Slitta alla prossima settimana il voto in Commissione Cultura del Senato sulla proposta di legge sulla promozione della lettura. La 7a ha cominciato l’esame degli emendamenti (10 in tutto) ma secondo quanto riferito dal relatore Francesco Verducci (Pd) si è comunque in attesa del parere della commissione Bilancio per licenziare il testo per l’aula. Per evitare il rischio di finire in piena sessione di bilancio, il relatore ha anche già avanzato la richiesta di deroga per lavorare sulla proposta di legge anche dopo l’arrivo a Palazzo Madama della Manovra per il 2020, cosa di per sé vietata dal regolamento parlamentare.

L’accordo politico tra Partito democratico e Cinquestelle era quello di non modificare il provvedimento dopo il lungo lavoro di sintesi (tra le diverse proposte dei vari gruppi parlamentari) condotto alla Camera dalla relatrice Alessandra Carbonaro e dalla prima firmataria Flavia Piccoli Nardelli. Al Senato sono arrivati ora dieci emendamenti e tre ordini del giorno, e non solo dall’opposizione. Di quelli presentati (che comunque non hanno grandi possibilità di essere approvati), tre sono della Lega, tre di Forza Italia, due di Leu e due della senatrice del Movimento 5 Stelle Drago. Il gruppo dei pentastellati inviterà la senatrice a ritirare le proprie proposte emendative.

 

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