Ultimi giorni per celebrare il prodotto che nel 2009 è stato insignito dalla Comunità Europea del marchio di Denominazione di Origine Protetta (DOP): la castagna di Vallerano, comune nella provincia di Viterbo. Ad accompagnare “gli ospiti” nella tradizionale Festa della Castagna, che annualmente si svolge nelle ultime settimane di ottobre, sono gli “Amici della Castagna di Vallerano”, associazione attiva sul territorio da 18 anni per “dar vita ad una campagna di promozione ed informazione legata ad una grande risorsa del paese”.

Passeggiando nei castagneti, oltre ai colori dell’autunno e agli aromi del bosco, si percepisce la grande attenzione nei confronti di un prodotto che ha permesso ed è riuscito, grazie alla Festa della Castagna, a creare un forte momento di scambio culturale. 

Vallerano e la sua Festa della Castagna non offrono però solo l’occasione di dedicarsi al turismo eno-gastronomico alla scoperta dei sapori della Tuscia, ma anche quella di conoscere il centro storico di Vallerano con i suoi siti archeologici, la sua storia ed i suoi monumenti. Vallerano ospita infatti numerose chiese medievali, la sua storia si intreccia con i miti e le leggende popolari ed è sede di uno dei siti facenti parti del circuito delle Dimore storiche della Regione Lazio, le Botteghe storiche dei Farnesi.

STORIA E PATRIMONIO

Vallerano è un piccolo comune che si trova nella provincia di Viterbo. Le prime tracce di insediamenti abitativi nella zona risalgono al periodo dell'età del bronzo e successivamente il territorio fu abitato da popolazioni di origine etrusca. Dopo la sconfitta etrusca nella battaglia del lago Vadimone, la zona venne sottoposta al dominio dei Romani per poi passare tra i possedimenti della Chiesa. Nel XII secolo, divenne proprietà dei Prefetti di Vico e successivamente degli Orsini. 

Tra il patrimonio storico-architettonico di Vallerano spicca il santuario della Madonna del Ruscello (1604 – 1609), che conserva all’interno stucchi e affreschi commissionati dalle nobili famiglie della zona e un monumentale organo seicentesco. La Chiesa venne costruita dopo il riconoscimento dell’autenticità̀ del miracolo della Vergine Santissima consistente nel sangue che scendeva dal labbro dell’immagine della Madonna. 

Nell’ambito dell’architettura religiosa, la passeggiata nel centro storico permette di ammirare la Chiesa patronale di San Vittore del XVI secolo, con il soffitto a cassettoni del 1762 e la torre campanaria con l’orologio a sei ore il cui meccanismo è conservato all’interno della Chiesa. 

LE DIMORE STORICHE: LE BOTTEGHE FARNESE DI VALLERANO

La “Rete delle dimore storiche del Lazio” è stata costituita nel 2017 in applicazione della Legge regionale n. 8 del 2016. Ai 109 siti pubblici e privati selezionati attraverso il primo avviso pubblico, si sono aggiunti nel 2019 21 nuovi luoghi per un totale di 130 tra castelli e complessi architettonici, monasteri, chiese e conventi, palazzi e dimore storiche, parchi e casali.

Fanno parte della Rete le Botteghe di Farnese a Vallerano, che si collocano sul piazzale Manfredo Manfredi dove sorge la Chiesa della Madonna del Ruscello in un unicum architettonico di particolare interesse. 

Nel XVII secolo, le Botteghe vennero costruite per soddisfare le esigenze dei mercanti in ricorrenza delle fiere che si tenevano presso il Santuario ma anche per sopperire alle necessità di allocare i numerosi pellegrini che si recavano nella zona. La storia delle Botteghe è quindi strettamente legata a quella del Santuario e all’aumento dei pellegrini in visita al luogo in cui era avvenuto il miracolo del sanguinamento del labbro dall’immagine della Madonna. Vallerano, da quel momento, diede vita a una fiera di merci dove si potevano trovare le mercanzie più̀ svariate. Per poter soddisfare le molteplici richieste da parte dei mercanti, si decise di realizzare una serie di botteghe in muratura ai lati del piazzale antistante il Santuario. 

LA FESTA DELLA CASTAGNA DI VALLERANO

Fino al 3 novembre, oltre agli stand, con vendita dei prodotti tipici locali e mercatini dell’artigianato, numerose saranno le visite di approfondimento a chiese, eremi e grotte, i cortei storici con sbandieratori, musicisti e momenti di convivialità gastronomica in piazza insieme al grande calderone delle caldarroste e vino rosso, oltre ai pranzi e cene a tema nelle caratteristiche cantine di tufo aperte eccezionalmente per questa occasione.

In programma anche stornellate, laboratori sull’intreccio dei canestri in vimini, esposizioni di rapaci e musiche con balli in piazza della Repubblica.

Nel ricco menu à la carte all’interno dei tipici luoghi di ristoro una varietà di ricette che sfruttano le particolarità del territorio e la camaleonticità della castagna. Allo stand degli “Amici della Castagna” sarà anche possibile ricevere una copia omaggio del libro delle ricette, così da proseguire nelle proprie cucine il percorso gourmand incentrato su questo prodotto della natura insignito dalla Comunità Europea del marchio di Denominazione di Origine Protetta (DOP), primo ed unico ancora in Italia, il 7 aprile 2009. 
 

 

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