A decorrere dall’anno 2020 è istituita la Giornata mondiale del cinema italiano, destinata a promuovere e diffondere la conoscenza della produzione cinematografica italiana all’estero. Essa è celebrata ogni anno il giorno 20 gennaio, anniversario della nascita di Federico Fellini. Nella giornata presso le sedi degli istituti italiani di cultura è organizzata in contemporanea la proiezione delle opere cinematografiche e audiovisive italiane di ogni tipo, compresi cortometraggi, documentari e docufilm, scelte da un’apposita commissione. La giornata potrebbe concludersi per tutti alle 8,30 di sera con la proiezione di 8 ½ di Fellini. E’ quanto prevede la proposta di legge presentata alla Camera dal deputato Nicola Acunzo (M5S) ed illustrata nell’ambito della Festa del Cinema di Roma dallo stesso Acunzo, alla presenza, fra gli altri, del presidente della commissione Cultura della Camera, Luigi Gallo (M5S), del presidente della commissione Esteri, Marta Grande (M5S), del deputato Mattia Mor (IV), del presidente della Fondazione Roma Lazio Film Commission, Luciano Sovena e del premio Oscar Vittorio Storaro. I lavori sono stati conclusi dalla sottosegretaria al Mibact, Anna Laura Orrico.

“In questa proposta di legge vedo un grandissimo potenziale, mi sono già messa al lavoro al ministero dal momento che esisteva già un progetto che prevede il racconto del nostro patrimonio culturale in giro per il mondo attraverso gli istituti culturali utilizzando lo strumento della digitalizzazione. Allora perché non accoppiare a questa promozione del nostro patrimonio culturale un’iniziativa come la Giornata del cinema italiano?”, ha sottolineato la Orrico. “Credo che il cinema sia il migliore degli strumenti di propagazione dell’anima poetica del nostro paese e delle nostre identità”, ha concluso la sottosegretaria. 

La Giornata, ha aggiunto Acunzo, “è anche una possibilità per dare visibilità ai nuovi autori, proiettando i cortometraggi i documentari di giovani registi. La caratteristica saliente e il tratto più innovativo dell’iniziativa prefigurata nella pdl risiede nella contemporaneità mondiale dell’evento”. La presentazione, in un solo giorno, presso gli istituti italiani di cultura in tutto il mondo, di una selezione significativa della produzione cinematografica nazionale “può divenire infatti un importante appuntamento annuale e uno strumento discreto ma efficace per la promozione dell’immagine dell’Italia presso gli ambienti intellettuali e il più vasto pubblico a livello internazionale. La collocazione di tale giornata nella data simbolica del 20 gennaio, anniversario della nascita di Federico Fellini della quale il prossimo anno ricorre il centenario, costituisce il segno di una vitale continuità fra la tradizione e il presente della cultura italiana”.

“Noi abbiamo un grande patrimonio nazionale culturale, forse possiamo sfruttare meglio le possibilità di arrivare a tutti con la cultura”, gli ha fatto eco Gallo. “Abbiamo un potenziale di sviluppo enorme nel paese, basti pensare a tutte le nuove tecnologie che rendono fruibile il patrimonio culturale a chi prima non ne poteva usufruire”. 

“Si tratta di un’ottima iniziativa per raccontare la nostra storia ma anche un punto di partenza per raccontare l’attuale e il futuro delle nostre eccellenze”, ha sottolineato la Grande. “E’ interessante vedere quanto si possa fare per promuovere non solo il Sistema Italia ma anche per dare una vetrina alle tante professionalità italiane che possono confrontarsi e interfacciarsi con l’estero”. Su questo tema, ha ricordato la presidente della commissione Esteri di Montecitorio, la Farnesina ha promosso il progetto ‘Fare cinema’: 100 testimonial/ambasciatori del cinema in 100 diverse città del mondo parlano del cinema italiano attraverso conferenze, incontri con il pubblico, seminari, racconti ed esperienze di un lavoro quotidiano, fatto di passione, creatività e grandi competenze tecniche. 

LA PROPOSTA DI LEGGE

"Il cinema italiano, nonostante i successi internazionali degli ultimi anni, continua a incontrare le difficoltà derivanti dalla scarsa circolazione delle opere audiovisive nei circuiti commerciali sia all’estero che in Italia", si legge nella proposta di legge. "Dalla difficoltà di circuitazione vengono ad essere particolarmente penalizzate le opere prime dei giovani autori che, di conseguenza, non hanno la possibilità di farsi conoscere e quindi di affermarsi professionalmente. Attualmente, non sono disponibili nel bilancio dello Stato risorse economiche sufficienti a far sì che tale patrimonio possa essere adeguatamente valorizzato".

Gli istituti italiani di cultura "hanno come compito principale quello di far conoscere e valorizzare le diverse forme del patrimonio culturale nazionale, di cui il cinema rappresenta una parte importante. Come è noto, essi già attualmente promuovono e realizzano numerose iniziative in tale ambito. Attraverso un inserimento strutturale e programmato nelle produzioni cinematografiche nazionali nell’attività di loro competenza, essi potrebbero ampliare l’offerta in tale campo avvicinando i cittadini italiani residenti all’estero e gli stranieri alla cultura del nostro paese e alle realtà artistiche emergenti e con ciò favorendo la conoscenza e l’apprezzamento dell’attuale produzione cinematografica, con una positiva incidenza anche sul fenomeno, oggi più che mai in crescita, conosciuto come ‘cineturismo’. Il cineturismo rappresenta infatti uno strumento importante per la diffusione della cultura italiana e, sotto l’aspetto economico, è in grado di incidere positivamente sullo sviluppo di attività imprenditoriali ad esso collegate, promuovendo la crescita del Pil". 

LA COMMISSIONE

Presso il Mibact è istituita una commissione della quale fanno parte: il direttore della dg Cinema; il direttore dell’ufficio Promozione culturale e istituti italiani di cultura della dg per la Promozione del sistema paese del ministero degli Esteri; tre esperti dotati di competenza tecnica-artistica nel settore cinematografico e audiovisivo, nominati dal ministro dei Beni culturali su proposta del Consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo; il responsabile dei servizi per l’estero della società concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale; tre rappresentanti delle commissioni cinematografiche regionali, designati dalla Conferenza unificata; due rappresentanti delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore.

Per l’attuazione della legge è autorizzata la spesa di 1 milione di euro annui a decorrere dal 2020.

 

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