Nel 2018, la spesa per ricreazione e cultura si assesta su 72,5 miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa complessiva delle famiglie italiane, la stessa incidenza che si era osservata per il 2017. L’incremento registrato sul 2017 è del 2,4%, leggermente superiore a quello che si osserva nel totale di spesa per consumi finali, pari all’1,9%. E’ quanto emerge dal Rapporto Federculture 2019 “Impresa cultura” che analizza l’andamento dei consumi, della partecipazione e delle risorse destinate alla cultura nel nostro Paese.

Nella composizione interna della voce di spesa “ricreazione e cultura”, rimasta sostanzialmente invariata, si vede che quella destinata a servizi culturali e ricreativi, pari a 30,3 miliardi, ne rappresenta sempre la porzione maggiore, 42%, ma cresce nel 2018 meno delle altre componenti, l'1,4%. E' interessante rilevare che nel 2018 tra le varie voci che compongono la spesa culturale quella che aumenta maggiormente è la spesa per i libri, +5%.

A livello di spesa media mensile familiare il dato medio nazionale è pari a 127,7 euro. Ma, come già rilevato in passato, sono molto forti le differenze territoriali: nelle regioni settentrionali la spesa familiare media mensile in ricreazione spettacoli e cultura supera i 150 euro, mentre considerando Sud e Isole lo stesso dato scende a 80 euro circa. Nello specifico, il Trentino Alto Adige (€ 178,8) e la Valle d'Aosta (€ 167) sono le regioni in cui si spende di più in cultura mentre la Calabria (€ 64,3) e la Basilicata (€ 67) quelle in cui si spende di meno.

Confrontando i livelli di spesa in Italia con quelli europei, emerge come la spesa in cultura e ricreazione delle famiglie italiane sia al di sotto della media europea e lontana dai paesi più virtuosi: 6,7% sul totale della consumi finali contro l'8,5% della media europea e l'11,5% della Danimarca, primo paese del continente. 

 

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