Sviluppare una collaborazione volta a divulgare e valorizzare in particolare la presenza degli ebrei nell’antica Roma ed il rilievo di alcune aree archeologiche per la storia dell’ebraismo italiano, e al contempo creare progetti specifici e percorsi di visita che possono favorire un approccio integrato trasversale al patrimonio. È quanto prevede uno dei punti del protocollo tra il Parco archeologico del Colosseo e il Museo dell’ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara (Meis) illustrato presso la Curia Iulia al Foro Romano. Presenti, oltre alla direttrice del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, il direttore del Meis, Simonetta Della Seta, il presidente della Fondazione, Dario Disegni.

Franceschini

“Ho accompagnato nel mio percorso parlamentare la nascita dell’idea del Meis. Nascita grazie a una legge del 2003 votata all’unanimità”, ha ricordato il titolare del Collegio Romano. “Nel corso dello scorso mandato era saltato per una rimodulazione dei fondi Cipe il finanziamento di 25 mln di euro che consente di completare il Museo: un’idea così importante non si può lasciare a metà, quindi l’impegno - sono già a buon punto - è di recuperare quei 25 mln e consentire il completamento del museo in tempi brevi. Questa con il Colosseo mi sembra una bella collaborazione, spero di poter dare presto l’annuncio delle risorse per il completamento del museo”.

Russo

“Il protocollo d’intesa tra il Meis e il Parco Archeologico del Colosseo si pone l’obiettivo che le due istituzioni museali, in un dialogo costante con i cittadini, diventino sempre più luoghi aperti e inclusivi”, ha detto il direttore del Parco Archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, che ha sottolineato come il protocollo “si inserisca nel più vasto progetto già avviato denominato ‘Il Parco fuori dal Parco’, il cui obiettivo è la creazione di una rete forte e operativa con istituti della cultura e musei romani e nazionali che abbiano con il Colosseo forti legami, storici, culturali e archeologici”.

In questo caso specifico, ha evidenziato Russo, “il Parco Archeologico del Colosseo intende valorizzare le testimonianze archeologiche legate all’ebraismo italiano rappresentato a Roma dalla Comunità ebraica, con la quale sono già in atto delle iniziative attraverso la collaborazione continua anche con il Meis”. Cuore dell’esposizione del Meis, “è infatti la visione ebraica di alcuni tra i monumenti più simbolici del nostro Parco Archeologico: lo stesso Colosseo, che fu costruito con il bottino di guerra della presa di Gerusalemme, come racconta anche l’iscrizione che abbiamo al Colosseo e che ora è anche un calco esposto al Meis; l’Arco di Tito, con le sue testimonianze dell’arrivo a Roma degli ebrei schiavizzati dall’imperatore; il tesoro del Tempio di Gerusalemme, costruito dai Flavi”.

Russo ha ricordato come “il Meis, fortemente voluto dal ministro Franceschini, è stato pienamente realizzato nel 2017. Nello stesso anno è stato anche istituito il Parco Archeologico del Colosseo, grazie alla Riforma Franceschini”. Il protocollo, ha concluso Russo, deve essere “un laboratorio di idee e riflessioni, raccontare cosa vuol dire essere una minoranza, stimolare il dibattito sull’ebraismo, sul suo futuro in Italia e sul valore del dialogo e del confronto tra culture diverse”.

Della Seta

“Da questa settimana si inizia a edificare il primo edificio moderno del Meis, un progetto che coniuga due edifici pregressi con 5 edifici nuovi ispirati ai 5 libri della Torah”, ha annunciato Della Seta. “Confidiamo nell’appoggio del Mibact e nel fatto che tutto il museo sarà completato”.

 

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