“I 25 vincitori che stiamo celebrando rappresentano il meglio di ciò che sta accadendo nel campo del patrimonio culturale in Europa. Tutti possiamo imparare dalle loro competenze e dalla loro esperienza. Meritano pienamente di essere celebrati e mi congratulo vivamente con loro per il loro successo e il meritato riconoscimento”. Così il Commissario europeo per l’Istruzione e la Cultura, Tibor Navracsics, nel corso della cerimonia di premiazione degli European Heritage Awards. Tra i vincitori ci sono quattro progetti italiani: nella categoria Conservazione, il restauro della Cappella della Sacra Sindone a Torino; nella categoria Ricerca, una collaborazione tra Armenia e Italia: “Solak 1: un modello di archeologia predittiva”; e nella categoria Educazione, Formazione e Sensibilizzazione: Comuniterrae. Mappe di Comunità Culturali di Paesaggi Alpini nel Parco Nazionale della Val Grande e Le Dimore del Quartetto a Milano. “Provenienti da tutte le parti d'Europa e con risultati che vanno dalla ricerca innovativa al ripristino sapiente, dall'istruzione alla formazione di alta qualità, ogni vincitore è unico. Eppure, hanno tutti una cosa in comune – sottolinea Navracsics -: stanno scrivendo le storie di maggior successo in Europa”.

NOTRE DAME, UN PREMIO SPECIALE AI VIGILI DEL FUOCO

La cerimonia di premiazione si tiene quest’anno a Parigi: “Essere nelle immediate vicinanze di Notre Dame, un'icona del nostro patrimonio culturale europeo condiviso, e vederla così danneggiata mi commuove profondamente”, afferma il Commissario europeo dicendosi “emozionato dalla reazione di solidarietà di molti cittadini in tutto il mondo, che hanno immediatamente voluto contribuire al suo restauro”. Secondo Navracsics il messaggio che va rimarcato è che “dobbiamo proteggere meglio il patrimonio culturale europeo a rischio”. Quest’anno è stato assegnato un premio speciale per il Patrimonio europeo proprio ai Vigili del Fuoco di Parigi, per la loro “coraggiosa lotta contro le fiamme” che hanno devastato la cattedrale di Notre Dame.

LA NUOVA AGENDA PER LA CULTURA

Navracsics ricorda che il suo mandato “sta per scadere” e si dice “orgoglioso che, lavorando insieme negli ultimi cinque anni, siamo riusciti a reinserire la cultura nell'agenda europea. Voglio ringraziare tutti i responsabili politici, le organizzazioni culturali e le parti interessate coinvolte per aver contribuito a realizzare ciò”. “La nuova Agenda europea per la cultura, adottata dalla Commissione Ue nel maggio 2018 e approvata dagli Stati membri solo pochi mesi dopo, definisce la strategia e gli obiettivi per la prossima fase della cooperazione a livello dell'UE – ricorda il Commissario europeo -. Sulla base dell'Agenda, il Consiglio ha definito azioni concrete intorno a cinque priorità per la cooperazione europea nel processo decisionale in materia di politiche culturali, la prima delle quali è la sostenibilità del patrimonio culturale”.

ANNO UE DEL PATRIMONIO: RISULTATI E PROSPETTIVE

Navracsics si sofferma poi sull’Anno europeo del patrimonio culturale (2018) che definisce “il punto culminante” di questa strategia. “Il mio messaggio è stato che il nostro patrimonio culturale è la nostra risorsa comune, un'eredità del passato su cui dobbiamo costruire il nostro futuro. E sono lieto che siamo riusciti a coinvolgere così tante persone durante l'Anno europeo: oltre 12,8 milioni di persone hanno preso parte a oltre 23.000 eventi in 37 paesi”. Per garantire che l'Anno europeo abbia un impatto duraturo, la Commissione europea ha presentato una serie di azioni che guideranno il lavoro nei prossimi anni. “Dobbiamo e continueremo ad avanzare nel lavoro, per proteggere e promuovere il patrimonio culturale. Da parte sua, la Commissione europea preparerà una strategia di follow-up per un impegno a lungo termine dell'UE nella protezione e conservazione del patrimonio culturale”, annuncia Navracsics. “La Commissione – assicura - continuerà a sviluppare ulteriori politiche e azioni mirate nel settore della cultura. In quanto europeo convinto, spero che la cultura possa aiutare tutti noi a renderci conto che è qualcosa che ci unisce. Questo è ancora più importante oggi. Ed è per questo che tutti dobbiamo continuare a lavorare per sfruttare al massimo il potere unico della cultura”, conclude Navracsics.

 

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