Nella quindicesima edizione del Rapporto Annuale Federculture ha voluto aggregare i dati sulla spesa pubblica per il settore culturale, sulla domanda – consumi e partecipazione culturale – e sul turismo in Italia negli anni 2008, anno di avvio della grave crisi economica internazionale, 2013 (nuova crisi economica italiana) e 2018 (in qualche caso 2017 per coerenza nella disponibilità dei dati), così da avere a disposizione una tendenza e non solo una congiuntura. Il decennio è stato caratterizzato, oltre che dalla congiuntura economica negativa e dai suoi riflessi anche negli anni più vicini, da un considerevole attivismo, soprattutto nella seconda parte del periodo, sul fronte degli interventi legislativi e di riforma nel settore culturale e negli ambiti connessi.

LE RISORSE PUBBLICHE

L’andamento nei dieci anni dello stanziamento MiBACT e delle risorse impegnate dalle amministrazioni territoriali mostra per tutti gli indicatori un calo nel primo quinquennio di crisi, più contenuto per Ministero e Comuni (-20%) anche se importante, e molto più evidente per le Province (-55%) e le Regioni (-34%). 

Aggregando i valori emerge che la spesa nella cultura di Stato, Comuni, Province e Regioni passa dai circa 6 miliardi e 550 milioni di euro del 2008 ai 5 miliardi e 849 milioni nel 2017. Non è stata recuperata interamente la quota di spesa del 2008 (mancano ancora circa 700 milioni di euro) e solo MiBACT e Regioni hanno un trend a crescere, mentre Comuni e Province continuano a diminuire le risorse, per le Province quasi azzerate. 

LA SPESA DELLE FAMIGLIE

La spesa delle famiglie italiane in cultura e ricreazione qui confrontata con il valore dei consumi totali delle famiglie e del Pil mostra come gli anni della crisi siano stati molto più sentiti per la spesa in cultura che nel 2013, sul 2008, registra il calo più significativo (-4,6%).
Ma facendo data al 2018 il recupero della spesa in cultura è quello maggiore: la variazione positiva sul 2013 è del 13,4%, incremento più alto rispetto a quello del Pil e dei consumi totali delle famiglie (rispettivamente +9,9% e +8,8%). 

LA FRUIZIONE CULTURALE

Per quanto riguarda la fruizione culturale nei primi cinque anni dalla crisi si evidenzia una forte contrazione in tutti gli ambiti: teatro -8,9%, cinema -4,4%, musei -7,5%, concerti -8,8%. Ma nei cinque anni successivi (2013/2018) l’andamento dei settori si differenzia: gli italiani che frequentano i musei sono cresciuti del 23% (3,4 milioni in più) e quelli che visitano i siti archeologici del 33% (3,9 milioni in più), mentre quelli che vanno a teatro o al cinema sono aumentati del 4% circa. Il decennio (2008/2018) si chiude quindi con saldi molto diversi: il teatro non ha recuperato del tutto e anzi ha perso quasi 600mila fruitori (-4,8%); il cinema è in sostanziale equilibrio con circa 28 milioni di fruitori, -0,4% nei dieci anni, vanno bene i concerti di musica “leggera” con +2,8%. Ma il vero exploit è quello dei musei che nel decennio vedono crescere i propri fruitori del 14% e i siti archeologici e i monumenti dove si sono recati il 31% degli italiani in più (dati peraltro confermati anche nelle regioni del Sud del Paese).

A livello territoriale i dati per macroarea regionale confermano quanto evidenziato nelle medie nazionali: dopo un primo quinquennio di crollo della partecipazione in tutti gli ambiti nei cinque anni i settori recuperano, con risultati migliori in particolare nella fruizione museale (dove il Sud aumenta del 25,7% mentre il dato nazionale è +14%) e di siti e monumenti (dove il Sud fa +40,4%, le Isole segnano +31,5%, l’Italia +31%).

Negli stessi anni i visitatori dei musei statali passano da 33 a 55 milioni, +67%, crescendo soprattutto però dal 2013 al 2018 con una performance da 38 a 55 milioni di visitatori, +44%.

LA LETTURA

Sul fronte della lettura di libri, invece, i dati sono negativi in tutto il decennio analizzato e in tutti gli ambiti territoriali, con variazioni negative anche a due cifre nel Sud del Paese dove i lettori diminuiscono del 13,7%. Nel 2018 a livello nazionale gli italiani che dichiarano di leggere almeno un libro l’anno sono poco più di 23 milioni, il 40% della popolazione sopra i sei anni.

IL TURISMO

Per il turismo il quadro dei dati mostra un settore meno toccato dalla crisi: l'andamento nel decennio è comunque in crescita. I dati vedono dal 2008 al 2018 una crescita importante del turismo internazionale (+52,2% mondo, +46,1% Europa) mentre l’Italia cresce di meno (+34% nel decennio, di cui +23,3% dal 2013 al 2018). La composizione di questa crescita deve far riflettere: si registra un aumento di arrivi internazionali del 51,2%, mentre gli arrivi nazionali crescono del 20,8%, con una debolezza quindi nel mercato interno.

 

Articoli correlati