Il complesso immobiliare denominato “Villa Paolina di Mallinckrodt”, sito in Roma, presso Largo XXI Aprile n. 10, presenta “l’interesse culturale particolarmente importante” previsto dal Codice dei Beni culturali (“Le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte, della scienza, della tecnica, dell'industria e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell’identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose”), ed è quindi sottoposto alle disposizioni di tutela contenute nel Codice. E’ quanto si legge nel decreto della Dg Archeologia, belle arti e paesaggio, a firma di Federica Galloni.

Nel decreto, in particolare, si prescrive a) il mantenimento dell’assetto planivolumetrico attuale senza alterazione dei rapporti tra spazi aperti e chiusi, con particolare riferimento al giardino e alle altezze dell’edificio ; b) la conservazione dei prospetti nella loro sostanziale consistenza materica e tipologica; c) la conservazione della tipologia strutturale interna mantenendo inalterati i principali rapporti tra gli elementi della stessa, con particolare riferimento alle quote di calpestio; d) il mantenimento degli spazi aperti con trattamento a giardino.

IL COMITATO SALVIAMO VILLA PAOLINA

“Siamo sinceramente molto soddisfatti che il Ministero con i suoi Direttori Generali ABAP (Gino Famiglietti e Federica Galloni) abbiano risposto costruttivamente alle nostre numerose richieste e proposte per salvare un bene di interesse pubblico e profondamente legato alla memoria storica del nostro quartiere. E ci auguriamo che Villa Paolina di Mallinckrodt sia solo il primo esempio di salvaguardia di tutti i villini e gli edifici storici della nostra città”, è il commento del Comitato Salviamo Villa Paolina.

“Nel Decreto – si legge in una nota del Comitato - oltre a sancire definitivamente l’interesse culturale della Villa e a porre severe prescrizioni di mantenimento e conservazione del bene, si risponde puntualmente a tutte le osservazioni presentate dalla proprietà, le quali vengono tutte confutate e rigettate. Di particolare interesse è il definitivo superamento/annullamento della Verifica negativa dell’interesse culturale emesso nel 2015 (che permise l’avvio delle richieste di demolizione e sostituzione), visto che già nel parere della Soprintendenza emesso allora si prevedeva la possibilità che, in caso di approfondimenti storico critici di rilievo emersi successivamente, si poteva proporre la tutela.

“Si rigettano inoltre tutte le considerazioni negative espresse dalla proprietà sull’architettura della Villa e sulla sua fragilità strutturale, ribadendo invece il suo valore come testimonianza della storia urbanistica della città e il suo buono stato di conservazione. Nella Relazione Storica allegata al Decreto, dopo una ricostruzione puntuale e circostanziata della costruzione e degli ampliamenti della Villa, si conclude che il passaggio da un tipo architettonico a un altro (da villino a palazzina) e le nuove aggiunte non hanno cancellato, ma inglobato le tracce del villino originario, conservandone gli elementi caratterizzanti e costituendo così un “documento in pietra” della storia urbanistica di Roma della prima metà del Novecento. Si conferma inoltre la posizione di quinta stradale della piazza XXI Aprile, con il prospetto tripartito rivolto al monumento ai Caduti della guardia di Finanza”.

LA STORIA

Nel mese di giugno 2019 la Direzione generale ha comunicato alla proprietà l’avvio del procedimento di dichiarazione dell’interesse culturale particolarmente importante, in considerazione del fatto che Villa Paolina “riveste un importante valore testimoniale in relazione alle trasformazioni della città e alle vicende urbanistiche di Roma nel ‘900. Infatti, nella sua configurazione attuale, sono stratificati e riconoscibili tutti i passaggi che, anche per motivi speculativi, hanno portato alle modifiche del Piano Regolatore e dei regolamenti edilizi e, pertanto , si può dire che essa costituisce una testimonianza della storia urbanistica della città di Roma”.

Nel decreto la Dg ricorda che “se pur è vero che l’azione di tutela avviata dalla Soprintendenza non ha incluso Villa Paolina nel perimetro dell’area oggetto della “Proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico del complesso urbano, rappresentativo dell’idea di ‘città giardino’ all’interno dei quartieri Nomentano e Trieste della città di Roma, ciò non può in alcun modo essere inteso quale esito di un giudizio di merito: il mancato coinvolgimento dell’immobile, infatti, deriva esclusivamente dalla scelta, operata dalla Soprintendenza, di individuare – come primo ambito di approfondimento per lo studio dei caratteri storico-urbanistici , architettonici e morfotipologici ispirati al modello della ‘città giardino’, ai fini della sua sottoposizione a tutela paesaggistica – un’area del II Municipio di Roma altra rispetto a quella in cui è ubicata la villa di che trattasi”.

Anche la circostanza sostenuta dalla parte proprietaria, in base alla quale il complesso immobiliare sarebbe stato “di recente ritenuto privo di interesse culturale”, “non corrisponde alla realtà dei fatti, dato che la nota della Soprintendenza Belle arti e paesaggio del Comune di Roma del 5 giugno 2015 ha sì accertato che l’immobile non rivestiva ‘interesse tale da motivare la proposta di un provvedimento di tutela monumentale’, ma ha al contempo previsto la possibilità che ‘approfondimenti storico critici o rinvenimenti di rilievo’ potessero ‘indurre una diversa valutazione circa l’interesse’ culturale della villa, con ciò riservandosi per il futuro la facoltà di ‘proporre la tutela secondo il disposto della normativa vigente’”.

LE CONCLUSIONI

“Appare chiaro – si legge nelle conclusioni contenute nel decreto ministeriale - che le trasformazioni di Villa Paolina, il passaggio da un tipo architettonico ad un altro e le nuove aggiunte non hanno cancellato, ma hanno inglobato, le tracce del villino originario, conservando l’elemento caratterizzante del bugnato basamentale, l’impostazione planimetrica imperniata sulla scala d’accesso a tenaglia, la tipologia dell’impaginato architettonico sistematicamente estesa sulle porzioni via via aggiunte. Anche la consistenza del giardino e il rapporto tra edificato e spazio verde appare sostanzialmente mantenuto attraverso le diverse trasformazioni tipologiche dell’edificio”.

“Così, nel suo aspetto esteriore e nella sua distribuzione planimetrica, esso costituisce un palinsesto della trasformazione di un tipo edilizio in un altro, testimoniando parallelamente l’evoluzione del Piano Regolatore di Roma e dell’urbanistica romana dal Piano di Sanjust di Teulada al Piano del 1931, quasi da poter essere definita come un ‘documento in pietra’ della storia dell’urbanistica e dell’edilizia di Roma della prima metà del Novecento”.

Inoltre, “la palazzina costituisce uno degli elementi di particolare significato di un tessuto edilizio di notevole qualità architettonica, in quanto si pone come quinta della Piazza XXI Aprile, con il prospetto tripartito rivolto al monumento ai Caduti, collocato al centro dello slargo, costituendo sfondo ricorrente e ben rappresentato alle cerimonie di celebrazione dei caduti della Guardia di Finanza”.

Pertanto, per i molteplici aspetti testimoniali in riferimento alla storia dell’urbanistica, “si ritiene che Villa Paolina, nella configurazione attuale dei prospetti esterni ovvero delle quinte stradali e nel rapporto tra il volume edificato ed il giardino circostante, debba essere sottoposta a tutela ai sensi” del Codice dei Beni culturali”.

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