Si terrà il 16 novembre a Roma presso l'Università degli Studi Roma Tre il convegno nazionale “Il Museo oggi. Le professioni del patrimonio culturale: formazione, esperienze, prospettive”. Parteciperanno, fra gli altri, Luca Pietromarchi, Rettore dell’Università degli Studi Roma Tre, Tiziana Maffei, presidente ICOM Italia, Antonio Lampis, direttore della Dg Musei del Mibact, Maria Vittoria Marini Clarelli, sovrintendente capitolina ai beni culturali, Lorenzo Casini, Capo di Gabinetto del Mibact e Giovanna Barni, presidente di Coopculture.

Il tema delle professioni museali è stato oggetto di dibattito in ICOM fin dai primi anni 2000. Il percorso avviato con la Carta delle professioni museali nel 2005, seguito dal Manuale delle Professioni europee nel 2007, si confronta oggi con la Riforma dei musei statali, la creazione del Sistema museale nazionale e la complessa realtà normativa per le professioni nel settore del patrimonio culturale. Il convegno si articola in una sessione plenaria introduttiva e tavoli su diversi ambiti professionali, per approfondire tematiche relative alle nuove sfide delle professioni museali, ai percorsi di alta formazione e alle condizioni professionali nel rapporto tra pubblico e privato.

“Il Museo, in quanto istituzione culturale che svolge funzioni di ricerca, conservazione, documentazione, educazione e comunicazione con finalità sempre più articolate e ambiziose – si legge nel documento di presentazione - esige la presenza di saperi e competenze che consentano di trasformare lo spazio del museo in luogo di azione culturale al “servizio della società e del suo sviluppo”. Il ruolo del museo come presidio di tutela attiva nell’ottica della Convenzione di Faro e della Carta di Siena 2.0 richiede alle professioni tradizionali competenze un tempo non previste per aprirsi all’ascolto e alla partecipazione in un mondo sempre più interculturale. D’altra parte, questioni come accessibilità, sicurezza, trasformazione digitale richiedono nuove professionalità capaci di operare trasversalmente”.

“Si pone inoltre l’esigenza di garantire le funzioni proprie dei musei assicurando una gestione sostenibile del sistema culturale nazionale, che dovrebbe indurre ad adottare una logica di rete, con figure professionali capaci di lavorare in squadra e in un approccio interdisciplinare. A questo si aggiunge la progressiva esternalizzazione dei servizi e un diverso rapporto tra l’istituzione pubblica e l’offerta privata, profit e non profit. In questi anni l’impegno del Comitato Italiano nel divulgare gli standard organizzativi internazionali nei Musei italiani è stato affrontato considerando prioritariamente la questione delle professionalità. Il percorso avviato con la Carta delle professioni museali di ICOM Italia nel 2005, seguito dal Manuale delle Professioni europee nel 2007, si confronta oggi con la Riforma dei musei statali, la creazione del Sistema Museale Nazionale e la complessa realtà normativa per le professioni nel settore del patrimonio culturale. La rapida trasformazione degli istituti di cultura con una sempre maggiore attenzione alle persone, alle comunità e all’ambiente, il diverso approccio al patrimonio culturale e il superamento delle barriere disciplinari, schiudono nuove prospettive da cogliere ed elaborare”.

 

Articoli correlati