I musei possono cambiare le relazioni tra le persone? Cosa può significare, per chi non è un frequentatore abituale di spazi culturali, entrare in contatto con questo mondo? In sostanza: la cultura può davvero farci vivere meglio? A queste e altre domande ha cercato di dare una risposta Il Quartiere al Museo, progetto ideato dall’Associazione Abbonamento Musei in collaborazione con la Rete delle Case del Quartiere di Torino e con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

I risultati della valutazione del progetto sono stati presentati a Bari nell'ambito di ArtLab 2019, la piattaforma indipendente dedicata all'innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali, alla presenza gra gli altri di Sandra Aloia, Area Innovazione Culturale, Compagnia di San Paolo, Simona Ricci, Direttore Associazione Abbonamento Musei, Erika Mattarella, Coordinatrice, Rete delle Case del Quartiere ed Elisa Monsellato, Co-fondatrice, Swapmuseum. 

Il Quartiere al Museo è un progetto che lavora su due piani, l'audience development e il welfare sociale territoriale, avvicinando il patrimonio museale a quei cittadini tradizionalmente meno coinvolti nella fruizione culturale attraverso l'Abbonamento Musei, la carta di libero accesso ai musei del Piemonte e la mediazione delle Case del Quartiere, presidi sui quartieri cittadini.

IL PROGETTO

Il Quartiere al Museo è un progetto di inclusione sociale che ha lo scopo di avvicinare il patrimonio museale alle fasce di cittadinanza tradizionalmente meno coinvolte nella fruizione culturale e di aumentare la diffusione della tessera, lavorando quindi in una logica di audience development.

Nel corso del 2018, attraverso il supporto delle Case del Quartiere, inserite nei territori della città con un minore livello di diffusione della tessera Abbonamento Musei, sono state selezionate circa 1.000 persone che avessero più di 60 anni d’età e non possedessero l’Abbonamento Musei da almeno due anni. Sono stati organizzati dei gruppi, individuati degli “attivatori” al loro interno (persone più dinamiche capaci di attivare, appunto, il gruppo), sono state organizzate visite e incontri nei musei. Tutto con un unico scopo: coinvolgere un nuovo pubblico che, per fattori storici e sociali, aveva un limitato accesso ai musei e alla cultura.

Le Case del Quartiere coinvolte nell’iniziativa sono Casa di Quartiere Vallette (quartiere Vallette), Casa nel Parco (quartiere Mirafiori sud), Hub Cecchi Point (quartiere Aurora), Più SpazioQuattro (quartiere San Donato), Bagni Pubblici Via Agliè (quartiere Barriera di Milano).

I DATI

Dai dati è emerso che il 30 per cento non ha mai attivato l’abbonamento e che il 41 per cento non l'ha utilizzato mai o l'ha utilizzato una sola volta. Di contro, il 31 per cento l’ha utilizzato molto (oltre 5 volte), in notevole crescita quindi da un consumo culturale pari a zero.

Da 60 a 79 anni il consumo è molto simile mentre crolla dagli 80 anni. L’istruzione e il genere non spingono il "pulsante" del consumo, ma la salute e l’età tra 70 e 79 anni sì. Nel complesso, dai dati emerge che la felicità aumenta con l’aumento delle visite (e della salute), ma anche nei casi in cui la salute non è buona l’aumento delle visite incide sui livelli percepiti di felicità.

"Il progetto ha evidenziato l'importanza delle reti, di una comunicazione anche offline, l’importanza di un luogo vissuto e partecipato dove avere informazioni. Queste persone hanno scoperta che questa offerta culturale non era difficile e lontana, evidenziando che c’è voglia di bellezza e di riappropriarsi della città", ha sottolineto Simona Ricci. 

 

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