“Viviamo in tempi difficili, in cui, tra guerre, cambiamenti climatici, eventi catastrofici o anche il solo scorrere del tempo, i beni culturali di tutto il mondo sono spesso duramente colpiti, riportando ferite profonde. Le attività di conservazione e di restauro sono dunque oggi più che mai importanti, assolutamente strategiche: proteggere e ricostruire, per impedire che testimonianze millenarie, pagine della nostra storia, possano andare irrimediabilmente perdute”. Lo ha sottolineato la sottosegretaria ai Beni culturali, Anna Laura Orrico, intervenendo a Roma alla XXXI Assemblea Generale del Centro internazionale per lo studio della preservazione e del restauro del patrimonio culturale (ICCROM).

ITALIA LEADER NELLA PROTEZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE

Un’esigenza, sottolinea, “avvertita con particolare forza in Italia, Paese che ha un patrimonio storico, artistico, archeologico, architettonico straordinario per ricchezza e diffusione, ma al tempo stesso estremamente fragile, delicato, esposto a rischi di molteplice natura. Proprio la necessità di salvaguardare al meglio un tale patrimonio ha portato l’Italia a sviluppare competenze scientifiche e tecniche d’intervento all’avanguardia, che l’hanno resa un’eccellenza mondiale, uno dei paesi leader nella protezione del patrimonio culturale a livello internazionale, ruolo che si è concretizzato in molteplici sviluppi diplomatici e umanitari e in un forte impegno in particolare nella regione del Mediterraneo”.

“Un bagaglio di esperienza, di conoscenze e di best practices – ha proseguito la Orrico – condiviso con ICCROM, come dimostra la collaborazione con la Protezione Civile nel programma “Disaster Risk Management”, la collaborazione con la Scuola Superiore Antincendi e, più di recente, l’accordo di partenariato strategico firmato lo scorso 14 ottobre tra Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e ICCROM con l'obiettivo di promuovere l'internazionalizzazione del sistema italiano dei beni culturali e di esportare le competenze italiane nella gestione, ricerca e formazione del patrimonio culturale”.

L’ATTENZIONE DELL’ITALIA VERSO L’ICCROM

Ma l’attenzione dell’Italia verso ICCROM, ha evidenziato la sottosegretaria, “si è concretizzata anche attraverso altri interventi, con cui si è opportunamente inteso riconoscere quanto sia importante per il nostro Paese ospitare il Centro: il mantenimento della sede in Italia costituisce per noi un interesse di particolare rilevanza. Nei prossimi giorni sarà in Aula alla Camera la proposta di legge, già approvata al Senato, per l’estensione ai dipendenti italiani dell’organizzazione della disciplina prevista per il personale di altra nazionalità, conformemente con quanto previsto dalla Convenzione del 1947 sui privilegi e le immunità degli istituti specializzati delle Nazioni Unite. Un provvedimento, sul quale c’è la più ampia convergenza, che sana finalmente una ingiusta disparità di trattamento”. 

“A breve sarà consegnata la nuova sede di ICCROM, presso l’ex convento di San Francesco a Ripa: una sede prestigiosa, vicina a quella precedente e all’Istituto Centrale del Restauro, i cui lavori sono in dirittura d’arrivo. Ricordo ancora il contributo straordinario di 800mila euro voluto dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, incluso nei provvedimenti in assestamento di Bilancio e approvato in via definitiva lo scorso 25 settembre”.
“Insomma, si conferma un impegno concreto per consolidare la cooperazione, con l’obiettivo comune di assicurare la migliore protezione possibile al patrimonio culturale in ogni regione del mondo. In tal senso molto è stato fatto ma molto si può ancora fare. Abbiamo un grande passato insieme, dobbiamo costruire insieme un futuro ancora più grande”.

PUNTARE SULLA FORMAZIONE

“Fondamentale è e sarà sempre puntare sulla formazione, per preparare adeguatamente il personale che sarà chiamato a intervenire nelle situazioni di crisi. Una mission propria di ICCROM, che è destinata a restare assolutamente centrale, tanto più in considerazione delle nuove enormi opportunità offerte dal progresso tecnologico in termini di monitoraggio e, quindi, di prevenzione”.

“Solo formando al meglio i professionisti del settore della cultura - scienziati, conservatori, restauratori, archeologi, storici dell’arte, curatori, architetti, ingegneri, urbanisti – solo garantendo loro i migliori strumenti e le più avanzate conoscenze, sarà possibile preservare il patrimonio culturale in tutte le sue forme. Anche in questo campo l’Italia è pronta a fare la sua parte, mettendo a disposizione l’esperienza e le competenze acquisite negli anni”.

Ratifica ed esecuzione dello Scambio di lettere tra Repubblica italiana e ICCROM

Il provvedimento, dopo il via libera di Palazzo Madama, ha ricevuto nelle scorse settimane i pareri favorevoli delle commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Bilancio, Cultura e Lavoro (in sede consultiva) e della commissione Esteri (in sede referente), ed è approdato negli scorsi giorni in Aula in attesa di essere ratificato. Relatrice è Mirella Emiliozzi (M5S).

Il disegno di legge ha l'obiettivo di aggiornare l'Accordo di sede tra Italia e UNESCO del 1957, modificando in particolare la disciplina relativa alle esenzioni fiscali concesse ai dipendenti dell'organizzazione, estendendo anche a quelli di nazionalità italiana i benefìci fiscali previsti per il personale di altra nazionalità, conformemente con quanto previsto dalla Convenzione del 1947 sui privilegi e le immunità degli istituti specializzati delle Nazioni Unite. Una mancata soluzione negoziata della questione del trattamento fiscale dei funzionari italiani dell'organizzazione, come sottolineato dalla relatrice nel corso dell’esame in commissione, “potrebbe riflettersi negativamente sul mantenimento della sede dell'ICCROM nella capitale italiana”.

 

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