Un nuovo modello di cooperazione internazionale “che risieda nella conoscenza reciproca, nella capacità di instaurare relazioni, di alimentare il dialogo come forma concreta di diplomazia culturale intesa come fattore di pace tra i popoli, di stabilità internazionale e in grado di preservare in ogni modo la diversità culturale come ricchezza”. Lo ha chiesto la presidente di CoopCulture e di Culturmedia, Giovanna Barni, nel corso del suo intervento alla cerimonia di consegna del Premio Colombe d’oro per la pace 2019, promosso dall'Archivio Disarmo, che si è tenuto lunedì 22 ottobre a Palazzo Merulana a Roma. Tra i premiati Leonardo Palmisano, scrittore ed editore pugliese presidente di una cooperativa aderente a LegaCoop, ed Elisabetta Soglio “per il suo inarrestabile e positivo lavoro con il Corriere Buone Notizie che racconta le storie e le energie che scaturiscono spontaneamente dalla società civile italiana”, premiata dalla stessa Barni. All'incontro era presente anche il viceministro agli Esteri Marina Sereni.

La presidente di Culturmedia si è detta “particolarmente contenta e orgogliosa che questa premiazione sia avvenuta nel primo spazio espositivo a Roma progettato come laboratorio di dialogo interculturale, spazio di partecipazione delle comunità che abitano e che operano in questo quartiere multietnico”. Un luogo che “vuole essere un punto di riferimento innovativo che ha molto a che fare con i valori e le parole che sostengono il Premio Colombe d’oro per la Pace. Se Palazzo Merulana può dare un contributo al pluralismo e alla democrazia, io credo che il contributo della sana informazione ne sia condizione e nutrimento”. 

L’altro leitmotiv cui ha fatto riferimento la presidente di CoopCulture è il tema della cooperazione, “sia perché Merulana è gestito da una cooperativa, ma anche perché un nostro cooperatore pugliese Leonardo Palmisano è fra i premiati, vanto della cooperazione tutta. Un grande onore per tutta la cooperazione che ha fatto del binomio cultura e cooperazione un nuovo asse per lo sviluppo sostenibile: un modello di sviluppo con le persone al centro, prima di ogni altra cosa”. 

Ma non solo: “La cooperazione è in prima fila nella difesa del pluralismo informativo e nella lotta alla povertà educativa e culturale sostenendo la lettura nei tanti luoghi di lavoro e presso i nostri milioni di soci. Da qui un nuovo progetto che vorrei portare avanti con Archivio Disarmo che connoti l’internazionalizzazione cooperativa come diplomazia culturale cioè un modo di portare e scambiare non solo prodotti e servizi ma identità culturale, lingua, valori”. 

E la stessa Unione Europea, nel 2016 - ha ricordato infine Barni -, con una comunicazione congiunta ha delineato “una strategia sulle relazioni culturali internazionali sostenendo che la cultura può essere volano di sviluppo sociale ed economico, può garantire relazioni interetniche pacifiche e può rafforzare la cooperazione nel campo del patrimonio culturale”.

 

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