Per quanto concerne la fruizione culturale si registra un andamento di segno opposto nei diversi ambiti. In particolare sono sostanzialmente stabili i fruitori di teatro e in leggero calo quelli del cinema (-1,6%), mentre aumentano in misura significativa le persone di 6 anni o più che nell’arco di dodici mesi hanno visitato almeno una volta musei e mostre (+3,6) e siti archeologici (+9,2%). Crescono anche i fruitori di musica classica (+2,2%) e in misura decisamente maggiore quelli della musica "leggera" (+7,5%). Diminiusicono ancora (-1%) gli italiani che hanno letto almeno un libro l'anno.  E’ quanto emerge dal Rapporto Federculture 2019 “Impresa cultura” che analizza l’andamento dei consumi, della partecipazione e delle risorse destinate alla cultura nel nostro Paese.

DIVARIO NORD-SUD

Nell'analisi per area territoriale appare consolidato il divario tra regioni del Centro-Nord e del Mezzogiorno in particolare nel numero di visitatori di musei, mostre, teatri e siti archeologici, con le prime che presentano un numero di fruitori stabilmente più elevato delle seconde (in alcuni casi anche doppio o triplo). 

Ne sono un esempio i dati sui fruitori dei musei che in Trentino Alto Adige o in Toscana sono circa il 40% della popolazione, mentre in Puglia e Calabria la metà, il 20%; oppure quelli sul teatro che in Trentino Alto Adige sono il 29%, oltre tre volte quelli della Sardegna, 9,3%. 

In altri ambiti della fruizione culturale, in particolare nel cinema, i valori risultano confrontabili tra le varie regioni italiane.

I MUSEI

Il trend di crescita della fruizione museale è confermato anche dai dati relativi ai visitatori dei musei statali che nel 2018 aumentano di oltre il 10% superando i 55 milioni di visitatori; in particolare forti incrementi si osservano nei musei campani e liguri, mentre nelle regioni del Nord-Ovest e in Sardegna si registrano alcune flessioni. 

L'ottima performance dei musei statali, che solo negli ultimi cinque anni sono cresciuti del 44%, appare trainata dai musei dotati di autonomia speciale che nell'ultimo anno, 2018/2017, vedono aumentare i propri visitatori di quasi il 15%, con picchi molto più alti in alcune regioni come la Campania (+36%) e la Toscana (+46%). Dati che, pur considerando che fanno parte della categoria dei musei autonomi i maggiori attrattori culturali del Paese, sembrano confermare una correlazione tra maggiore autonomia gestionale degli istituti museali e una più spiccata propensione al pubblico e al suo coinvolgimento, a vantaggio della valorizzazione e della fruizione complessiva dei beni.

LETTURA

Sono, invece, molto negativi i dati sulla lettura: gli italiani che hanno letto almeno un libro l'anno sono ancora in leggera diminuzione (-1%) nel 2018 rispetto al 2017 e comunque da ormai tre anni attestati intorno al 40% della popolazione. La lettura non conquista nuove fasce di popolazione, ma si consolidano quelle già presenti: aumentano, infatti i lettori molto forti, oltre 12 libri.

 

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