovanni. Al tavolo si sono avvicendate quattro cooperative che da anni, in vari territori e partendo da punti di vista diversi, promuovono la lettura in contesti dove la pratica della lettura, condivisa o individuale che sia, non è affatto scontata. 

“La cooperazione ha al suo interno tante cose da dire sulla promozione del libro e della lettura”, ha detto Paschetta introducendo la tavola rotonda. Una pratica diffusa della lettura “può diventare uno strumento importantissimo per combattere a livello nazionale la povertà educativa e culturale”. E il progetto ‘Obiettivo lettura’ è “un passaggio molto concreto” in questa direzione.

PROGETTO ‘OBIETTIVO LETTURA’

La mattinata è stata un anticipo del progetto ‘Obiettivo Lettura’, presentato sabato proprio al Book Pride da Aci insieme ad Anci e il Centro per il libro e la lettura (Cepell), che si propone di portare l’abitudine alla lettura in tutti i luoghi dove operano le coop in tutto l’intero territorio nazionale (parliamo di un bacino di 12 milioni di soci, contando anche le cooperative di consumo). Il progetto, lanciato a maggio con la diffusione del manifesto “Obiettivo Lettura” al Salone del Libro di Torino, prevede la realizzazione da parte del mondo cooperativo di una settimana di eventi in favore della promozione della lettura a fine aprile (tra la giornata mondiale del libro e il Maggio dei libri). 

“‘Obiettivo lettura’ - hanno spiegato durante la conferenza - va visto come un grande contenitore per mettere in rete molte, grandi e piccole, iniziative che già esistono per rilanciare la pratica della lettura all’interno del mondo della cooperazione. All'interno di una 'settimana della lettura cooperativa' a fine aprile che sarà portata avanti anche con l'aiuto di Adei e in collaborazione con Anci e Cepell”. Solo la lettura, ha aggiunto, “ci permette di non aver paura della solitudine e di utilizzarla attivamente. Una solitudine consapevole, non costretta, vissuta come elemento di riflessione”.

LE BUONE PRATICHE

CASA GAVOGLIO - Una cooperativa che nasce con l’obiettivo di gestire servizi di biblioteca e che poi arrivano a produrre progetti di formazione e a realizzare biblioteche di quartiere. Il progetto consiste in una biblioteca di quartiere in una 'periferia del centro' di Genova con pochissime risorse culturali e con alta povertà educativa. La prima azione a Casa Gavoglio è stato creare una biblioteca. “Quando siamo arrivati nessuno leggeva. Una situazione di frontiera, abbiamo realizzato una promozione di lettura per ‘osmosi’. I libri sono dappertutto. A Casa Gavoglio si inciampa nelle storie. Facciamo letture con i bambini che si avvicinano da soli” e che finiscono per contagiare anche i genitori.

PROGETTO ARTOO - La cooperativa Alchemilla ha realizzato il progetto Artoo - l'arte raccontata dai bambini. Un  progetto iniziato grazie a un bando di Fondazione Cariplo dove i bambini, anche molto piccoli, non sono soggetti passivi a cui dare informazioni, ma attivi. Il progetto si forma intorno a un'app attraverso cui i bambini possono vedere dei quadri ed esprimere le proprie sensazioni che vengono registrate con un microfono e archiviate. Da questa esperienza è nato anche un libro.

LETTURA 0-3 - La cooperativa Giostra della fantasia, nata nel 2003, si occupa di molti servizi dedicati all'infanzia e alla disabilità. “Nei servizi 0-3 anni il libro è al centro delle nostre attività come lo è l'arte. La lettura rappresenta dal semplice piacere di leggere a un momento in cui si rispettano i tempi degli altri, il tempo appunto della lettura. Nei laboratori realizzati molto spesso il filo conduttore è un albo illustrato.

BIBLIOTECHE NEI BOSCHI - Il progetto Bibò, biblioteche nei boschi viene dall’idea della cooperativa (di tipo B) Solidarietà lavoro che nasce nel 1998 con l’obiettivo dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. “Lavoriamo con musei e biblioteche. L'obiettivo fondamentale è quello dell'inclusione di persone che per varie ragioni hanno difficoltà ad avere accesso al mondo lavorativo. Insieme ad altre cooperative stiamo per lanciare il progetto di una biblioteca en plein air.  Dall'anno prossimo cominceremo collocando delle casette di legno in un parco pubblico dove troveranno spazio libri forniti da case editrici da mettere a disposizione del pubblico. Questo progetto è legato al fatto che la cooperativa gestisce l'apertura e la chiusura di alcuni parchi.

 

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