Un mix di novità, formazione, multiculturalismo e internazionalità in cui ruolo fondamentale è ricoperto dalle scuole di cinematografia: questo è Castello Errante, la prima Residenza Internazionale del Cinema, la cui terza edizione si è conclusa ormai qualche mese fa. Un progetto che guarda oltre confine, nel quale contano le giovani menti che hanno sviluppato l’idea e i giovani professionisti che ne fanno parte di anno in anno, attraverso le scuole di cinematografia coinvolte.

Sono proprio queste scuole, nazionali e latinoamericane, e il loro coinvolgimento nel progetto che costituiscono il fiore all’occhiello della Residenza, il cui scopo è inserirsi nel panorama culturale come un format innovativo che non conosce confini. Un progetto, quindi, che ha deciso di identificarsi e distinguersi guardando all’America Latina e puntando tutto sulla formazione nel contesto delle scuole di cinematografia che ogni anno, sempre più, partecipano all’iniziativa.

CRESCERE GUARDANDO OLTREOCEANO

Se, infatti, i Paesi della prima edizione erano sette (Argentina, Cile, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Nicaragua e Perù), nella seconda edizione si è aggiunto l’Uruguay e, infine, dalla terza edizione ne fanno parte anche Messico e Repubblica Domenicana.
Dieci Paesi per 19 scuole di cinema coinvolte. Alle 15 scuole presenti nella seconda edizione, infatti, nel 2019 si sono aggiunte ulteriori quattro scuole: il Centro de Capacitación Cinematográfica del Messico, la Escuela Nacional de Artes Cinematográficas UNAM, la Escuela de Cine del Uruguay - ECU e la Universidad Autónoma de Santo Domingo - UASD della Repubblica Domenicana.

Tre delle scuole menzionate fanno parte dell'importante circuito CILECT - The International Association of  Film and Television Schools (Centre International de Liaison des Ecoles de Cinéma et deTélévision), che racchiude le più importanti scuole di cinema di 65 Paesi e sei continenti. Ed è proprio da una di esse, il Centro de Capacitación Cinematográfica del Messico, che arriva la regista Marlén Ríos –Farjat che si è occupata della produzione del prodotto audiovisivo della terza edizione di Castello Errante.

“Un’occasione di apprendimento”, così la descrive Alfredo Loaeza, direttore generale del Centro de Capacitación Cinematográfica del Messico, che ha raccontato ad AgCult l’importanza di esser parte di Castello Errante. Essere dentro il progetto, secondo Loaeza, aiuta “a individuare i punti di forza e le aree di opportunità del nostro programma di formazione. Inoltre ci motiva a coinvolgere maggiormente la scuola in iniziative dalla nobiltà accademica, in grado di accrescere la formazione audiovisiva e la creazione artistica. Il cinema messicano conta rappresentanti di prestigio internazionale e ciò aiuta a rendere visibili i processi formativi attraverso i quali loro, e molti altri, hanno individuato la propria strada. Quindi speriamo che questa sia la prima avventura di molte altre che intraprenderemo all'insegna dello scambio di esperienze che rafforzino i processi creativi dei nostri studenti”.

L’importanza di fare rete è quanto più evidenziata proprio dall’interesse che le scuole del circuito CILECT hanno manifestato nei confronti dell’iniziativa. Il circuito, ha continuato Loaeza, “garantisce il livello accademico, professionale e creativo degli studenti di tutte le scuole. Spesso gli sforzi politici ed esecutivi per sviluppare esperienze educative internazionali richiedono tempo per cristallizzarsi a causa di varie circostanze, quindi progetti come Castello Errante confermano la sua esistenza, utilità, ed efficienza, e principalmente giovano ai talenti che si incontrano e che si moltiplicheranno grazie alle virtù collaborative del cinema”.

IL MECCANISMO DI PARTNERSHIP DEL PROGETTO

Come avviene il processo di partnership all’interno del progetto? Annualmente, l’organizzazione di Castello Errante, in fase di preparazione, valuta la possibilità di inserire nuovi Paesi interessati. Una volta individuati, i Paesi sottoscrivono un accordo di partnership con l’organizzazione e vengono coinvolti nella selezione degli studenti che formeranno la troupe che realizzerà il cortometraggio da produrre nel mese di Residenza. Ruolo fondamentale, in questa fase, viene svolto dalle Ambasciate dei diversi Paesi, che individuano la scuola di cinematografia nazionale che diventerà partner culturale di Castello Errante.

Selezionata la scuola, parte la call con l’indicazione dei ruoli richiesti per la troupe. La fase di selezione inizia con l’invio ad ogni scuola, per i percorsi didattici da essa offerti e per le sue peculiarità, del ruolo per il quale si richiede la selezione di un allievo. In questa fase, è importantissimo per Castello Errante, per quanto possibile - e molto dipende dall’offerta formativa delle scuole, sostiene l’organizzazione - , assicurare una variazione e una rotazione di ruoli di edizione in edizione, per evitare che alle stesse scuole siano assegnati gli stessi ruoli delle edizioni precedenti.

Nella scelta degli studenti, fondamentale è il rispetto dei requisiti indicati dalla call. I principali requisiti richiesti? Un’età compresa tra i 23 e i 35 anni e un livello formativo medio-alto. Allo stesso modo, vengono selezionati studenti italiani che, insieme ai ragazzi scelti dalle scuole delle Ambasciate, costituiranno la troupe cinematografica internazionale che realizzerà un cortometraggio della durata massima di 20 minuti nell’ambito della Residenza.

LA FORMAZIONE PARTE DALL’INTERAZIONE

Il processo di partnership appena descritto evidenzia quanto Castello Errante sia una fucina per i giovani professionisti che vi accedono. Accanto al tassello imprescindibile dell’internazionalità, ritroviamo quindi nel progetto quello della formazione. Alvaro Cortés Póo, direttore della fotografia e docente della Escuela de Cine Duoc Uc – Cile, oltre che Responsabile della Formazione della terza edizione di Castello Errante, ha raccontato ad AgCult quali sono gli elementi di forza del progetto in questo contesto.  

“Il primo punto di forza di Castello Errante - e so che può sembrare un po’ pretenzioso per coloro che non conoscono il progetto - sono le persone che lo realizzano”, ha affermato Cortés Póo. “Ognuno dispone di una sensibilità molto speciale rispetto a ciò che è necessario per far sì che Castello Errante funzioni. Il secondo punto di forza è capire che la formazione nel progetto Castello Errante non è solo conforme a ciò che di solito chiamiamo attività accademiche (lavoro in classe), ma si realizza in ciascuna delle esperienze che si tengono durante la Residenza. Castello Errante è un'esperienza legata alle persone e al territorio di appartenenza, quindi ogni interazione che i residenti intraprendono con essi è parte della formazione”.

Ad evidenziare quanto sostenuto da Cortés Póo è la novità che ha riguardato la terza edizione del progetto: gli studenti, per la prima volta, sono stati ospiti presso il Centro Sperimentale di Cinematografia - Scuola Nazionale di Cinema di Roma dove si è svolta una parte del processo di formazione. “Non si tratta solo di mettere a disposizione i propri spazi, - ha sottolineato il responsabile della formazione - ma di consentire lo scambio con i propri studenti e insegnanti, che si tradurrà - senza dubbio - in un arricchimento per entrambe le parti”.

E riguardo alla sua esperienza come responsabile, Cortés Póo ha ricordato che “ho avuto la fortuna di essere il Responsabile della formazione di quest'anno, opportunità per la qual ringrazio profondamente Adele dell'Erario per la fiducia che ha riposto in me. L'obiettivo principale di quest'anno è stato consolidare una struttura che sia coerente e organica e che possa essere percepita integralmente, non solo da noi che conosciamo il progetto o dai nostri residenti, ma anche da tutti coloro che si avvicinano al progetto per la prima volta. Crediamo che questo meraviglioso panorama umano e territoriale che ci circonda non debba essere solo uno sfondo scenografico, ma una parte essenziale per dare vita a Castello Errante. Contiamo anche un numero maggiore di Paesi partecipanti che, senza dubbio, contribuisce al melting pot culturale che Castello Errante desidera essere”.

IL CORTOMETRAGGIO

Come detto, prodotto del mese di Residenza, è il cortometraggio che viene ospitato in vari festival internazionali. Insieme ad esso, la terza edizione ha puntato anche alla realizzazione di un documentario e di diversi prodotti audiovisivi. Tutta la fase di produzione si svolge all’interno del borgo che ospita la Residenza (quest’anno Torri in Sabina), nel quale vengono allestite la sede operativa, gli studi di produzione e organizzazione, i teatri di posa, i meeting, gli eventi, i convegni e le rassegne. Nell’arco di trenta giorni, ospiti internazionali, artisti italiani, giovani provenienti dalle scuole del territorio e non lavorano in sinergia trasformando il borgo in un vero e proprio laboratorio creativo.

Il prodotto filmico è basato sullo script elaborato da uno studente di sceneggiatura. Il corto ha come soggetto il tema scelto, di anno in anno, quale tema cardine della Residenza (quest’anno era il confine, il tema selezionato). La regia della prima edizione era argentina, della seconda cilena mentre il cortometraggio della terza edizione è stato realizzato da una regista messicana.

IL "VIAGGIO" DEL PRODOTTO FILMICO

Al termine del mese di Residenza prende avvio la fase di promozione del lavoro. Grazie alla sinergia con le Ambasciate dei Paesi aderenti all’iniziativa, il cortometraggio partecipa a festival nazionali e internazionali. Ogni Ambasciata dei Paesi che aderiscono all’iniziativa lavora con Castello Errante e i partner del progetto affinché il corto venga presentato in uno o più festival cinematografici del proprio Paese.

Questo permette al progetto di oltrepassare i confini nazionali e raggiungere tutti gli altri Paesi latini coinvolti. È così che Castello Errante declina la sua natura internazionale.

I PARTNER DEL PROGETTO

Nel progetto sono coinvolti istituzioni, enti pubblici e privati. Castello Errante è un'iniziativa ideata da Adele Dell'Erario, organizzata dalla Occhi di Giove srl in collaborazione con l'Istituto Italo Latino Americano-IILA, le Ambasciate di Argentina, Cile, Cuba, Costa Rica, Guatemala, Messico, Nicaragua, Perù, Repubblica Domenicana e Uruguay, il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Il progetto ha visto confermato anche quest’anno il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC), della Regione Lazio e della Roma Lazio Film Commission.

L’IILA - Istituto Italo Latino Americano, in particolare, si occupa dell’avviamento del rapporto di collaborazione tra l’organizzazione del progetto e le Ambasciate. Gli addetti culturali delle stesse fanno da tramite tra l’organizzazione e le scuole nazionali di cinema del proprio Paese.

Partecipano al progetto, in qualità di scuole l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith – Italia, Centro de Capacitación Cinematográfica – Messico (Membro del CILECT), Centro Nicaragüense de Enseñanza Audiovisual y Cinematográfica, Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma (Membro del CILECT), Escuela Nacional de Artes Cinematográficas UNAM (Membro del CILECT), Enerc/Escuela Nacional de Experimentación y Realización Cinematográfica – Argentina (Membro del CILECT), Escuela de Artes Dramáticas de la Universidad de Costa Rica-EAD, Muestra Joven ICAIC – Cuba, Escuela de Cine del Uruguay- ECU (Membro del CILECT), Escuela de Cine Duoc Uc – Cile, Escuela de Cine y Audiovisual Instituto Profesional Arcos – Cile, Escuela de Cine y Tv de Casa Comal – Guatemala, Escuela Nacional Superior de Arte Dramático-ENSAD – Perù, Universidad Autónoma de Santo Domingo - UASD - Repubblica Domenicana, Studio13 Make-up – Italia, Universidad ORT Uruguay, Universidad Veritas – Costa Rica (Membro del CILECT), Università degli Studi di Roma la “Sapienza” – Italia, Università degli Studi Internazionali di Roma-UNINT – Italia.

Vi partecipano anche Fabrique Du Cinéma e Scopri la Sabina.

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