Tutelare la ricchezza “di paesi grandi e piccoli, espressioni della cultura e della laboriosità delle popolazioni che li hanno creati e abitati”, rappresentano “la carta d'identità del Paese, e anche il fondamento delle sue qualità e delle sue istituzioni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - assente da Roma perché a Francoforte per la cerimonia di fine mandato di Mario Draghi alla Bce - nell’indirizzo di saluto rivolto ai sindaci dei piccoli Comuni invitati nella Capitale da Poste Italiane per “la Nuvola 2.0”, secondo atto del lavoro che Poste con Anci e Uncem ha iniziato meno di un anno fa. Il Patto tra Poste e i Comuni siglato il 26 novembre 2018 con 3.500 sindaci presenti, sta dando nuove risposte alla montagna, ai territori, alle comunità. 

L'Italia, ha detto Mattarella, “è ricca di paesi grandi e piccoli, espressioni della cultura e della laboriosità delle popolazioni che li hanno creati e abitati. Le originali identità civiche e il divenire storico dei territori compongono un quadro che rappresenta la carta d'identità del Paese, e anche il fondamento delle sue qualità e delle sue istituzioni. Questa ricchezza va tutelata e valorizzata”. 

Le sempre più rapide trasformazioni economiche e sociali - ha ricordato il presidente della Repubblica - presentano “rischi di varia natura per la qualità della vita delle popolazioni dei piccoli comuni italiani, talvolta mettendo persino in discussione il loro equilibrio vitale. È importante evitare isolamenti e abbandoni, è necessario prestare cura alla pluralità dei territori, alla varietà del patrimonio civile, culturale, ambientale”. 

Per questo Mattarella accoglie “con rinnovato interesse la seconda edizione dell'iniziativa che riunisce, in progetti condivisi, una grande azienda come Poste Italiane e migliaia di sindaci di Piccoli Comuni, sostenuti dalle loro associazioni, ANCI e UNCEM. Una moderna infrastruttura di uomini e mezzi in grado di mettere in rete anche le comunità meno densamente popolate. L'impegno a mantenere i presidi essenziali nelle comunità più piccole, nelle aree interne, montane e insulari, è particolarmente meritorio e non risponde soltanto a un elementare dovere di unità nazionale, bensì consente di mettere a frutto risorse altrimenti abbandonate e infruttuose e di curare la salute dei territori, condizione di sviluppo sostenibile. Quando si cresce insieme la Repubblica è più forte. Così come la comunità nazionale è più solida e coesa quando le diseguaglianze si riducono, quando la rete delle connessioni tra i suoi territori è più efficace”. 

Per Mattarella “è quando i diritti dei cittadini e i servizi a loro accessibili rispondono davvero a un criterio di universalità che la Costituzione risulta applicata. Uno sforzo convergente di istituzioni, imprese, società civile, è indispensabile a questo scopo”. 

 

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