Inizierà i primi di novembre l’intervento di restauro conservativo del dipinto su tela “La figlia di Jorio” di Francesco Paolo Michetti, esposto nella sala della Provincia di Pescara. La Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Abruzzo ha destinato 40.000 euro per il restauro nell’ambito dei fondi di programmazione ordinaria del MIBACT e i lavori sono stati affidati alla ditta ESTIA Srl di Bastia Umbria che ha 120 giorni per concludere il restauro.

“Era un intervento non più rinviabile-afferma la Soprintendente Rosaria Mencarelli-su uno dei più importanti dipinti di Francesco Paolo Michetti, poiché l’ultimo restauro risale al 1986”.

Le fasi del restauro sono state concordate con l’Amministrazione Provinciale di Pescara, proprietaria dell’opera, che collaborerà alla piena riuscita dell’intervento e alle modalità di apertura del cantiere al pubblico con finalità didattiche e di valorizzazione dell’opera. Infatti dopo le prime operazioni di diagnostica sul dipinto, a partire dagli inizi dell’anno prossimo sarà possibile effettuare visite al cantiere in giorni e orari stabiliti, durante le quali i restauratori illustreranno le varie operazioni e le tecniche impiegate.

“Con il restauro del dipinto di Michetti-dichiara il Presidente della Provincia Antonio Zaffiri-renderemo più fruibile questa opera, che molti cittadini ignorano.”

Il dipinto, realizzato nel 1895, nello stesso anno fu presentato all'Esposizione internazionale d’arte di Venezia, dove ricevette il premio città di Venezia, ed è noto per aver ispirato l'omonima opera teatrale di Gabriele D’Annunzio. Per la realizzazione dell'opera Francesco Paolo Michetti si ispirò ad una scena alla quale aveva assistito a Tocco da Casauria, suo paese natale, dove in un giorno d'estate era apparsa correndo sulla piazza una giovane donna scarmigliata inseguita da alcuni contadini, eccitati dal vino e dal sole.

 

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