“La cultura come risorsa dello sviluppo locale attraverso una nuova alleanza pubblico-privato” con uno sguardo al diritto dei cittadini alla partecipazione culturale auspicata dalla Convenzione di Faro di imminente ratifica. E’ stata questa la chiave al centro della XIV edizione di Ravello Lab - Colloqui internazionali che quest’anno ha affrontato i temi dei partenariati pubblico-privati e la valutazione delle performance sociali delle imprese culturali. Tre giorni di lavoro che hanno visto emergere spunti e proposto nell’ambito dei due tavoli tematici organizzati a Villa Rufolo con la partecipazione di amministratori, studiosi ed operatori italiani ed europei, chiamati a fornire un contributo di analisi e di proposte basate su esperienze concrete.

Nella sessione conclusiva - coordinata dal presidente del Centro universitario europeo beni culturali Alfonso Andria e il direttore di Federculture Claudio Bocci - sono stati esposti dai due chairman Pierpaolo Forte (partenariati pubblico-privati) e Francesco Caruso (valutazione performance delle imprese culturali). Hanno poi preso la parola il presidente di Confinduztria Vincenzo Boccia, il presidente di Federculture Andrea Cancellato, il coordinatore del gruppo di lavoro Turismo e cultura di Confindustria Renzo Iorio.

VINCENZO BOCCIA

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine della sessione conclusiva ha commentato: “Confindustria ci tiene a essere presente a Ravello Lab perché è un evento che coniuga cultura, territorio e identità. Quello, insomma, che dovrebbe essere l’Italia. Quando entrano in gioco equilibrio, armonia, bellezza, design, tecnologia e paesaggio, entra in gioco l’Italia". 

RENZO IORIO

Il coordinatore del Gruppo di lavoro Cultura e Sviluppo di Confindustria, Renzo Iorio ha sottolineato come sia “importante che ci siano sempre più cuciture reciproche” tra il mondo della cultura e quello dell’economia, “in modo che imprese e imprenditori non siano più visti come dei meri potenziali mecenati che sostengono iniziative magari slegate da reali progetti di crescita e sviluppo economico e sociale sui territori". 

ANDREA CANCELLATO

Il presidente di Federculture, Andrea Cancellato, al termine della XIV edizione ha espresso un auspicio rivolto ai decisori politici: “Il legislatore ascolti le proposte emerse da Ravello Lab per semplificare la vita delle imprese culturali nel nostro Paese”. 

LE RACCOMANDAZIONI

I tavoli di lavoro che si sono riuniti nella giornata di venerdì produrranno le Raccomandazioni che saranno presentate ai decisori politici nella speranza che di queste si tenga conto nella predisposizione di politiche pubbliche per la cultura. Le Raccomandazioni di Ravello Lab costituiscono il prodotto conclusivo di ciascuna edizione e, opportunamente diffuse, hanno l'ambizione di contribuire a definire una nuova agenda politica dei diversi livelli istituzionali chiamati a sviluppare innovative politiche pubbliche di sviluppo centrate sulla cultura e sulle industrie creative.

PARTENARIATI PUBBLICO-PRIVATI - Il partenariato pubblico-privato si inserisce nell’auspicabile imminente ratifica della Convenzione di Faro che enfatizza il diritto dei cittadini alla partecipazione culturale. In questa visione l’alleanza tra pubblico e privato appare necessaria oltre che opportuna. Consente, infatti, di intercettare molte risorse non utilizzate, così da invocare meno risorse pubbliche.

La formula partenariale, infatti, diventerà la piattaforma ideale per utilizzare correttamente i fondi del nuovo ciclo di programmazione 2012-2027 che presuppone una qualità progettuale innovativa e una larga partecipazione tra pubblico e privato.

Bisognerà però allineare la normativa e rivedere alcuni punti del Codice dei Beni Culturali, connettendo i codici del Terzo Settore e Codice degli appalti. Dai Colloqui di Ravello la sollecitazione di una connessione diretta tra progettazione e gestione dei progetti culturali.

Nel corso del panel, è emersa anche la necessità di allargare gli spazi di autonomia delle istituzioni culturali pubbliche per favorire sperimentazioni di partenariato pubblico-privato auspicando il riconoscimento delle imprese culturali e creative. 

PERFORMANCE SOCIALI DELLE IMPRESE CULTURALI - La convinzione dei panelist di Ravello è che il partenariato generi conseguenze di valore sociale che necessita di valutazione. In questa prospettiva si inseriscono i risultati del secondo panel “La valutazione delle performance economiche e sociali dell’offerta culturale”.

L’individuazione di un sistema di valutazione si presenta complesso sia per la pronunciata eterogeneità dell’offerta culturale, sia per l’ampia difformità dei contesti economici, sociali e territoriali. Questo sistema deve tener conto della recente normativa di luglio relativa al terzo settore che affianca quella tradizionale dell’esame delle performance organizzative. Una prima indicazione emersa riguarda i criteri e i principi per creare questo elemento di valutazione.

La valutazione deve seguire un processo strategico con obiettivi chiari e misurabili, qualitativi e quantitativi. Sono emerse le difficoltà di una valutazione omogenea in considerazione della diversità e diffusione dei beni culturali del nostro paese, dei differenti contesti tra Nord e Sud e tra regione e regione.

Una condivisa necessità è l’istituzionalizzazione di un laboratorio di analisi e proposta che determini linee programmatiche e dove si eserciti una governance negoziale tra la politica e l’istanza territoriale rappresentata da chi offre cultura. 

L’esame della valutazione non può prescindere - altro punto centrale della discussione - da elementi ostativi che costituiscono intralcio burocratico, rallentando o bloccando l’espressione culturale.

Molto si è discusso sui criteri della valutazione: il numero degli ingressi in un luogo della cultura non può esprimere l’intero valore prodotto dall’offerta culturale. E’ richiesta una capacità di valutazione qualitativa legata alla partecipazione all’esperienza culturale dei cittadini.

 

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