All'inizio dell'estate, un dipinto scoperto per caso in una casa nella regione di Compiègne (Oise) era destinato al centro di smaltimento rifiuti. Cinque mesi dopo, “Il Cristo deriso”, capolavoro del pittore fiorentino Cimabue, è stato messo all'asta per 19,5 milioni di euro domenica a Senlis. Una cifra di gran lunga superiore rispetto alle stime iniziali che prevedevano una vendita a circa 4-6 milioni di euro. Un importo che arriva a 24,1 milioni di euro per l'acquirente, incluse le tasse.

“Circa 800 persone – riporta il quotidiano francese Le Parisienne - hanno partecipato a questa asta eccezionale organizzata dalla casa d'aste Acteon. Va detto che per i collezionisti, questo è un momento storico. Mai prima d'ora un quadro del maestro del XIII secolo, i cui specialisti riconoscono l'esecuzione di dieci opere, era passato ‘sotto il martello’”. "Un collezionista non vedrà mai più una Cimabue in vendita durante la sua vita", ha confidato Dominique Le Coënt, banditore d'asta.

La casa d’aste Acteon ha sottolineato che la somma, pagata da un acquirente anonimo del nord della Francia, è un nuovo record mondiale per un dipinto medievale venduto all'asta. “Quando arriva sul mercato un'opera unica di un pittore raro come Cimabue, bisogna essere pronti per le sorprese”, ha detto all'agenzia Reuters Le Coënt.

Per anni, il dipinto è stato appeso sopra una piastra di cottura in una cucina della città di Compiègne. E’ stato notato da un banditore, che ha consigliato al suo proprietario di farlo valutare da esperti. Il proprietario credeva che fosse un'antica icona religiosa di scarso valore. L'opera d'arte è stata testata con luce infrarossa per determinare le somiglianze con le opere del pittore italiano Cimabue.

Nelle scorse settimane il senatore Francesco Castiello (M5S) aveva rivolto un’interrogazione al Mibact per invitare il ministero guidato da Franceschini ad acquistare il dipinto “affinché il patrimonio artistico nazionale non perda una delle più rare ed importanti espressioni dell'arte prerinascimentale”.

Cimabue è uno dei più grandi pittori del periodo prerinascimentale. L'opera, riconosciuta dal critico d'arte Eric Turquin, si ritiene che facesse parte di un dittico del 1280 nel quale erano rappresentati su pannelli di dimensioni simili (25,8 per 20,3 centimetri) scene della passione di Cristo, tra cui la flagellazione che si trova oggi a New York. Il "Cristo deriso" costituisce una delle rare opere di Cimabue ed è tra le più significative. Gli sguardi torvi e sprezzanti degli uomini che circondano il Cristo contrastano con il sereno abbandono della sua figura che sovrasta non solo fisicamente, ma anche moralmente coloro che lo accerchiano. Cimabue rappresenta, magistralmente, il contrasto tra la volgare rissosità umana e la sublime seraficità divina.

 

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