Paghe misere, multilavoro, straordinari non contrattuali e spesso non pagati, alta formazione e scarse tutele. E’ il “quadro cupo” che emerge da una inchiesta sulle condizioni di lavoro nel settore culturale condotta dall’associazione “Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali” e presentata alla Camera. Inchiesta che è durata un anno e che si è svolta sotto forma di questionario al quale hanno risposto 1546 persone.

“Lo scopo è stato quello di accendere un faro su dinamiche che fino a oggi non erano state quantificate in modo statistico”, spiega Daniela Pietrangelo, rappresentante di “Mi Riconosci?”, ad AgCult. “I numeri più allarmanti sono quelli relativi alle percentuali di guadagno nel settore della cultura: il 50% guadagna meno di 8 euro l’ora. L’80% di chi ci ha risposto denuncia paghe che raggiungono, al massimo, i 15 mila euro annui”.

“L’altro grande problema è quello legato ai contratti di lavoro – sottolinea Pietrangelo -. La maggior parte è inquadrata con un contratto di multiservizi, cioè una tipologia relativa al personale che si occupa di pulizie e che nulla a che vedere con le mansioni che si svolgono in musei, archivi, biblioteche o parchi archeologici. Un contratto per i lavoratori della cultura esiste dal 1999 e si chiama Federculture, ma è applicato pochissimo, solo il 7,2% lo possiede”.

“Dai dati – rimarca la rappresentante di ‘Mi Riconosci?’ - si capisce che nel settore dei beni culturali si lavora male, chi lavora guadagna davvero poco, molti non hanno contratto e sono costretti ad aprire una partita Iva. Il 78% di coloro che hanno una partita Iva l’hanno aperta non per libera scelta, ma perché obbligati”.

“La nostra inchiesta verrà spedita alle forze politiche. Ci aspettiamo che la prendano in considerazione e forniscano soluzioni”, afferma Pietrangelo. Nel frattempo l’associazione ha già avanzato tre precise richieste: una norma che limiti il volontariato; un nuovo regolamento che riveda i criteri di appalto ed esternalizzazione; l’applicabilità del giusto Ccnl per i lavoratori del settore dei beni culturali.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche la deputata Rosa Alba Testamento (M5S), membro della commissione Cultura di Montecitorio. “Quelli presentanti da ‘Mi Riconosci?’ sono dati terribili”, ha commentato la parlamentare pentastellata che sta lavorando a una proposta di legge sulla regolamentazione del volontariato. “Va modificato l’attuale quadro normativo. Il volontariato non è da disprezzare, ma non deve scavalcare e sostituire i professionisti dei beni culturali a cui sono affidati i compiti di tutela e conservazione del patrimonio”.

 

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